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Sileri: “In zona gialla riaprire i ristoranti a cena, cinema, teatri e piste da sci”

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Riaprire ristoranti, teatri, cinema e piste da sci ma mantenere il blocco tra Regioni ancora per due settimane. E’ questa l’opinione del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri (M5s), che a “Mattino 5” facendo riferimento al 15 febbraio, giorno in cui dovrebbe scadere il divieto di spostamento tra le Regioni ha auspicato un parziale ritorno alla normalità. “Il lavoro al ministero non si è mai fermato. La mia personale opinione è che il blocco tra le regioni dovrebbe essere mantenuto almeno per altre due settimane perché con le varianti in circolazione il rischio è troppo alto e se ce le troviamo sparpagliate in tutte le regioni impieghiamo un attimo a tornare in zona arancione o rossa” ha spiegato. Sul fronte delle riaperture, invece, Sileri si è detto favorevole con progressione a quella dei ristoranti la sera, dei teatri e cinema “nelle zone gialle” e “comincerei a pensare alle palestre. Ma solo nelle regioni gialle dove non sono state individuate varianti del virus”.


Riaprire bar e ristoranti mentre è in corso la campagna vaccinale

Con i vaccini e con gli anticorpi monoclonali sconfiggeremo il virus. Ne è convinto il direttore sanitario dell’Istituto nazionale malattie Lazzaro Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, in occasione dell’avvio delle vaccinazioni anti Covid per over 80. “Abbiamo messo in campo una macchina poderosissima a cui non corrisponde in questo momento la stessa disponibilità dosi di vaccino”, ha spiegato Vaia che in merito al vaccino Reithera Spallanzani ha aggiunto “siamo in attesa dell’autorizzazione dell’Aifa per le fasi e 2 e 3, che termineranno entro fine estate. Siamo ottimisti, i primi dati sono confortanti”.

Esiste, però, un aspetto della pandemia per cui un vaccino vero e proprio non esiste. Ed è quella che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce “stanchezza da Covid-19”. È quanto afferma la psicologa Maddalena Castelletti, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente televisiva “N-tv” chiarendo che deriva proprio da questa sindrome, la ribellione sempre più diffusa tra gli italiani contro le restrizioni anticontagio. Per Castelletti, le cause di questa “stanchezza pandemica” si basano su due meccanismi: uno neurale, ossia un istinto, e uno sociale, vale a dire un meccanismo dipendente contesto. In particolare, la psicologa spiega: “Nei primi momenti di emergenza, il sistema nervoso centrale e periferico lavorano a pieno ritmo, il che significa che si rispettano le regole”.

Intanto, prosegue la campagna vaccinale nel nostro Paese. Sono 2.630.102 i soggetti sottoposti a vaccino fino ad oggi, mentre 1.178.838 persone hanno ricevuto anche la seconda dose.

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