Ue-Africa: sanità, ripresa economica e multilateralismo al centro delle iniziative annunciate oggi al vertice di Bruxelles

ue ua macron

Si è concluso con un impegno a lavorare per una “visione comune” e un “partenariato rinnovato” il sesto vertice tra Unione europea (Ue) e Unione africana (Ua), in una due giorni di lavori a Bruxelles che hanno messo al centro i temi della sanità globale, della ripresa economica e di un necessario multilateralismo. Copresieduto dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel e dal presidente del Senegal e attuale presidente dell’Ua, Macky Sall, il summit ha trovato le parti “consapevoli delle sfide e delle opportunità comuni senza precedenti” che il periodo storico impone, e motivate a lavorare in un rinnovato slancio “per costruire un futuro comune, come partner e vicini più stretti”. E’ questo lo spirito che emerge dal comunicato congiunto pubblicato oggi in chiusura del vertice, nel quale viene riconosciuta alla pandemia di Covid-19 un ruolo determinante nella definizione dei prossimi obiettivi: la “sfida immediata”, si legge, “è garantire un accesso equo e paritario ai vaccini”, e in questo senso l’Ue ha ribadito “il suo impegno a fornire entro il 2022 “almeno 450 milioni di dosi” di vaccino all’Africa, in coordinamento con la piattaforma Africa Vaccine Acquisition Task Team (Avatt). Inoltre, sottolinea Bruxelles, Team Europe ha fornito più di 3 miliardi di dollari (cioè l’equivalente di 400 milioni di dosi di vaccino) al dispositivo Covax Facility e alla vaccinazione nel continente africano e “mobiliterà 425 milioni di euro per accelerare il ritmo della vaccinazione”. I capi di Stato e di governo firmatari hanno quindi dichiarato di sostenere “un’agenda comune per la produzione di vaccini, medicinali, prodotti diagnostici, terapeutici e sanitari in Africa, compresi gli investimenti in capacità di produzione, trasferimenti di tecnologia volontari e il rafforzamento del quadro normativo per consentire un accesso equo ai vaccini, alla diagnostica e ai dispositivi terapeutici”.

I leader si sono quindi impegnati a raggiungere “in modo costruttivo” un accordo su una risposta globale dell’Organizzazione mondiale del commercio alla pandemia, capace di sostenere un’efficace ripresa economica. “In risposta agli effetti macroeconomici della crisi del Covid-19 sulle economie africane, sosteniamo il Quadro comune per il trattamento del debito al di là dell’iniziativa di sospensione del servizio di debito. Chiediamo inoltre ambiziosi contributi volontari, incanalando parte dei diritti speciali di prelievo recentemente assegnati, al fine di raggiungere l’ambizione globale totale di un sostegno di liquidità di almeno 100 miliardi di dollari ai Paesi più bisognosi, di cui una parte importante dovrebbe andare a beneficio dell’Africa”, si legge nella dichiarazione. Le istituzioni africane, in consultazione con le autorità nazionali, saranno coinvolte nell’uso di questi diritti speciali di prelievo per sostenere la ripresa del continente”, si legge nel documento.

Sul fronte dell’educazione, inoltre, dal Summit esce un’agenda per l’innovazione congiunta Ua-Ue, incoraggiando gli scambi di giovani cittadini, volontari e studenti attraverso il programma Erasmus+ ampliato e sviluppando partenariati tra le Università. “Annunciamo un pacchetto di investimenti AfricaEurope di almeno 150 miliardi di euro che sosterrà la nostra ambizione comune per il 2030 e l’Agenda 2063 dell’Ua, composto da un pacchetto di investimenti, salute e istruzione”, si legge ancora nella dichiarazione. Si tratta di un pacchetto per stimolare “investimenti sostenibili su larga scala, supportati dalle Iniziative Team Europe, tenendo in debita considerazione le priorità e le esigenze dei paesi africani”. Ad esempio gli investimenti in energia, trasporti e infrastrutture digitali; una transizione energetica equa, giusta ed equa; la transizione verde; la trasformazione digitale; la crescita sostenibile e creazione di posti di lavoro dignitosi; lo sviluppo umano.

“Per il settore sanitario, sosterremo iniziative per la preparazione alla pandemia, la sicurezza sanitaria e l’accesso equo a servizi sanitari essenziali di qualità, in linea con la Dichiarazione di Roma adottata al Vertice globale sulla salute. Per l’istruzione, investiremo in un’istruzione di qualità inclusiva ed equa, migliorando i quadri politici e legali, l’accesso e la formazione degli insegnanti, per contribuire alla fornitura sicura dei servizi educativi e garantire che le lacune di apprendimento risultanti dalla pandemia siano colmate”, prosegue ancora la dichiarazione. Per quanto riguarda la pace e la sicurezza, i leader si impegnano a promuovere la cooperazione “attraverso il sostegno a una formazione adeguata, al rafforzamento delle capacità e alle attrezzature, per rafforzare e intensificare le operazioni di pace autonome delle forze di difesa e di sicurezza africane, anche attraverso le missioni e le misure di assistenza dell’Ue”. I leader intendono intensificare la cooperazione in materia di sicurezza, compresa la sicurezza informatica, e a promuovere lo stato di diritto e l’attuazione delle agende Donne, pace e sicurezza, bambini e conflitti armati e Gioventù, pace e sicurezza. “Continueremo a rispettare e promuovere il rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale”, hanno scritto.

Inoltre, le due Unioni hanno dichiarato di lavorare “in uno spirito di responsabilità e impegno comuni, nel pieno rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali”. I leader puntano a prevenire la migrazione irregolare, a rafforzare la cooperazione contro il traffico e la tratta di esseri umani, a sostenere una gestione rafforzata delle frontiere e a ottenere “miglioramenti effettivi” in materia di rimpatrio, riammissione e reintegrazione. “Approfondiremo la nostra cooperazione nella ricerca di soluzioni durature per i richiedenti asilo, i rifugiati e i migranti vulnerabili che necessitano di protezione internazionale e ci impegniamo a rivitalizzare il lavoro della task force tripartita congiunta Ua-Ue-Onu. Rafforzeremo ulteriormente i sistemi di asilo al fine di fornire un’adeguata accoglienza e protezione agli aventi diritto, oltre a lavorare per la loro integrazione”, hanno affermato i leader. Infine, negli ultimi due paragrafi della dichiarazione, l’impegno per il multilateralismo, compreso l’impegno al rispetto dell’Accordo di Parigi, e quello al monitoraggio dell’attuazione degli impegni assunti che sarà effettuato su base regolare tramite le strutture Ua-Ue esistenti.

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha definito il summit appena concluso “un successo politico”, auspicando che i lavori di Bruxelles possano costituire la base per concretizzare i principi a beneficio di entrambi i popoli, europeo ed africano. Per Michel il summit “è un momento politico importante”, “preparato in diversi mesi” in cui “abbiamo predisposto insieme l’agenda e un metodo di lavoro per condividere obiettivi comuni e strumenti condivisi per raggiungerli”. Il summit “è stato un successo politico che deve essere la base per far sì che i principi si traducano in atti concreti e tangibili al servizio delle nostre rispettive popolazioni”, ha evidenziato il presidente del Consiglio europeo. Anche per la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il summit tra Unione europea e Unione africana è stato “intenso e produttivo”, dando corpo alla volontà dell’Ue di essere il partner privilegiato dell’Africa in questo particolare momento in cui il continente si avvia verso il futuro. “E’ stato un ottimo vertice. Ora che l’Africa si avvia ad alzare le vele verso il futuro, l’Ue vuole essere il partner privilegiato”, ha detto von der Leyen, secondo cui “per riuscirci abbiamo bisogno di un forte partenariato tra noi”. “Concretamente significa rimanere un partner economico su cui si può contare. L’Ue è il primo partner commerciale e il primo investitore in Africa e non è una coincidenza che il primo piano regionale, sotto la nostra strategia più ampia di investimenti Global Gateway, sia il piano Africa Europa con più di 150 miliardi di euro di investimenti”, ha specificato von der Leyen. La presidente della Commissione Ue ha inoltre definito il Ghana – presidente di turno della Comunità dei Paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) – “un faro di stabilità e democrazia nella regione”, e nell’incontro tenuto a margine con il presidente Nana Akufo-Addo ha ricordato che in Ghana l’iniziativa Global Gateway “è pronta a supportare la produzione di vaccini, la tecnologia digitale, i trasporti e le catene di valore agricolo sostenibili”.

Nel corso della giornata la presidenza francese ha inoltre annunciato il lancio di due iniziative, definite in accordo tra le parti. La prima, focalizzata sugli obiettivi del clima, ha visto l’Ue impegnarsi ad avviare una serie di progetti pilota in Senegal, Egitto, Costa d’Avorio, Kenya e Marocco per promuovere un’efficace transizione energetica e prevenire i cambiamenti climatici in stretta collaborazione con i Paesi dell’Unione africana (Ua). “Tutti i partner internazionali sono incoraggiati a unirsi a questi sforzi. Altre collaborazioni saranno esplorate in Africa e altrove”, si legge nel comunicato della presidenza Ue, nel quale si annuncia il lancio di “un’iniziativa collettiva per sviluppare nuove partnership per una Transizione energetica sostenibile in Africa”, con l’obiettivo di “tradurre in azione gli obiettivi climatici (sottoscritti nell’Accordo di Parigi del 2015 e la Cop26 dello scorso anno ndr), con risultati concreti e rapidi su larga scala sul campo, a beneficio delle popolazioni locali”. Parigi precisa inoltre che le rispettive presidenze dell’Unione europea, dell’Unione africana, del G7 e della COP27 “hanno riaffermato la loro determinazione a lavorare in stretta consultazione per dare a questi processi un forte slancio politico a lungo termine”.

Questo appello all’azione, scrive ancora la presidenza francese, è particolarmente importante per il continente africano, che è molto esposto agli effetti dei cambiamenti climatici pur contribuendo meno di altri continenti alle emissioni globali. Per riuscire nella sua transizione energetica e raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg), il continente africano dovrà affrontare grandi sfide nei prossimi decenni, con due obiettivi principali: accelerare l’accesso all’elettricità per tutti a un prezzo ragionevole in Africa, così come l’industrializzazione, in applicazione dell’Agenda 2063 dell’Unione africana, e creare numerose opportunità di lavoro per i giovani; aumentare i contributi determinati a livello nazionale e sviluppare un mix energetico decarbonizzato in linea con l’Accordo di Parigi, che non vincola i paesi a traiettorie di sviluppo insostenibili e limita la loro esposizione all’aumento dei prezzi del carbonio. In questo contesto, conclude la presidenza parigina, è essenziale concedere ai paesi africani il tempo necessario e i finanziamenti agevolati per consentire loro di realizzare una giusta transizione energetica.

Nella nota si osserva quindi che i leader riuniti al vertice Ue-Ua hanno sottolineato che le strategie per la creazione di nuovi partenariati per una giusta transizione energetica mireranno a decarbonizzare il mix energetico, anche eliminando gradualmente il carbone e massimizzando la quota di fonti energetiche transitorie come il gas naturale per evitare la dipendenza dal carbonio, con l’obiettivo di garantire le capacità di produzione di base aumentando il più possibile la quota delle energie rinnovabili nel mix energetico e dell’efficienza energetica. E’ stato inoltre sottolineato il necessario aumento delle risorse finanziarie e tecniche per i Paesi più ambiziosi, grazie a strumenti adeguati, tra cui prestiti agevolati, garanzie e sovvenzioni per ridurre i costi della transizione energetica per le popolazioni e modernizzare le reti elettriche. I nuovi strumenti dell’Ue – riferisce Parigi – rafforzeranno fortemente la sua capacità di attrarre il settore privato nell’ambito del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile Plus (EFSD+), che fornirà garanzie e strumenti combinati con un elevato effetto leva. La presidenza Ue invita ad un dialogo “pragmatico, nazionale e orientato alle soluzioni”, basato su valutazioni nazionali affidabili e basate sui dati, in stretta collaborazione con tutte le istituzioni competenti, con l’obiettivo di tenere conto delle particolarità e dei vincoli nazionali, poiché siamo consapevoli che le transizioni energetiche sarà diverso in ogni paese. I partenariati per una giusta transizione energetica si concentreranno anche più in generale sul raggiungimento degli Sdg, con particolare attenzione all’accesso all’energia, alle opportunità di lavoro, anche per i giovani e alle donne, nonché alla mobilitazione di nuovi settori industriali e incubatori di innovazione.

I leader dell’Unione europea e dell’Unione africana hanno quindi annunciato un’iniziativa congiunta per promuovere lo sviluppo della coltivazione di proteine ​​vegetali in Africa, un progetto che nel continente sarà sostenuto inizialmente da Benin, Costa d’Avorio, Senegal e Ciad. Lo riferisce in un comunicato la presidenza francese, precisando che i progetti hanno l’obiettivo di migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale in Africa e forniranno un percorso verso uno sviluppo economico e umano sostenibile incentrato sui piccoli proprietari. L’iniziativa, si legge nel testo, si baserà su un piano d’azione collettivo per lo sviluppo di colture proteiche aperto a tutti i paesi africani e realizzato in collaborazione con partner finanziari internazionali e organizzazioni regionali africane. L’iniziativa, spiega Parigi, mira a rafforzare le catene del valore sostenibili delle proteine ​​vegetali, sfruttando le risorse delle regioni interessate e soddisfacendo pienamente i loro bisogni. Si basa su metodi innovativi per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali. Attraverso un approccio end-to-end, questa iniziativa fornirà gli strumenti chiave per una maggiore autosufficienza dell’Africa nelle colture proteiche e nei prodotti trasformati da esse derivati, compreso il sostegno alla ricerca, all’allevamento, all’accesso a varietà vegetali locali e adattate all’ambiente dove verranno coltivati, finanziamenti, assistenza tecnica e supporto alla trasformazione e commercializzazione per imprenditori agricoli e agricoltori a conduzione familiare nel contesto dell’Accordo di libero scambio continentale africano (Afcfta).

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram