Sri Lanka: la banca centrale annuncia saldo di debito estero per 500 milioni di dollari

sri lanka

La Banca centrale dello Sri Lanka ha annunciato oggi, 18 gennaio, il saldo di obbligazioni sovrane in scadenza sottoscritte da finanziatori esteri per un importo complessivo di 500 milioni di dollari. L’annuncio segue la decisione del governo nazionalista singalese di dare priorità al servizio del debito nell’impiego delle scarse riserve di valuta estera nazionali, nonostante le gravi difficoltà finanziarie scontate dal Paese. Lo stanziamento dei fondi per il saldo del debito è stato autorizzato dal governatore della banca centrale, Nivard Cabraal, grazie anche a una nuova linea di credito da un miliardo di dollari ottenuta dall’India per l’acquisto di beni alimentari e medicinali, che ha garantito a Colombo un lieve margine di manovra a breve termine. L’offerta di assistenza finanziaria dall’India all’esecutivo del presidente singalese Gotabaya Rajapaksa, di orientamento esplicitamente pro-cinese, è merito proprio dell’intermediazione della banca centrale: quest’ultima si è attivata per tentare di scongiurare una crisi dopo che le riserve in valuta estera del Paese insulare sono crollate a 1,6 miliardi di dollari, appena sufficienti a compensare un mese di uscite per le importazioni. All’inizio di gennaio la banca centrale ha tentato di raccogliere ulteriori risorse mettendo in vendita la metà delle riserve auree del Paese, dal valore stimato in 382 miliardi di dollari. Pochi giorni prima, la banca aveva chiesto agli istituti di credito di interrompere l’apertura di lettere di credito, per tentare di arginare l’emorragia di dollari causata dalle importazioni e accumulare riserve in vista del saldo del debito di oggi.

Il ministro delle Finanze dello Sri Lanka, Basil Rajapaksa, fratello del presidente, dopo essere stato in India il mese scorso, ha avuto nel fine settimana un incontro virtuale col ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar, incentrato sulla cooperazione economica bilaterale e in particolare sull’assistenza finanziaria offerta da Nuova Delhi. L’assistenza comprende – oltre alla linea di credito di un miliardo di dollari per l’importazione di cibo, beni di prima necessità e medicinali – altri 500 milioni di dollari per l’importazione di carburante dall’India; un differimento di due mesi di un prestito di 515,2 milioni di dollari, e un accordo di swap valutario di 400 milioni di dollari nell’ambito della Saarc, l’Associazione sud-asiatica per la cooperazione regionale, cui entrambi i Paesi appartengono. Jaishankar ha assicurato il sostegno di Nuova Delhi a Colombo “per superare le sfide economiche e di altro tipo poste dalla pandemia di Covid-19”, come si legge in un comunicato del suo ministero. Rajapaksa ha espresso apprezzamento e accolto con favore gli investimenti indiani in Sri Lanka in una serie di importanti ambiti tra cui energia, porti e altre infrastrutture e ha assicurato che sarà fornito un ambiente favorevole per incoraggiare tali investimenti.

Il colloquio si è svolto pochi giorni dopo l’incontro tra il presidente Gotabaya Rajapaksa e il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, in visita a Colombo, durante il quale il presidente dello Sri Lanka aveva chiesto la ristrutturazione del debito. Nell’ultimo decennio, infatti, la Cina ha concesso allo Sri Lanka prestiti agevolati per oltre cinque miliardi di dollari, con lo scopo di finanziare la costruzione di autostrade, porti e altre infrastrutture. Pechino, secondo quanto riferito dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, ha risposto alla richiesta di ristrutturazione del debito assicurando il suo sostegno. La Cina “ha fornito assistenza allo sviluppo socio-economico dello Sri Lanka al meglio delle sue capacità e continuerà a farlo in futuro”, ha dichiarato il portavoce, respingendo la teoria della “trappola del debito” e sostenendo che la cooperazione tra le parti si è svolta all’insegna del mutuo vantaggio ed è stata accolta “calorosamente” da tutti gli attori economici dello Sri Lanka. Il portavoce, infine, si è detto certo che il Paese supererà “le difficoltà temporanee”.

Di “trappola del debito” aveva parlato, alla vigilia della visita di Wang Yi a Colombo il deputato singalese Wijeyadasa Rajapakshe, in una lettera inviata attraverso l’ambasciata al presidente della Cina, Xi Jinping, in cui chiedeva di riportare la relazione bilaterale su una base di mutua cooperazione e reciproca fiducia e “mettere fine all’invasione economica”. La lettera, lunga sei pagine e articolata in 45 punti, ripercorre i legami di lunga data tra i due Paesi, per poi affermare che hanno preso una strada diversa da quando la Cina ha lanciato la grande iniziativa di connettività della Nuova via della seta o Belt and Road Iniziative (Bri). Il testo passa quindi in rassegna una serie di progetti che secondo il deputato hanno spinto lo Sri Lanka nella “trappola del debito”, progetti per i quali è stato sprecato denaro pubblico e su cui gravano anche sospetti di corruzione e irregolarità nelle procedure.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram