Turchia-Armenia: Cavusoglu annuncia la nomina di inviati speciali per normalizzare i rapporti

Cavusoglu - nato

La Turchia e l’Armenia nomineranno rappresentanti speciali per discutere i passi per normalizzare i loro rapporti. Lo ha riferito il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, mentre in Parlamento ad Ankara era in corso il dibattito sul bilancio del suo dicastero. Cavusoglu ha anche affermato che i voli charter tra Istanbul ed Erevan riprenderanno presto. “Ci siamo consultati con l’Azerbaigian. Presto nomineremo reciprocamente rappresentanti speciali con l’Armenia per fare dei passi verso la normalizzazione e agiremo insieme all’Azerbaigian su ogni misura che adotteremo”, ha detto Cavusoglu.

La Turchia e l’Armenia non hanno relazioni diplomatiche e la Turchia ha chiuso il confine comune nel 1993, in segno di solidarietà con l’Azerbaigian, dopo il primo conflitto per il controllo della regione del Nagorno-Karabakh. Nel 2009, Ankara ed Erevan hanno raggiunto un accordo per stabilire relazioni formali e aprire il loro confine comune, ma in seguito la Turchia ha affermato che non avrebbe potuto ratificare l’accordo sino a quando l’Armenia non si fosse ritirata dal Nagorno-Karabakh. Il territorio, riconosciuto internazionalmente come parte dell’Azerbaigian, era sotto il controllo delle forze etniche armene sostenute direttamente dalle autorità di Erevan.

L’anno scorso, la Turchia ha sostenuto l’Azerbaigian nel secondo conflitto con l’Armenia che si è concluso con un accordo di pace mediato dalla Russia e ha visto Baku ottenere il controllo di una parte significativa di questi territori. Cavusolgu non ha fornito ulteriori dettagli sui passi per normalizzare i rapporti, ma ha detto al Parlamento che la Turchia e l’Azerbaigian sono ora impegnati in “intensi sforzi diplomatici” per portare pace e prosperità nella regione del Caucaso. La Turchia e l’Armenia hanno più di un secolo di ostilità per la morte di circa 1,5 milioni di armeni in massacri, deportazioni e marce forzate iniziate nel 1915 nella Turchia ottomana, un evento che è stato formalmente riconosciuto da molti Paesi come un genocidio. La Turchia rifiuta con veemenza quest’etichetta, ammettendo che molti morirono in quell’epoca, ma insistendo sul fatto che il bilancio delle vittime sarebbe stato gonfiato e che le vittime sono il risultato di disordini civili.

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