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Taiwan: il fondatore di Foxconn Terry Gou annuncia il ritiro della candidatura a presidente

La sua piattaforma politica poggiava sulla promessa di colloqui di pace con la Cina

Taipei
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Terry Gou, il miliardario fondatore del colosso dell’elettronica Foxconn, ha annunciato oggi il ritiro della sua candidatura indipendente alla presidenza di Taiwan, che aveva presentato in vista delle elezioni in programma a gennaio. La decisione di Gou era attesa già da alcune ore, dopo la brevissima apparizione del fondatore di Foxconn a un dibattito tra i leader delle forze di opposizione tenutosi ieri presso l’hotel Grand Hyatt di Taipei. Gou inseguiva il sogno della presidenza di Taiwan da anni, e aveva già intrapreso un tentativo nel 2019.


La sua piattaforma politica poggiava sulla promessa di colloqui di pace con la Cina e sulla promozione del suo profilo come possibile mediatore tra Stati Uniti e Cina, data la sua conoscenza personale con il presidente cinese Xi Jinping. Nelle scorse settimane, però, la candidatura di Gou è parsa in crisi sia a causa di accertamenti giudiziari a carico della sua campagna elettorale, sospettata di aver raccolto firme in cambio di denaro, sia per l’indagine recentemente subita da Foxconn in Cina, seguita a sue dichiarazioni pubbliche secondo cui da presidente non si sarebbe piegato a minacce da parte di Pechino.

E’ definitivamente collassato, frattanto, l’accordo tra i leader dell’opposizione a Taiwan in vista delle elezioni presidenziali in programma nell’isola il 13 gennaio: il partito Kuomintang e il Partito popolare di Taiwan (Tpp) presenteranno candidature separate, che si sono affrettati a formalizzare oggi, ultimo giorno disponibile per la registrazione delle candidature in vista del voto. Un ultimo tentativo di ricucire lo strappo tra i due partiti è fallito ieri in diretta televisiva, durante un dibattito aperto alla stampa tra il candidato del Kuomintang Hou Yu-ih e il presidente del Partito popolare di Taiwan (Tpp), Ko Wen-je: i due leader politici hanno continuato a scambiarsi attacchi sul fallimento dell’intesa che avrebbe dovuto portare a una candidatura unica contro il vicepresidente uscente Lai Ching-te, espressione del Partito democratico progressista (Dpp) attualmente al potere. Hou e Ko si sono attribuiti a vicenda la responsabilità del mancato accordo su chi avrebbe dovuto proporsi come presidente e chi come vice.

Eric Chu, presidente del Kuomintang, ha ribadito come i sondaggi mostrassero valutazioni favorevoli per un “ticket” guidato da Hou e come su questa base le due parti avessero raggiunto un’intesa di massima lo scorso 15 novembre. Solo tre giorni dopo, tuttavia, i colloqui sono falliti a causa di un disaccordo su quali sondaggi prendere in considerazione. Ko, da parte sua, ha ribadito l’intenzione di non procedere con un “ticket” che avrebbe beneficiato solo il Kuomintang. Il dibattito è durato circa 90 minuti, al termine dei quali Hou e Ko si sono stretti la mano. Ha fatto solo una breve apparizione il candidato indipendente Terry Gou, che ha abbandonato il palco poco dopo l’inizio dell’evento.

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