Russia-Ucraina: le iniziative diplomatiche di Israele e Turchia

Bennett vola a Mosca, Erdogan vorrebbe un incontro a tre con Putin e Zelensky

Russia-Ucraina

Israele e Turchia tentano la carta della mediazione per risolvere la crisi fra Russia e Ucraina. Dopo il fallimento della tregua umanitaria concordata oggi per consentire l’evacuazione dei civili dalle città di Mariupol e Volnovakha, nell’area meridionale dell’Ucraina, nel pomeriggio è giunta l’inattesa notizia di una visita non annunciata del premier israeliano, Naftali Bennett, a Mosca. Bennett ha incontrato il presidente russo, Vladimir Putin, per presentare una proposta di mediazione. Fonti israeliane, peraltro, riferiscono che la visita di Bennett sarebbe stata organizzata dopo aver avvisato la leadership ucraina e, dettaglio non trascurabile, la Casa Bianca che avrebbe approvato l’iniziativa diplomatica. Dall’inizio dell’operazione russa, Bennett ha parlato due volte a testa con Putin e con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e sarebbe stato proprio quest’ultimo a chiedere al premier israeliano di attivarsi per tentare una mediazione. Non a caso il primo ministro del Paese ebraico, alcuni giorni fa ha affermato che Israele ha uno status unico che consente di parlare con Mosca e Kiev, dati i rapporti positivi con le due parti. Tali indiscrezioni coinciderebbero con quanto riferito dal quotidiano “The Times of Israel”, secondo cui Bennett ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, dopo l’incontro con il presidente russo, Vladmir Putin, a Mosca. Al momento non sono noti i dettagli della telefonata tra Bennett e Zelensky. Da Mosca, il capo dell’esecutivo israeliano si sta recando a Berlino, dove è atteso un incontro con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz.

Parallelamente all’iniziativa israeliana si sta muovendo la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan. Il capo dello Stato di Ankara ieri ha parlato con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che, secondo quanto riferito dal portavoce della presidenza turca, Ibrahim Kalin, avrebbe dato il suo placet a incontrare l’omologo Putin “a Istanbul o Ankara” o in qualsiasi altra località della Turchia, qualora ciò possa aiutare a raggiungere dei risultati concreti. Lo stesso Erdogan ieri ha affermato che la Turchia vorrebbe organizzare un incontro trilaterale con i due omologhi di Russia e Ucraina. L’ultima parola, tuttavia, spetterà a Putin con cui domani Erdogan terrà un colloquio telefonico, annunciato sempre da Kalin e confermato dall’omologo del Cremlino, Dmitrij Peskov. Sempre il portavoce della presidenza turca, peraltro, ha fatto sapere che Ankara avrebbe ricevuto l’approvazione dai suoi alleati occidentali sul mantenimento di un canale di comunicazione con la Russia.

Gli sforzi diplomatici di Israele e Turchia, quindi, non sembrerebbero iniziative isolate ma attività concordate con i loro principali alleati internazionali. In questo contesto, peraltro, si inserisce la visita del presidente israeliano, Isaac Herzog, in Turchia prevista mercoledì 9 marzo. Herzog sarò ricevuto da Erdogan e, seppur pianificata da settimane, l’occasione potrebbe essere utile per un ulteriore coordinamento delle rispettive attività di mediazione volte a trovare una soluzione al conflitto in corso in Ucraina.

Lunedì nuovo round negoziale fra Mosca e Kiev

In attesa di nuovi potenziali consessi di dialogo, Mosca e Kiev provano a sfruttare i negoziati diretti in Bielorussia. Lunedì 7 marzo, secondo quanto riferito da David Arakhamia, deputato del Parlamento ucraino e rappresentante della delegazione ucraina, si terrà il terzo round di colloqui: un appuntamento che si preannuncia particolarmente importante alla luce degli ultimi sviluppi sul terreno. L’accordo sulla tregua umanitaria raggiunto nell’ultima tornata negoziale che si è tenuta giovedì scorso, oggi è fallito all’atto pratico, vista la decisione di rimandare l’evacuazione dei civili da Mariupol e Volnovakha a causa delle violazioni del cessate il fuoco.

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