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Roma: procura sotto organico a fronte di 50 mila fascicoli l’anno, l’allarme di Lo Voi

Roma
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La preoccupante carenza di organico e l’accostamento di alcune aree di Roma a realtà siciliane, tristemente note per mafia, sono stati gli argomenti principali della conferenza stampa tenuta questa mattina dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi accompagnato dai procuratori aggiunti Ilaria Calò, Stefano Pesci, Giovanni Conzo, Lucia Lotti, Sergio Colaiocco e Giuseppe Cascini. La contrapposizione tra i dati sulle carenze d’organico, da un lato, e quelli relativi alle attività svolte, dall’altro, sono suonate quasi come un grido di allarme. Nel 2023, fino a metà novembre, la procura di Roma ha iscritto nel registro di reato 50.097 nuovi procedimenti contro noti e tra questi, il numero degli indagati noti è di 65.844 “che devono essere sottoposti alle valutazioni dei magistrati”, ha detto il procuratore capo in conferenza Stampa aggiungendo che gli stessi “magistrati hanno partecipato, nello stesso periodo, anche a 6.848 udienze”.


Poi ci sono “i procedimenti contro ignoti – ha continuato Lo Voi – che sono stati 201.205, di cui definiti in 48.486 procedimenti penali contro indagati diventati noti”. Questi Numeri “che possano essere noiosi da ascoltare – ha detto il procuratore di Roma– sono utili per comprendere in quale condizione l’ufficio abbia fronteggiato la massa di lavoro che ci è piovuta addosso anche quest’anno. Tutto ciò è stato fronteggiato in una condizione di personale assolutamente deficitaria, sia per numero di magistrati che per numero del personale amministrativo”, ha spiegato il procuratore capo, introducendo l’argomento relativo alla carenza di personale. La procura di Roma “ha un organico previsto di 94 sostituti procuratori – ha chiarito Lo Voi – di cui ad oggi ne mancano 17, e entro fine dicembre ne mancheranno altri tre. A questo bisogna aggiungere quei magistrati che usufruiscono di esoneri di varia misura” che appesantiscono ulteriormente la situazione.

Le carenze nell’organico amministrativo sono anche più marcate dato che il personale previsto dovrebbe essere di 630 unità. “In realtà – dice il procuratore di Roma – , presenti sono 432, quindi ne mancano 181, più 30 distaccati in altri ufficio, per un totale di 211 carenze”. Numeri che mancano alla procura della Repubblica di Roma, della Capitale d’Italia che ha competenze sulle massime cariche dello Stato, e anche “di uno stato straniero: il Vaticano. Quindi una caratteristica anche simbolica che è superiore ad altre procure nazionali. La copertura dell’organico dovrebbe essere una assoluta priorità per il Csm o ministero, a cui mi sono fatto carico di scrivere e, speriamo, di poter avere qualche risultato, ma devo confessare che non siamo ottimisti”, ha proseguito Lo Voi.

A fronte di questa difficile situazione dell’organico, che ovviamente riguarda anche la procura antimafia, Lo Voi rivendica una importante azione di deterrenza alla criminalità. “La Dda di Roma – ha detto -, non solo non è secondaria a quella di Palermo, ma vede” e contrasta “la presenza di aggregazioni mafiose della più varia provenienza: da quelle nazionali, o straniere che si contendono i territori e la gestione del mercato della droga”. Facendo riferimento al suo precedente incarico di Procuratore di Palermo Il capo della procura capitolina ha detto che alcune situazioni “che avevo a Partinico o Corleone, non mi aspettavo di ritrovarle” qui a Roma. Lo Voi fa riferimento alle mafie italiane o straniere che in alcuni Comuni o zone di Roma si sono radicate fino alle istituzioni arrivando allo scioglimento dei consigli comunali.

Poi lo spaccio di droga per cui “se la situazione non è fuori controllo poco ci manca. È una delle principali attività della mafia con una invasione di stupefacenti di ogni tipo con una richiesta che sale sempre di più”. E’ un fenomeno, ha detto Lo Voi che “a differenza di altri non vede un interlocutore avversario, a differenza dell’usurato o del rapinato “il tossico non ha interesse a denunciare lo spacciatore”. In materia di violenza di genere, si tratta di una “straordinaria permanente emergenza – così la definisce il procuratore -, nel 2023 sono stati iscritti 8.433 nuovi procedimenti, di questi 700 richieste di misure cautelari”. Il Codice rosso è stato attivato 3.392 volte, oltre 10 volte al giorno. In merito alla criminalità diffusa, le denunce contro ignoti sono state 91.437 furti, di cui 1.901 rapine, 10.854 per truffe, 14.884 casi di danneggiamenti. Gli arrestati sono stati 3.740 in flagranza circa 2mila dei quali per droga. Ulteriori dati forniti nel corso della conferenza stampa riguardano la sicurezza sul lavoro che ha visto nel periodo indicato, quello del 2023 fino a metà novembre, 5 morti in 173 incidenti nei cantieri, con 828 procedimenti aperti. Oltre “all’indispensabile lavoro svolto dalle forze dell’ordine avvertiamo una necessità ulteriore – ha voluto concludere il procuratore capo di Roma -. Abbiamo la necessità della collaborazione dei cittadini. La pubblica opinione deve sapere che c’è una procura della repubblica che agisce contro reati che colpiscono i cittadini, dal traffico di droga, alla corruzione. Non abbiamo bisogno di denunce anonime, quelle le cestiniamo. Abbiamo bisogno che la gente ci dia fiducia”.

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