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Tanzania: Dp World vince l’appalto per il porto di Dar es Salaam, gli Emirati alla conquista dei porti africani

L'investimento per l'ammodernamento dello scalo è di 250 milioni di dollari

Dodoma
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Continua la corsa degli Emirati Arabi Uniti alla conquista dei porti africani, con operazioni da milioni di dollari che puntano ad accaparrarsi la gestione di terminal strategici nel Corno d’Africa e nella regione sub-sahariana. Il governo della Tanzania ha siglato un accordo trentennale con la Dubai Port World (Dp World), società emiratina leader nella gestione delle infrastrutture portuali, consegnandole l’uso di diversi ormeggi e banchine nel porto di Dar es Salaam in cambio di investimenti per l’ammodernamento dello scalo, per un ammontare complessivo di 250 milioni di dollari. Il governo punta da tempo a far diventare l’infrastruttura un hub regionale, e l’accordo concluso tramite la Tanzania Ports Authority dovrebbe consentire al Paese africano di aggiornare gli impianti in vista di un riposizionamento commerciale. In base all’intesa, la società emiratina gestirà quattro ormeggi o banchine e collaborerà con l’autorità portuale tanzaniana nella gestione di altri tre posti barca nel porto. L’intesa ha suscitato alcuni malumori da parte delle opposizioni, convinte che il governo della presidente Samia Suluhu Hassan si sia lasciata sfuggire una struttura strategica del Paese, in tempi in cui Pechino ha peraltro rilanciato con vigore il maxi progetto di Nuova via della Seta che proprio dei porti fa uno dei suoi punti di forza. Le contestazioni recenti sono finite con 22 arresti e dichiarazioni in cui l’esecutivo ha assicurato di aver il coltello dalla parte del manico: l’accordo – hanno fatto sapere le autorità – non coinvolgerebbe tutte le operazioni portuali del Paese e Dodoma mantiene il diritto di recedere dai contratti in qualsiasi momento, se necessario.


Il contratto tanzaniano è solo l’ultimo di una serie di affari che Abu Dhabi sta tessendo con lungimiranza da anni nel continente africano. Nel 2021 Dp World ha inaugurato un nuovo terminal container al porto di Berbera, nell’autoproclamata repubblica somala del Somaliland, con l’obiettivo di espandere ulteriormente la capacità del terminal e di trasformarlo in un importante “hub” commerciale regionale nel Corno d’Africa. Dp World si è impegnata a investire fino a 442 milioni di dollari per sviluppare ed espandere il porto di Berbera, aumentando concretamente la capacità dei container del porto da 150 mila Unità equivalenti a venti piedi (Teu) a 500 mila teu all’anno. Un accordo commentato con soddisfazione dal presidente del Somaliland, Muse Bihi Abdi, per il quale il progetto rafforza le aspirazioni separatiste dalla Somalia, e la volontà di giocare un ruolo internazionale in ambito commerciale. “Con il nuovo terminal, insieme alla seconda fase di espansione e della zona economica lungo il corridoio della Berbera, siamo ora saldamente posizionati per sviluppare ulteriormente e far crescere la nostra economia attraverso un aumento del commercio, attirando investimenti esteri diretti e creando posti di lavoro”, aveva dichiarato all’epoca.

Negli ultimi anni, Dp World – con sede a Dubai – ha ampliato significativamente la sua presenza in Africa, nel tentativo di attingere a redditizie rotte commerciali nella regione. L’operatore portuale emiratino ha investito in Egitto, Algeria, Gibuti, Ruanda, Somaliland, Mozambico e Senegal, dove l’anno scorso ha firmato un accordo con il governo per sviluppare il suo porto in acque profonde di Ndayane, rendendolo il più grande investimento portuale della compagnia in Africa in quel momento. Dp World Dakar ha dichiarato che investirà un totale di 1,1 miliardi di dollari in due fasi del progetto, che dovrebbe rafforzare la posizione di Dakar come importante hub logistico e gateway per l’Africa occidentale e nord-occidentale. Il progetto è l’investimento più importante fatto dalla Dp World in Africa ed il più costoso nella storia del Senegal. La prima fase dei lavori consisterà nella costruzione di uno scalo per container dotato di 840 metri di banchina e di un canale marittimo lungo cinque chilometri e progettato per permettere il passaggio simultaneo di due imbarcazioni da 336 metri; la seconda nella costruzione di un altro scalo per container di 410 metri. Per il presidente Macky Sall è l’occasione di “diventare uno degli snodi commerciali più importanti dell’Africa”. Sul fronte orientale negli ultimi mesi i progetti emiratini riguardano anche il Kenya, dove il colosso emiratino sarebbe sul punto di firmare un accordo per lo sviluppo della zona industriale di Dongo Kundu, vicino al porto di Mombasa, per un totale di 300 milioni di dollari.

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