Siria: possibili focolai di colera nei campi profughi a nord

È l’avvertimento lanciato dal Programma di allerta precoce e risposta alle epidemie Ewarn

I campi profughi nel nord della Siria potrebbero diventare un focolai di colera. È l’avvertimento lanciato dal Programma di allerta precoce e risposta alle epidemie Ewarn, il quale ha fatto sapere di aver registrato due casi a Idlib, governatorato situato nel nord-ovest del Paese.

Anche il gruppo Syria response coordinators, citato dal quotidiano “Al Quds al arabi”, ha messo in guardia gli sfollati che vivono nei campi nel nord-ovest della Siria dall’entrare nella zona, viste anche le difficoltà che si riscontrano nel fornire le cure necessarie laddove i contagi dovessero aumentare.

Nei giorni scorsi, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avvertito di un rischio “molto alto” che il colera si possa diffondere in tutta la Siria dopo che il Paese ha registrato i suoi primi casi dal 2009. L’Oms, in una nota, ha spiegato che i casi sono stati registrati in almeno cinque delle 14 province del Paese. Secondo l’Oms, questi casi sarebbero i primi segnalati dal 2009, quando 342 persone si sono ammalate nella provincia orientale di Deir ez-Zor e in quella settentrionale di Raqqa.

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