Taiwan-Cina: in caso d’invasione Pechino avrebbe una superiorità militare schiacciante

In un confronto bellico con la Repubblica popolare, Taipei avrebbe il vantaggio strategico di doversi difendere invece di attaccare. Difficilmente, tuttavia, le sue difese potrebbero reggere l’onda d’urto delle forze cinesi se non riuscissero a conservare il controllo dello spazio aereo

Nel caso in cui decidesse di attaccare, ipotesi che appare sempre più concreta col passare delle settimane, la Cina vanterebbe una superiorità militare schiacciate nei confronti di Taiwan. È quanto emerge dai dati aggiornati a quest’anno del sito specializzato Global Firepower, che mettono a paragone le risorse a disposizione di Pechino con quelle, assai più contenute, sulle quali può attualmente contare Taipei. La prima, enorme differenza sta nelle risorse umane: la Cina ha una popolazione di poco meno di 1,4 miliardi di persone, di cui 619 milioni potenzialmente arruolabili nelle forze armate; Taiwan, con 23,5 milioni di abitanti, può mettere a disposizione della difesa dell’isola poco più di un milione di cittadini. Il personale attivo, attualmente, è di 2 milioni di militari per la Cina e 170 mila per Taiwan, che tuttavia vanta un maggior numero di riservisti: 1,5 milioni, a fronte dei 510 mila della Repubblica popolare.

La superiorità cinese è tuttavia soverchiante anche rispetto ai mezzi a disposizione. La Cina ha un totale di 3.285 aerei militari, tra cui 1.200 caccia, 912 elicotteri (281 da attacco), 286 velivoli da trasporto, 399 addestratori. Taiwan, da parte sua, vanta una flotta aerea di 741 velivoli, con 288 caccia, 208 elicotteri (91 da attacco), 19 velivoli da trasporto e 207 addestratori. Il divario si acuisce quando si parla di mezzi navali. La flotta della Repubblica popolare conta 777 navi, due portaerei in servizio, una portaelicotteri, 79 sottomarini, 41 cacciatorpediniere, 49 fregate, 70 corvette, 152 motovedette, 36 posamine. Quella taiwanese, invece, registra 117 navi, nessuna portaerei, quattro sottomarini, quattro cacciatorpediniere, 22 fregate, due corvette, 43 motovedette, 14 posamine.

Meno spiccata, anche se comunque ampia, è la differenza tra forze di terra. Quelle cinesi vantano 5.250 carri armati a fronte dei 1.110 di Taiwan, 35 mila blindati contro 3.472, 4.120 pezzi d’artiglieria automotrice e 1.734 d’artiglieria trainata contro 257 e 1.410 unità, 3.160 lanciarazzi mobili contro 115. In un confronto militare con la Cina, certo, Taiwan avrebbe il vantaggio strategico di doversi difendere invece di attaccare. Difficilmente, tuttavia, le sue difese potrebbero reggere l’onda d’urto delle forze di Pechino se non riuscissero a conservare il controllo dello spazio aereo. Secondo il sito specializzato “War on the rocks”, Taiwan avrebbe più difficoltà a mantenere il controllo del proprio spazio aereo rispetto a quelle incontrate dall’Ucraina nella guerra in corso contro la Russia. Non solo per le caratteristiche geografiche di un territorio che non ha profondità strategica e non confina con alcun Paese, ma anche perché la difesa aerea taiwanese è lacunosa dal punto di vista materiale e tecnologico, e il Comando del teatro orientale cinese, da solo, ha a disposizione due caccia per ogni aereo militare di Taiwan.

Per questo negli ultimi anni, a fronte delle quotidiane incursioni aeree dei caccia cinesi, il governo di Taipei ha investito con decisione sui sistemi di difesa aerea, e la tendenza dovrebbe essere confermata nei prossimi anni. Secondo il rapporto di GlobalData “Global missiles and missile defense systems market 2021-2031”, Taiwan dovrebbe spendere circa 6,1 miliardi di dollari nel prossimo decennio per missili e sistemi di difesa aerea. Un ruolo chiave, in questo processo, lo hanno gli Stati Uniti, che lo scorso febbraio hanno approvato la vendita di 100 milioni di dollari di armamenti per Taiwan che includono missili terra-aria Gem e Pac-3). Non è certo che Washington decida d’intervenire a sostegno di Taiwan in caso d’invasione, ma è sicuro che anche nei prossimi mesi l’amministrazione del presidente Joe Biden tenterà di aiutare l’isola ad acquisire maggiori capacità in materia di difesa aerea attraverso il trasferimento di batterie, il finanziamento di programmi di sviluppo di sistemi d’arma e la fornitura di tecnologie statunitensi.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram