Tunisia: l’Italia sostiene il sistema sanitario del sud sotto pressione per Covid e migranti

tunisia fanara

L’Italia conferma il suo impegno a favore del sistema sanitario del sud della Tunisia, sotto forte pressione a causa della nuova ondata di casi di Covid-19 ma anche dei flussi migratori illegali provenienti dalla Libia. E’ quanto emerge dall’incontro dell’ambasciatore italiano a Tunisi, Lorenzo Fanara, con il ministro della Salute tunisino, Faouzi Mehdi, alla presenza dei vertici in Tunisia della missione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e dell’ambasciatore dei Paesi Bassi, Ton Lansink.

La Farnesina, infatti, ha da tempo avviato un programma per stanziare all’Oim un totale di 250 mila euro e così fornire macchinari sanitari e attrezzature mediche negli ospedali del sud, in particolare nel governatorato di Tataouine. I Paesi Bassi contribuiscono allo stesso progetto con 50 mila euro. Vale la pena ricordare che l’Oim ha assistito 1.400 migranti illegali partiti dalla Libia e recuperati in mare dalle autorità tunisine. Le province meridionali si trovano ad affrontare non solo una grave crisi economica e sociale, ma anche una crescente pressione migratoria che l’Italia sta cercando di mitigare fornendo, tra le altre cose, aiuti alle organizzazioni internazionali presenti in loco.

Alla luce della falsa partenza della campagna vaccinale (appena il 5 per cento della popolazione è immunizzato) e del recente aumento dei contagi e dei decessi (oltre 10 mila al giorno e 100 decessi giornalieri), il sistema sanitario tunisino è oggi al collasso: negli ospedali non c’è più posto, le terapie intensive sono sature, il tasso di mortalità è alto.

Ad oggi sono stati 482 mila i contagi e 16.050 i morti con coronavirus nel Paese. Il tasso di positività giornaliero è superiore al 36 per cento. Dal primo luglio sono peraltro in vigore nuove restrizioni tra le regioni ed è stata indetta una nuova serrata. La percentuale dei vaccinati è molto bassa, come in tutti i Paesi africani e poveri, a causa del fallimento del programma Covax. In Tunisia sono state vaccinate solo 608 mila persone con due dosi su 11,69 milioni di abitanti. La Libia, peraltro, ha deciso ieri, 9 luglio, di chiudere il confine con la Tunisia per una settimana, a causa della rapida diffusione del Covid-19 e della scoperta della variante “Delta” del coronavirus Sars-CoV-2 nel Paese vicino.

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