Ucraina, l’esperta: “Impossibile che il presidente turco Erdogan chiuda il Bosforo”

Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” Aylin Unver Noi, professoressa associata per l’università turca Halic

bosforo

La richiesta dell’Ucraina di bloccare il transito delle navi da guerra russe attraverso gli stretti del Bosforo e dei Dardanelli “in questo momento non sembra possibile da attuare, perché la Turchia non è in guerra”. Lo ha dichiarato ad “Agenzia Nova” Aylin Unver Noi, professoressa associata per l’università turca Halic, spiegando i diversi punti della convenzione di Montreux che regola il transito di navi commerciali e militari verso e dal Mar Nero. La convenzione “da alla Turchia il controllo degli stretti del Bosforo e dei Dardanelli. Ankara ha l’autorità per regolamentare il passaggio delle navi, ma ci sono delle restrizioni per le navi militari, ovvero devono notificare in anticipo il passaggio e hanno un periodo limitato di sosta nel Mar Nero”. “Nel caso in cui la Turchia fosse in guerra, avrebbe il diritto di chiudere lo stretto”, ha chiarito, sottolineando che al momento Ankara non è parte del conflitto armato scaturito all’alba di oggi con l’invasione russa di zone dell’Ucraina. “In tempo di guerra, la Convenzione di Montreux da alla Turchia il diritto di vietare il passaggio alle navi da guerra appartenenti a potenze belligeranti, anche se la Turchia non è belligerante. Tuttavia – ha spiegato -, esiste un’eccezione che conferisce ai russi il diritto di passaggio ai sensi dell’articolo 19 della Convenzione di Montreux. Le navi da guerra appartenenti a potenze belligeranti, che si sono allontanate dalle loro basi, possono ritornare alle loro basi”. Secondo la convenzione di Montreux la regolamentazione, il controllo e le responsabilità sono chiare: “Dal 1936 la Turchia rispetta queste regole in modo trasparente e non penso che ci sia la volontà o il diritto di infrangere queste regole”. “Non penso che la Turchia adotterà questa politica – ovvero chiudere il transito ai russi -. Se la Turchia dovesse essere in guerra con un Paese, la situazione sarebbe diversa, perché avrebbe il diritto di chiudere gli stretti”, ha spiegato l’esperta.

Nell’intervista ad “Agenzia Nova”, la professoressa Unver Noi ha affermato che vi è ancora spazio per un approccio diplomatico. “La Turchia sta ancora cercando di svolgere un ruolo di mediazione tra Ucraina e Russia e Erdogan – il presidente della Turchia – ha avuto telefonate con i leader di Ucraina e Russia”, rispettivamente Volodimir Zelensky e Vladimir Putin. “Le telefonate mostrano che i canali diplomatici sono ancora aperti. E’ un bene – ha ammesso Unver Noi -, perché almeno c’è un canale per parlare con i leader russi per la de-escalation del conflitto”. “La Turchia sta ancora cercando di avere un ruolo di mediazione e sta cercando di risolvere questo problema tornando alla diplomazia”, ha proseguito.

Al livello diplomatico “dipende dalla volontà russa di utilizzare questa opportunità di risolvere la vicenda diplomaticamente”, ha aggiunto. Per quanto riguarda la posizione della Turchia “è chiara. Sostiene l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina e si oppone totalmente all’invasione da parte della Russia, contraria al diritto internazionale, e non riconosce l’indipendenza delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk”. L’esperta ha evidenziato che “la posizione è chiara e totalmente in linea con la posizione della Nato, e parteciperà al summit dei leader della Nato previsto domani”. “Come membro della Nato e allo stesso tempo in qualità di Paese che ha buone relazioni sia con la Russia che con l’Ucraina sembra che vi sia ancora un ruolo che la Turchia possa svolgere per ritornare alla diplomazia”, ha concluso Unver Noi.

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