Sudan: sette morti e oltre cento feriti nelle manifestazioni di ieri

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Sale a sette il numero di manifestanti che ieri sono rimasti uccisi in Sudan durante le operazioni di contenimento delle manifestazioni indette per protestare ancora una volta contro i militari al potere dal colpo di Stato dello scorso 25 ottobre. Le forze di sicurezza, riferisce “Sudan Tribune”, sono infatti intervenute violentemente nel tentativo di disperdere le migliaia di persone che si sono radunate nelle strade della capitale Khartum e di altre città sudanesi, sparando gas lacrimogeni e creando moti di panico nella folla. Secondo la fonte, inoltre, i militari intervengono ormai usando armi come mitragliatrici pesanti modello Ddhk o Dushka e veicoli blindati. In base alle informazioni del Comitato centrale dei medici sudanesi a favore della democrazia (Ccdd), che posiziona squadre di emergenza medica durante le proteste, ieri le forze di sicurezza sono state responsabili della morte di almeno sei manifestanti su sette, un bilancio che porta a 71 il numero totale di vittime dopo il golpe di ottobre. Il gruppo medico ha aggiunto inoltre che un centinaio di persone sono rimaste ferite da proiettili e altre armi. Le manifestazioni anti-golpe si sono concentrate in particolare nello stato di Khartum e a Wad Madani, nello Stato di Al Jazeera, ma diffuse proteste sono state registrate in tutto il Paese.

Nelle scorse settimane, il Consiglio sovrano si è impegnato a indagare sull’uccisione di manifestanti, sugli attacchi agli ospedali e al personale medico, nonché alle redazioni dei media attivi nel Paese, dopo che lo scorso fine settimana anche l’emittente Al Jazeera è stata presa di mira dalla giunta al potere. Ieri il Consiglio sovrano ha tenuto una riunione per discutere della situazione della sicurezza, alla quale hanno partecipato tutti i membri dei gruppi firmatari. Al termine dell’incontro, l’organo collegiale a guida militare ha rilasciato una dichiarazione elogiando “l’astuzia delle forze di sicurezza” e ha afferamto di aver mostrato moderazione e di aver trattato con attenzione i manifestanti per garantire la protezione dei civili. Nella dichiarazione il Consiglio ha inoltre deplorato il caos e la violenza dei manifestanti che violano il diritto a manifestazioni pacifiche.

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