Scannapieco (Cdp): “L’Europa deve cogliere l’occasione dei Balcani”

"L’auspicio è che l’Italia possa giocare il suo ruolo nel favorire un’accelerazione del processo di integrazione che sarebbe benefico per la regione ma altrettanto per l’Europa”

L’Europa non può non cogliere l’occasione dei Balcani: sarebbe un elemento di forte stabilizzazione e l’auspicio è che l’Italia possa giocare il suo ruolo nel favorire un’accelerazione del processo di integrazione che sarebbe “benefico per la regione ma altrettanto per l’Europa”. Lo ha detto l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) Dario Scannapieco in un’intervista ad “Agenzia Nova” a margine della conferenza nazionale sui Balcani in corso oggi a Trieste. “Il processo di adesione all’Ue è stato di tanti ‘stop and go’ per alcuni dei Paesi principali, soprattutto per la Serbia che ha un ruolo baricentrico nella regione”, ha spiegato Scannapieco, che ha poi parlato delle attività di Cdp nei Balcani. “Cdp ha due iniziative in questo momento: una destinata alle micro, piccole e medie imprese che stiamo realizzando insieme ad altri partner istituzionali a livello europeo e che mira a favorire l’inclusione, ovvero aiutare le piccole imprese e rendere loro più accessibile il credito bancario. La seconda iniziativa è destinata alle imprese in chiave green: ovvero è volta a finanziare le imprese nella regione attraverso le banche che operano nel territorio per favorire lo sviluppo di iniziative green. Quest’iniziativa l’abbiamo siglata di recente a Roma con la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers)”, ha detto l’Ad di Cdp.

Altra importante attività sostenuta da Cdp è il Western Balkans investment framework. Questa, spiega Scannapieco, “è un’iniziativa su cui ho lavorato molto. È stata creata durante la presidenza slovena del Consiglio europeo su spinta della Banca europea degli investimenti (Bei) per mettere insieme tutte le risorse provenienti da varie fonti, creare un unico bacino di risorse, avere una gestione ordinata dell’istruttoria dei progetti e, soprattutto, per fornire assistenza tecnica ai progetti. In questa regione, così come in diverse altre, uno dei temi principali è la preparazione dei progetti per fare in modo che diventino bancabili”. Insomma, “un ruolo sempre più proattivo di Cassa, siamo all’inizio della nostra storia nella cooperazione internazionale, ma vogliamo andare velocemente”.

Particolare attenzione a quanto già fatto dall’Italia, con un occhio alle opportunità esistenti. “L’Italia, se prendiamo come esempio un Paese come la Serbia, ha fatto uno dei più grandi investimenti mai realizzati da un’impresa estera che era l’impianto Fiat a Kragujevac, che finanziammo come Bei. È una regione dove l’Italia ha un peso politico e geoeconomico che dobbiamo sfruttare”, ha detto Scannapieco. “L’obiettivo è creare sempre più interconnessioni fra l’Italia e questa regione e i Balcani sono una regione dove c’è una popolazione mediamente con una buona formazione: Kragujevac fu scelta perché c’erano molto ingegneri a disposizione”, ha aggiunto l’Ad di Cdp. “Quindi è un’ottima opportunità per l’Italia. Pensiamo a quello che si potrebbe fare nel settore idroelettrico: i Balcani sono una regione dove ci sono abbondanti risorse in questo comparto. Ci sono opportunità anche in termini di connettività energetica, dato che i Balcani sono una regione che dipende ancora da combustibili inquinanti come la lignite. Per cui rafforzare le interconnessioni elettriche sarebbe una buona svolta”, ha detto Scannapieco. “Insomma è la nostra finestra a est dell’Adriatico ed è l’opportunità da cogliere. L’Italia, inoltre, può svolgere un ruolo per cercare un equilibrio in una regione caratterizzata da lungo tempo da tensioni”, ha concluso l’amministratore delegato di Cdp.

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