Sala: “Ambientalismo che si rivolge a imprese è buonsenso non vezzo”

Un candidato al secondo mandato di sindaco di Milano che parla come il leader nazionale di un partito ambientalista che, in Italia, è ancora tutto da costruire, anzi da ricostruire, sulle “macerie” dei Verdi. È questa l’impressione lasciata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante un dibattito con il leader di Azione, Carlo Calenda. “Resterò a Milano per tutti i cinque anni”, ha precisato Sala, ma le sue parole hanno avuto un ben più ampio respiro. “Io non faccio l’ecologista di vezzo, ma credo che, in questo momento , seguire questo trend universale di un’ambientalismo che parla alle imprese e crea lavoro sia obbligatorio, ma non solo per i fondi pubblici. Sono le aziende che cercheranno di rinnovarsi dando maggior attenzione a questo trend, per cui è buon senso, non è vezzo”. “Qualcuno mi dovrà spiegare”, ha detto, “perché in Germania i verdi prenderanno probabilmente il 40 per cento e in Italia siamo al 2 per cento”, sostenendo la posizione degli ambientalisti europei che “dialogano con il mondo dell’impresa”, e lasciando intendere che l’ecologismo italiano non abbia saputo compiere questo passaggio a fronte di un ambientalismo più idealista.

Ha parlato da candidato sindaco quando ha accennato agli autobus di Atm ricaricarbili in 8 minuti, del prolungamento della M1 a Baggio e dell’importanza di una “città in 15 minuti”, policentrica dove i servizi essenziali come i consultori, sono a questa distanza, ma da leader di partito, ha parlato quando ha chiesto al centrosinistra di cambiare: “Con questa legge elettorale o il centro sinistra trova una formula diversa, oppure gli uninominali li perderà quasi tutti. Questa è anche una prova della verità con il Pd: il Pd è stato un mio alleato leale e ho ricambiato con uguale lealtà, ma ora è una prova della verità. Se a parole ritengono che è importante che nascano altre forze perché serve un presidio del mondo del centrosinistra più largo, ma poi non vogliono farle nascere, commettono un errore”.

“Io – ha proseguito – voglio guidare un fronte largo di centrosinistra: i 5 stelle si mettono stabilmente nel centrosinistra? Lo fanno a livello italiano ed europeo? Fanno una scelta da cui non si torna indietro al netto del fatto che, essendo una forza nata in maniera così esplosiva, ha anche imbarcato una qualità che non sempre è stata all’altezza? È ancora tutto in movimento, io sono per una politica di ascolto di tutti, però dei principi vanno tenuti fermi. Se il Movimento 5 stelle è una forza di centro sinistra, devono fare una scelta di campo molto precisa”. E poi ancora sullo ius soli e sul voto ai 16enni accennarti dal segretario del Partito democratico Enrico Letta Sala ha detto di essere d’accordo con entrambi “sul primo c’è un percorso che va ripreso, mentre sul voto a 16 anni va veramente preparato”, invitando Letta a presentare ai cittadini un elenco degli obiettivi da raggiungere in ordine di priorità.

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