Scoperto un tunnel di 60 metri sotto casa del direttore del carcere di Manila: “Lo uso per le immersioni”

Gli inquirenti ritengono che l’opera servisse a favorire la fuga di detenuti in cambio di denaro o di favori personali

fonte foto: fermo immagine onenews

Un enorme tunnel sotterraneo profondo 60 metri e largo 40 è stato trovato in un complesso carcerario di Manila accanto all’abitazione di Gerald Bantag, sospeso dal ruolo di direttore del sistema penitenziario delle Filippine perché accusato di aver ordinato l’omicidio del giornalista Percival Mabasa.

Gli inquirenti ritengono che l’opera servisse a favorire la fuga di detenuti in cambio di denaro o di favori personali (come, per l’appunto, l’assassinio del reporter, che sarebbe stato eseguito da prigionieri dello stesso carcere di Bilibid). Il dirigente, fa sapere oggi il quotidiano “The Straits Times”, si è però difeso ricordando di essere un appassionato di immersioni subacquee e di aver voluto creare “la più profonda piscina di Manila”.

Bantag, che ha negato finora anche ogni coinvolgimento nell’omicidio di Mabasa, è attualmente in libertà in attesa che la procura decida se vi siano sufficienti prove a suo carico. In un’intervista a un’emittente locale, ha ammesso di aver ordinato i lavori di scavo del tunnel, ma ha negato con forza che questo servisse a garantire una sicura via di fuga ai detenuti del carcere di Bilibid, nel cui complesso si trovava l’abitazione ufficiale di Bantag.

Secondo il segretario alla Giustizia filippino, Crispin Remulla, in un primo momento l’ex dirigente del sistema penitenziario si sarebbe difeso raccontando addirittura agli inquirenti di essere alla ricerca di un tesoro che le forze giapponesi avrebbero seppellito da qualche parte nelle Filippine dopo essersene appropriate durante la Seconda guerra mondiale. “Quando mi ha raccontato della caccia al tesoro, gli ho chiesto di fermarsi”, ha affermato Remulla.

Bantag era stato nominato capo del sistema carcerario nazionale nel settembre del 2019 dall’allora presidente Rodrigo Duterte. Nel complesso di Bilibid, che si estende su 400 ettari di terreno, il dirigente aveva anche dei cavalli che, secondo quanto rivelato dal portavoce dell’Ufficio degli istituti correzionali Sonny Del Rosario, soleva cavalcare assieme ai carcerati. “Ovviamente – ha aggiunto Del Rosario – questo non faceva parte del programma ufficiale di riabilitazione dei detenuti”.

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