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Tunisia, arrestato un terrorista che voleva emigrare in Italia

La conferma arriva dal portavoce della Guardia nazionale. I tentativi di raggiungere le coste italiane sono raddoppiati durante il Ramadan

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Un estremista islamico tunisino condannato a dieci anni di carcere per “appartenenza a una organizzazione terroristica” dal Tribunale di appello di Tunisi è stato arrestato dalla Guardia nazionale del Paese nordafricano nella città costiera settentrionale di Kelibia, vicino a Capo Bon, lo scorso 24 marzo, prima della partenza verso le coste dell’Italia. Lo ha confermato oggi il portavoce ufficiale dell’Amministrazione generale della Guardia nazionale, Houssem Eddine Jebabli, all’emittente radiofonica “Jawhara fm”, senza fornire ulteriori dettagli sulle generalità del latitante tunisino finito in manette, né sull’organizzazione terroristica in questione. Secondo un precedente comunicato dell’Amministrazione generale della Guardia nazionale, diffuso ieri via Facebook, l’uomo – definito un “elemento takfiri”, cioè un integralista islamico che ritiene gli altri musulmani apostati – è stato arrestato insieme ad altre 26 persone (tutte di nazionalità tunisina) in un’operazione di contrasto all’emigrazione illegale a Keliba venerdì scorso.


I tentativi di raggiungere le coste dell’Italia dalla Tunisia sono raddoppiati dall’inizio del mese islamico del Ramadan. Le unità della Guardia costiera della Tunisia,  avrebbero sventato più di 100 operazioni di emigrazione irregolare verso l’Italia dal 23 al 26 marzo, cioè nei primi tre giorni del mese del digiuno per i musulmani. I trafficanti – incluse non meglio precisate “bande criminali guidate da subsahariani” – starebbero tentando di approfittare di questo particolare periodo in cui le tutte le attività nel Paese arabo sono ridotte per aumentare il ritmo delle partenze.

Intanto, le unità della Guardia costiera della Tunisia hanno recuperato 10.200 migranti, diretti verso l’Italia, dall’inizio del 2023 e fino al 20 marzo scorso. Si tratta di una cifra elevata e in costante aumento. Nel corso del 2022, ha poi aggiunto il portavoce, sono state fermate 38.720 persone, per l’80 per cento salvate in mare durante operazioni di soccorso e le altre presumibilmente prima della partenza. Jebabli ha precisato che i principali punti di partenza sono i governatorati di Sfax e Mahdia, sulla costa orientale. Il fenomeno vede anche la partecipazione di trafficanti di esseri umani di origine sub-sahariana, i quali acquistano e riparano imbarcazioni, sempre secondo il portavoce. Ciò avviene nonostante il reato di traffico essere umani possa comportare una pena fino a dieci anni di reclusione, ha ricordato Jebabli.

Il 25 marzo scorso, gli agenti della Guardia nazionale della Tunisia hanno recuperato i corpi di nove migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana la cui imbarcazione è affondata mentre tentava di raggiungere l’Europa. Il giorno precedente, Faouzi Masmoudi, portavoce del tribunale di Sfax, aveva detto che almeno 34 persone risultavano disperse in mare al largo delle coste della Tunisia dopo che la barca su viaggiavano è affondata. L’imbarcazione era partita dalla regione Sfax, nel centro-est del Paese, ed era diretta verso le coste italiane. Secondo i dati più recenti diffusi dal Viminale, dall’inizio dell’anno la prima nazionalità tra i migranti sbarcati è quella ivoriana, con 3.660 persone. Segue la Guinea (3.177), il Pakistan (1.986), il Bangladesh (1.896) e la Tunisia (1.771).

Secondo il portavoce ufficiale del Forum tunisino per i diritti economici e sociali (Ftdes), Ramadan Ben Omar, le bande di trafficanti di migranti in Tunisia stanno approfittando della situazione del Paese a loro vantaggio e hanno intensificato le loro attività. Negli ultimi giorni, secondo Ben Omar, si è assistito a un grande afflusso di migranti irregolari dal suolo tunisino. Il portavoce ha spiegato che il motivo del grande afflusso di africani sub-sahariani dalla Tunisia verso l’Italia è dovuto, a suo dire, principalmente alle politiche europee che limitano il movimento dei migranti, da un lato, e “la crisi che la Tunisia sta vivendo nel rapporto con questi migranti”, dall’altro lato. Il portavoce ha spiegato che dopo le “dichiarazioni presidenziali del 21 febbraio 2023 (durante le quali ha denunciato la presenza eccessiva di immigrati irregolari nel paese), la Tunisia è diventata un Paese che respinge i migranti irregolari dell’Africa sub-sahariana presenti sul suo suolo, che li ha fatti sentire insicuri, spaventati e determinati di lasciare il suolo tunisino”.

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