Roma: + 30 per cento di nuovi poveri, è allarme per la carenza di pacchi alimentari

Il gap tra richieste di aiuto e riduzione della quantità di cibo disponibile riguarda tutto il territorio nazionale. A lanciare l’allarme è il Banco alimentare

A Roma e nel Lazio cresce del 30 per cento il numero di famiglie che fanno richiesta di generi alimentari, ma diminuisce la disponibilità di eccedenze. È il doppio effetto devastante del carovita che rischia di tradursi in un’emergenza sociale. Il gap tra richieste di aiuto e riduzione della quantità di cibo disponibile riguarda tutto il territorio nazionale. A lanciare l’allarme è il Banco alimentare. Se a livello nazionale si rileva un aumento del 5 per cento delle richieste contestualmente a un calo dell’8 per cento delle eccedenze alimentari recuperate, a livello locale “nell’ultimo mese e mezzo abbiamo registrato un incremento della domanda di aiuto a causa del costo della vita. L’aumento è di circa il 20-30 per cento”, ha affermato il presidente del Banco alimentare del Lazio, Giuliano Visconti, in un’intervista ad “Agenzia Nova”. E dall’altro lato “negli ultimi mesi c’è stata una contrazione dell’offerta di cibo – ha chiarito Visconti -. Se prima l’industria alimentare produceva a 12 mesi, ora lo fa con una prospettiva di massimo sei mesi. Per ottimizzare la produzione ed evitare l’onda lunga del caro bolletta, le imprese cercano di ridurre la produzione e questo si traduce in una minore eccedenza alimentare”.

Il tutto avviene in uno scenario a dir poco sconfortante. Sul fronte dei senza fissa dimora, nella Capitale, sta crescendo vertiginosamente il numero delle donne sole, o con figli piccoli, che vivono in strada. “Rispetto a tre anni fa sono aumentate le persone che non arrivano a fine mese, in larga parte sono donne sole con figli e che hanno perso il lavoro”, ha spiegato la presidente della Croce Rossa di Roma, Debora Diodati. E il trend è confermato anche dai dati sugli sfratti in crescita. Secondo i dati del Viminale, nel 2021, l’aumento è stato dell’8,2 per cento. E la percentuale è destinata ad aumentare. E secondo l’Unione inquilini le famiglie non ricevono alcuna assistenza. “A Roma ogni giorno, dalle cinque alle otto famiglie vengono sfrattate con la forza pubblica, ma una volta sgomberate non hanno alcuna assistenza dal Comune”, osserva il segretario nazionale dell’Unione inquilini, Massimo Pasquini.

A fronte di uno scenario che certifica l’ampliamento delle disuguaglianze l’assessora alle Politiche sociali di Roma, Barbara Funari, conferma che “c’è un tema di povertà che sta diventando trasversale” e “Roma Capitale deve prendere atto di dover mettere in campo nuovi strumenti per fornire sostegni economici per le famiglie, ma ci aspettiamo fondi governativi, altrimenti faremo ricorso a finanziamenti europei o altre fonti, perché bisogna trovare una soluzione urgente alle difficoltà delle famiglie”. Per quanto riguarda la carenza di pacchi alimentari l’assessora promette di affrontare il tema con le associazioni. “A livello comunale non c’è un piano di sostegno per le associazioni. In alcuni casi sono i Municipi a fornire aiuti. Sui generi alimentari approfondiremo il tema con il tavolo della Rete associazioni per l’alleanza contro povertà, un tavolo regionale che ho incontrato più volte a livello comunale”, ha detto.

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