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Tempesta giudiziaria contro l’indipendentismo scozzese

Anche l'ex premier Sturgeon rischia l'arresto

© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

La tempesta giudiziaria che ha colpito il Partito nazionale scozzese rischia di frenare la corsa all’indipendentismo della nazione britannica. Nella giornata di ieri, quando il nuovo premier Humza Yousaf ha tenuto il suo primo importante discorso al parlamento della Scozia, la frase maggiormente sottolineata dalla stampa britannica è stata quella in merito alle presunte attività illegali dell’Snp, una fotografia evidente della situazione di difficoltà della formazione scozzese. Nonostante infatti Yousaf abbia delineato nel suo discorso le priorità dell’agenda politica per i prossimi tre anni alla guida dell’Snp e del governo, tutta l’attenzione era posta sui recenti arresti di due membri di alto profilo nei ranghi del partito. Martedì mattina, proprio mentre Yousaf si preparava ad annunciare il suo programma, il tesoriere dell’Snp, Colin Beattie, è stato arrestato in relazione a un’indagine di polizia in corso sulle finanze del partito. Solo due settimane fa, Peter Murrell, ex amministratore delegato dell’Snp e marito dell’ex premier Nicola Sturgeon, era stato arrestato nell’ambito della stessa indagine. Entrambi i funzionari sono stati interrogati dalla polizia scozzese e poi rilasciati senza accusa, in attesa di ulteriori indagini. C’è tensione però tra i membri dell’Snp, che si starebbero preparando all’imminente arresto di Sturgeon sulla scia delle stesse indagini. Secondo i parlamentari scozzesi è infatti “inevitabile” che Sturgeon venga interrogata nelle prossime settimane, poiché rimane l’unica funzionaria del partito coinvolta nelle operazioni finanziarie del partito a non essere ancora stata arrestata.


Si tratterebbe, questo, dell’ultimo colpo di scena in un’inchiesta di polizia che dura da quasi due anni; iniziata dopo che sono state presentate denunce sull’uso da parte dell’Snp di un fondo di oltre 600 mila sterline (679 mila euro) raccolto dagli attivisti e destinato alla campagna più sentita dal partito, quella per l’indipendenza scozzese. Alla base delle lamentele c’era infatti il malcontento tra alcuni sostenitori dell’indipendentismo per quello che vedevano come il fallimento di Sturgeon nel garantire un altro referendum sulla questione, dopo che i cittadini scozzesi avevano sostenuto la permanenza nel Regno Unito in un plebiscito nel 2014. Proprio l’indipendenza della Scozia dal resto del Regno Unito era stata al centro del mandato di Sturgeon, che negli ultimi mesi del suo governo aveva spinto per ottenere un secondo voto per un nuovo referendum. A fine novembre 2022, però, la Corte Suprema del Regno Unito aveva stabilito all’unanimità che il governo scozzese non può indire un referendum sull’indipendenza senza il permesso di Westminster. E sebbene, a prima vista, la sentenza era sembrata un duro colpo rispetto agli sforzi di Sturgeon nell’ottenere l’indipendenza, i suoi collaboratori speravano che tale sentenza rafforzasse il sostegno alla causa. Tuttavia, il 15 febbraio 2023 sono arrivate le improvvise dimissioni di Sturgeon, e subito ci si è chiesti se queste siano state provocate dall’indagine finanziaria sul partito o dall’aumento del dissenso interno sulla sua strategia di indipendenza, o da entrambe queste cose.

Il nuovo primo ministro Yousaf si era posizionato nella corsa alla leadership dell’Snp come la persona nella posizione migliore per continuare a costruire sull’eredità di Sturgeon. Strizzando l’occhio alle politiche di chi l’ha preceduto, Yousaf, nel giorno della sua proclamazione a leader del partito, aveva detto che avrebbe chiesto “immediatamente” al governo britannico di concedere al parlamento scozzese il potere di indire un altro referendum sull’indipendenza. E nel suo discorso di ieri, il premier ha dichiarato che l’indipendenza rimane una “priorità immediata” per l’Snp, nonostante la crisi in corso per via dell’indagine finanziaria e la mancanza di una “via ufficiale” per un referendum. Per questo, sono pochi gli scozzesi, sia tra i parlamentari che tra i cittadini, che sembrano avere fiducia nel fatto che Yousaf abbia le capacità politiche per guidare il suo Partito fuori dalla difficile situazione in cui si trova in questo momento.

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