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Shade Med: proseguono le sessioni della conferenza, oggi i gruppi di lavoro e le conclusioni finali

Roma
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Proseguono oggi i lavori della 12esima edizione di “Shared Awareness and De-confliction in the Mediterranean” (Shade Med), la conferenza organizzata a Palazzo Guidoni del Segretariato generale della difesa/Direzione nazionale degli armamenti, all’interno della base aeronautica di Centocelle, a Roma. Il tema dell’evento di quest’anno, co-organizzato dall’operazione aeronavale europea EuNavFor Med – Irini e da Marcom, il Comando marittimo alleato, è “Gestire insieme le sfide comuni nel Mediterraneo”. Personalità di spicco della diplomazia, della comunità marittima e del mondo accademico si divideranno in tre gruppi di lavoro per discutere, rispettivamente, dei traffici illeciti di beni (armi, droga, denaro e tabacco) e del traffico di persone dal Sahel al Mediterraneo; della cooperazione tra l’Europa e i partner nel Mediterraneo per rispondere adeguatamente a un numero crescente di sfide derivanti da minacce tradizionali e nuove; e, infine, del contributo delle operazioni di sicurezza marittima dell’Ue e della Nato alla prontezza e all’addestramento navale. A chiudere i lavori saranno il contrammiraglio della Marina militare italiana Stefano Turchetto, comandante di Irini, e il vice ammiraglio della Marina milita francese Didier Maleterre, vice comandante di Marcom.


Nella prima di giornata di lavori di ieri, mercoledì 6 dicembre, è emerso come in un’era in cui un nuovo ordine mondiale sta rivoluzionando il bilanciamento dei poteri e il concetto stesso di sicurezza marittima, una complementarietà tra Nato e Ue appare sempre più necessaria per affrontare sfide comuni nel Mediterraneo (e non solo). Più di un relatore ha posto l’accento sulla crescita di importanza della Cina, evidenziando come la flotta di superficie della Marina cinese cresca dal 2009 l’equivalente della Marina francese ogni tre anni e mezzo. Molti hanno sottolineato l’importanza delle infrastrutture sottomarine critiche, come i gasdotti o i cavi internet sottomarini, una vera e propria “altra dimensione” marittima. Il mare ormai non più solo nostrum, quindi, rappresenta un banco di prova per l’Occidente mentre attori come Russia, Cina e Iran giocano una partita spregiudicata utilizzando il mare – inteso come spazio di connettività fisica ma anche digitale – come arma per difendere i propri interessi.

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