Ucraina, Letta: “Tutti uniti, l’invasore è Putin”

"L'idea di vincere, di battere l'avversario non mi appartiene. Questo è lo schema nel quale vorrebbe costringerci Putin. E l'ora del cessate il fuoco, della tregua, della pace. Sapendo che l'aggressore è uno e uno solo: Putin. Va fermato, fiaccato, spinto alla pace" ha spiegato

Dal 24 febbraio l’Europa è senza più pace: “E’ cambiata la storia – dice al Corriere della Sera il segretario del Partito democratico, Enrico Letta – Il ritorno del peggior ‘900 si combatte solo con la speranza del futuro e con nuove idee”. Il dubbio è se mediare o vincere. “L’idea di vincere, di battere l’avversario non mi appartiene. Questo è lo schema nel quale vorrebbe costringerci Putin. E l’ora del cessate il fuoco, della tregua, della pace. Sapendo che l’aggressore è uno e uno solo: Putin. Va fermato, fiaccato, spinto alla pace”. C’è chi dice, anche in Italia, che ci sarebbe una guerra per procura: la Nato contro la Russia: “E’ un concetto che rigetto. La sofferenza di questa guerra grava tutta sulle spalle del popolo e dei soldati ucraini. Solo loro possono dire a quali condizioni arrivare alla pace”. Il segretario della Nato, Stoltenberg, dice no alla rinuncia alla Crimea: “Dice che è il popolo ucraino che deve decidere. E aggiunge che l’annessione della Crimea è stata illegale. Una constatazione ovvia. Ma il problema è che è Putin a non dare segnali di pace. E nel nostro dibattito non basta, come leggo ad esempio nell’intervista a De Benedetti sul “Corriere”, la sola ripetizione della parola pace, se non si indica come, se non ci si assumono le responsabilità conseguenti. Perché equivarrebbe a non far nulla, di fronte a Putin che non si ferma. Anzi equivarrebbe a lasciar fare: come a Bucha, a Mariupol. O come a Srebrenica, quando i caschi blu si voltarono dall’altra parte mentre ottomila bosniaci venivano trucidati”.

Oggi Macron, come presidente di turno, a Strasburgo, chiude la Conferenza sull’Europa. Letta si aspetta lo stesso coraggio che ebbe Robert Schuman nel 1950. Un progetto forte per il futuro dell’Europa: maggiore integrazione ed eliminazione del diritto di veto, come già chiesto da Mario Draghi e Romano Prodi. Un’architettura paneuropea per accogliere l’Ucraina. Una grande unità e una spinta decisa verso la pace”. “È un processo – continua – che può durare anni e porterebbe non solo a frustrazione, ma anche a guardare più agli Stati Uniti che all’Europa. Sarebbe un grave errore. Invece va fatta ora una Confederazione europea che accolga subito non solo l’Ucraina, ma anche Moldavia, Georgia, Macedonia del Nord, Albania e Serbia. E cinque grandi Paesi, Italia, Francia, Germania, Spagna e Polonia devono muoversi ora, uniti, per la pace. Andare prima a Kiev e poi incontrare Putin”. Secondo il segretario “non dobbiamo farci guidare dagli Usa, l’Europa è adulta. Questa guerra è in Europa e l’Europa deve fermarla. Sarebbe sbagliato firmare la pace negli Usa, come fu per l’ex Jugoslavia”. Domani sarà Mario Draghi a incontrare Biden: “Piena condivisione dell’alleanza atlantica. E’ innegabile che l’intelligence Usa abbia visto giusto sull’invasione mentre l’Europa si fidava ancora di Putin. Ed è ineccepibile il loro sostegno all’Ucraina aggredita. Ma ripeto: la sfida per la pace si gioca qui e deve condurla l’Europa. E sono fuori luogo le uscite di Boris Johnson, quando dice che la guerra va portata sul territorio russo”, ha concluso Letta.

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