Tajani: “Si riformino i Trattati per aiutare l’Europa a superare questa crisi”

Secondo il vicepresidente del Partito Popolare Europeo "con la cooperazione rafforzata si possono fare alcune cose, come la gestione dell'immigrazione per esempio, ma non tutte. Per le decisioni strategiche si deve poter decidere a maggioranza, ci deve essere questa possibilità. Se c'è un'emergenza, oggi come si fa?"

Tajani

Antonio Tajani, vicepresidente del Partito Popolare Europeo, vicepresidente e coordinatore unico nazionale di Forza Italia, già presidente del Parlamento europeo, è tra i massimi conoscitori del trattati comunitari e delle diplomazie di Bruxelles. E in un’intervista al “Giornale” spiega come si esce da questo impasse su sanzioni ed energia. Il coordinatore non crede infatti in una Europa a due velocità: “E come si decide chi va a una velocità e chi a una più lenta? Chi fa le liste dei Paesi? La strada maestra è quella della modifica dei trattati. Per principio sono sempre contrario a lasciare indietro qualcuno. Se poi ci sono Stati che non vogliono venire, allora è un altro discorso”. Unione a 27 first: “Deve essere sempre la prima scelta perché tu sei forte politicamente se lo sei anche economicamente, e viceversa. Quindi bisogna avere una politica economica per l’Unione, non solo per alcuni paesi”. Sull’energia l’Unione si è impantanata per i veti dei singoli stati membri: “Sulla questione energetica si può provare ad andare avanti e vedere se gli altri seguono. Ma serve restare una sola Europa sull’energia, dietro a una forte spinta politica. Con la cooperazione rafforzata si possono fare alcune cose, come la gestione dell’immigrazione per esempio, ma non tutte. Per le decisioni strategiche si deve poter decidere a maggioranza, ci deve essere questa possibilità. Se c’è un’emergenza, oggi come si fa?”. “Ci possono essere – aggiunge – questioni che richiedono tempi rapidi. Se non si può risolvere un problema urgente in pochi giorni o anche in poche ore se lo richiede, l’Europa è finita”.

Quindi è necessario cambiare i trattati: “Bisognerebbe farlo il prima possibile. Dopodiché i trattati sono un tema di Consiglio di europeo, un tema di Stati membri. Non so se nel giro di due anni si può fare. Dovrebbe prevalere il senso di responsabilità per istituzioni che richiedono una grande riforma. Il presidente del Consiglio europeo e quello della Commissione dovrebbe essere lo stesso ed essere eletto a suffragio universale”. Tajani si dice infine “determinato. È indispensabile agire rapidamente se l’Europa vuole contare, o avrà sempre tante posizioni deboli e diverse tra loro”.

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