Trump attacca il procuratore speciale Smith: “È un sicario politico”

L'ex presidente degli Stati Unit si è scagliato contro la decisione del dipartimento di Giustizia di nominare il procuratore speciale chiamato a supervisore le indagini federali a suo carico

donald trump

L’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è scagliato contro la decisione del dipartimento di Giustizia di nominare un procuratore speciale chiamato a supervisore le indagini federali a suo carico. Commentando la nomina di Jack Smith a procuratore speciale, la scorsa settimana, Trump ha definito il funzionario un “sicario politico”: “Jack Smith (…) è un sicario politico del tutto compromesso, cui non dovrebbe essere consentito avvicinarsi al nostro dipartimento di Giustizia e all’Fbi corrotti e usati come arma, imbottiti di ‘mostri’ della sinistra radicale”, ha scritto Trump sul suo social media “Truth”. Il procuratore generale Garland ha annunciato la nomina di Smith tre giorni dopo la decisione di Trump di annunciare la sua ricandidatura alla Casa Bianca nel 2024. Il procuratore speciale dirigerà sia l’indagine relativa ai documenti presidenziali portati da Trump nella sua residenza privata di Mar-a-Lago, sia quella sui presunti tentativi dell’ex presidente di alterare l’esito delle elezioni presidenziali del 2020.

Nei giorni scorsi, media di orientamento conservatore come il quotidiano “Washington Examiner” hanno ricordato che Smith guidò la Sezione di integrità pubblica del dipartimento di Giustizia tra il 2010 e il 2015, in concomitanza dello scandalo della “persecuzione” fiscale da parte dell’Internal Revenue Service (Irs) ai danni di organizzazioni nonprofit di orientamento conservatore. In quell’occasione, proprio Smith contattò l’Fbi per discutere se porre tali ong sotto indagine federale. Trump era già stato oggetto di indagini da parte di un procuratore speciale dopo le elezioni presidenziali del 2016: in quell’occasione, l’ex direttore del Federal Bureau of Investigation (Fbi) Robert Mueller venne chiamato a indagare sulle ipotesi di collusione tra la campagna elettorale di Trump e la Russia. Le indagini, che gravarono sull’amministrazione dell’ex presidente per più di due anni, si conclusero senza rilevare illeciti perseguibili sul piano penale, ma sottolineando una serie di pratiche di dubbia trasparenza. Secondo il quotidiano “The Hill”, i Democratici sperano che il nuovo procuratore speciale abbia un profilo mediatico più attivo rispetto a Mueller, nonostante i limiti giuridici posti dalla sua carica, che dovrebbe perlopiù vincolarlo ad esprimersi tramite atti giudiziari formali.

 

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