Tre ore e mezza di colloquio tra Biden e Xi: “Non deve esserci una nuova Guerra fredda”

I leader di Usa e Cina hanno confermato di essere agli antipodi su numerose questioni chiave, a partire da Taiwan, ma hanno stabilito nuovi meccanismi di dialogo per scongiurare incidenti pericolosi

Tra Stati Uniti e Cina non deve necessariamente esserci una “Guerra fredda”. Così il presidente Usa, Joe Biden, al termine del suo primo incontro di persona con l’omologo cinese Xi Jinping dopo il suo insediamento alla Casa Bianca. Un confronto durato tre ore e mezza, definito “franco e diretto” da entrambe le parti, e avvenuto alla vigilia del vertice G20 di Bali, in Indonesia. I due leader hanno confermato di essere agli antipodi su numerose questioni chiave, a partire da Taiwan, ma hanno stabilito nuovi meccanismi di dialogo per scongiurare incidenti pericolosi, hanno concordato sulla prossima visita a Pechino del segretario di Stato Antony Blinken e hanno deciso di riattivare la cooperazione in materia di lotta ai cambiamenti climatici, sospesa unilateralmente dalla Cina lo scorso agosto dopo la visita a Taiwan della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi.

L’impressione è che il colloquio tra i due presidenti sia avvenuto in un’atmosfera più distesa rispetto ai precedenti contatti virtuali, forse anche in ragione dei recenti sviluppi interni a entrambi i Paesi. Negli Stati Uniti il Partito democratico di Biden non ha subito il tracollo previsto dai sondaggisti alla vigilia delle elezioni di medio termine, mentre in Cina Xi ha rafforzato la propria leadership dopo il ventesimo Congresso del Partito comunista. Il capo della Casa Bianca, rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, ha detto di aver trovato Xi “né più conciliante, né più aggressivo del solito”. “È stato diretto come lo è sempre stato in passato, l’importante è esserci capiti. In tre ore e mezzo abbiamo coperto un enorme numero di questioni”.

A partire da Taiwan. Secondo Biden un’invasione da parte della Cina non è “imminente”. Il capo della Casa Bianca ha chiarito a Xi che la posizione degli Usa verso il dossier Taiwan “non è cambiata”. “Vogliamo che la questione venga risolta pacificamente”, ha detto Biden, dicendosi convinto che Xi abbia “capito esattamente” il messaggio recapitatogli. Il presidente cinese, da parte sua, ha ribadito che la questione taiwanese “è al centro degli interessi fondamentali della Cina”, costituisce “il fondamento politico” dei legami con gli Stati Uniti ed è “la prima linea rossa da non superare” nel rapporto bilaterale. “Salvaguardare l’unità e l’integrità territoriale della madrepatria è l’aspirazione comune al popolo e alla nazione cinesi. Chiunque cerchi di dividere Taiwan dalla Cina violerà gli interessi fondamentali della nazione cinese e il suo popolo non lascerà assolutamente che ciò accada”, ha detto Xi, citato dall’agenzia di stampa statale “China News Service”. Il capo di Stato cinese ha auspicato di raggiungere pace e stabilità nello Stretto, notando tuttavia come queste siano “inconciliabili” con “l’indipendenza” dell’isola.

La Casa Bianca ha fatto sapere che, nel corso del colloquio, Biden ha fatto riferimento anche alle “preoccupazioni” degli Stati Uniti per la situazione dei diritti umani nello Xinjiang, a Hong Kong e nel Tibet. Dall’altra parte, Xi ha invitato l’interlocutore a non lasciare che le differenze “ostacolino lo sviluppo delle relazioni” bilaterali. Il presidente cinese, riporta una nota del ministero degli Esteri di Pechino, ha ribadito ferma opposizione alla “strumentalizzazione politica” degli scambi economici e commerciali, notando come “la coesistenza pacifica” sia nell’interesse fondamentale di entrambe le parti. “La Cina non cerca di mutare l’ordine internazionale, non (intende) interferire negli affari interni degli Stati Uniti e sfidarli o sostituirsi a loro. Le parti dovrebbero aderire al rispetto reciproco, alla coesistenza pacifica e alla cooperazione vantaggiosa per tutti, garantendo che le relazioni bilaterali si sviluppino sulla giusta rotta”, ha detto il presidente cinese.

I due presidenti hanno parlato anche di Ucraina, in particolare dopo gli ultimi sviluppi sul terreno che sembrano favorire l’avvio di un negoziato. Biden ha chiarito che gli Stati Uniti continueranno ad aiutare l’Ucraina a difendersi dalla Russia e non negozieranno alle sue spalle. Il capo della Casa Bianca ha fatto riferimento alla riconquista di Kherson da parte delle forze ucraine, definita “una vittoria significativa”. “Non posso che elogiare il coraggio e la determinazione dimostrati dal popolo e dalle forze armate ucraine”. Tuttavia, ha aggiunto, è difficile dire ora che cosa comporterà concretamente tale sviluppo. “Credo che (i combattimenti) rallenteranno col sopraggiungere dei mesi invernali”, ma – ha sottolineato Biden – ho fiducia che la Russia non riuscirà a occupare l’Ucraina come intendeva fare all’inizio.

Xi, da parte sua, ha espresso “forte preoccupazione” per l’attuale situazione, e ha detto che la Cina continuerà a promuovere i negoziati di pace. “La Cina sostiene e attende con impazienza la ripresa dei colloqui di pace tra Russia e Ucraina. Allo stesso tempo, auspica che gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione europea dialoghino con Mosca”, ha detto il presidente cinese. Spazio anche alla questione del nucleare nordcoreano. È difficile stabilire con certezza se la Cina possa controllare la Corea del Nord, ma di sicuro anche Pechino deve contribuire a scongiurare l’ipotesi di un test nucleare da parte di Pyongyang, ha affermato Biden in conferenza stampa. Il capo della Casa Bianca ha detto di aver avvertito il leader cinese che, in caso di test nucleare nordcoreano, gli Usa saranno costretti ad assumere “una serie di azioni difensive che non saranno dirette contro la Cina”, quanto a inviare “un messaggio alla Corea del Nord”.

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