Somalia: Al Shabaab attacca una base di addestramento militare vicino Mogadiscio, 15 morti

Secondo quanto riferito dal comandante Abdullahi Adan, un "terrorista disperato" si è fatto esplodere domenica mattina nei pressi di una fila di nuove reclute che si stavano arruolando nella base militare di Nacnac

Al Shabaab

Almeno 15 persone, di cui un militare, sono morte nell’attacco suicida compiuto da Al Shabaab contro una base di addestramento dell’Esercito nazionale somalo (Sna) situata a ovest della capitale Mogadiscio. Lo riferisce “Garowe online”, aggravando il primo bilancio – di un militare morto e sei persone ferite – circolante sui media regionali. Secondo quanto riferito dal comandante Abdullahi Adan, un “terrorista disperato” si è fatto esplodere domenica mattina nei pressi di una fila di nuove reclute che si stavano arruolando nella base militare di Nacnac, nel sud della capitale somala. Quest’attacco, che secondo fonti di “Garowe online” ha provocato oltre 20 feriti, è il secondo attentato suicida condotto dai jihadisti in questo campo dell’Sna dal giugno 2021, e arriva pochi giorni dopo che l’esercito ha dichiarato di aver ucciso oltre 100 combattenti di Al Shabaab in operazioni condotte nella regione di Hiran, riguadagnando territorio da circa 13 anni sottratto da Al Shabaab nella Somalia centrale. Domenica, il ministro dell’Interno Ahmed Fiqi ha confermato che anche la Turchia si è unita alla lotta contro Al Shabaab insieme ad altre entità nel fornire supporto aereo all’esercito somalo.

Il governo e l’esercito nazionale somalo (Sna) hanno avviato negli ultimi giorni nelle regioni centrali e meridionali del Paese quella che appare come la più vasta e massiccia offensiva contro al Shabaab condotta negli ultimi anni e che, stando a quanto riferito da fonti militari citate dall’agenzia di stampa “Sonna”, ha portato all’uccisione più di 200 militanti e alla liberazione di oltre 30 villaggi, alcuni dei quali erano da anni sotto il controllo delle milizie jihadiste. Nelle scorse ore l’esercito ha annunciato di aver ucciso più di 100 militanti di al Shabaab nelle operazioni condotte negli ultimi tre giorni in collaborazione con le forze Usa nella regione centrale di Hiraan, dove si sta concentrando il grosso dell’offensiva federale. “Più di 100 terroristi di al Shabaab sono stati uccisi in operazioni offensive condotte dall’esercito nazionale somalo nei villaggi di Yasoman e Aborey, nella regione di Hiiran, nelle ultime 72 ore con il supporto della popolazione del posto, i raid aerei dell’esercito Usa e i partner per la sicurezza della Somalia”, afferma la dichiarazione. In precedenza l’esercito aveva riferito dell’uccisione di oltre 75 militanti in operazioni congiunte con le milizie dei clan locali.

In un video messaggio diffuso dai canali social di Al Shabaab, il portavoce del gruppo Ali Dhere ha tuttavia dichiarato di recente che la formazione jihadista è pronta a rispondere all’offensiva e ha descritto la dichiarazione di guerra del presidente Mohamud come “un tentativo di ricevere fondi dai governi occidentali”. Il portavoce ha avvertito inoltre che i clan che accettano di combattere a fianco delle truppe governative saranno trattati in modo simile all’esercito somalo e alle truppe dell’Unione africana, sostenendo che decine di milizie del clan Ma’wisley recentemente mobilitate dal governo siano solite gestire posti di blocco per estorsioni prima di essere disperse dai combattenti di al Shabaab. Dhere ha quindi esortato i residenti della capitale somala, Mogadiscio, a stare lontani dagli hotel frequentati da funzionari e dalle sedi governative che costituiscono i principali obiettivi dei loro attacchi. Le osservazioni sono arrivate dopo che la scorsa settimana il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud ha annunciato un’offensiva militare contro gli insorti al termine della riunione del Consiglio consultivo nazionale (Ncc), il più alto organismo decisionale della Somalia, e ha esortato i cittadini a stare lontani dalle aree controllate dai jihadisti, promettendo di aumentare le offensive contro i militanti. “Al Shabaab dovrà confrontarsi con ogni metodo consentito dalla guerra: sarà bombardato, saccheggiato e sottoposto ad attacchi aerei, quindi state alla larga da loro”, ha detto Mohamud. “Ogni membro di Shabaab è un bersaglio, proprio allo stesso modo in cui (il gruppo) prende di mira e uccide il popolo somalo”, ha aggiunto. Parole ribadite durante il suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. “Ora siamo fiduciosi che, con un maggiore sostegno pubblico, il nostro governo eliminerà il terrorismo dalla Somalia perché il popolo somalo ha finalmente capito che le azioni repressive di al Shabaab non finiranno finché non agiamo tutti per raggiungere questo obiettivo”, ha affermato il presidente somalo, aggiungendo che “il popolo somalo si è organicamente sollevato per sostenere il proprio governo” per sconfiggere il terrorismo.

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