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Rissa all’aeroporto di Tunisi: un deputato interviene per difendere sospetta terrorista

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E’ polemica in Tunisia dopo il caos scoppiato ieri all’aeroporto di Tunisi-Cartagine dal parlamentare e leader della coalizione islamista Al Karama, Seifeddine Makhlouf. Quest’ultimo è intervenuto per consentire la partenza di una donna inserita nella cosiddetta “lista S17”, che vieta alle persone “attenzionate” per sospetti legami con il terrorismo di lasciare il territorio. Un agente dell’aeroporto di Tunisi-Cartagine è stato aggredito verbalmente dei deputati, a seguito delle reiterate e violente richieste di consentire alla donna di partire. La viaggiatrice in questione, che Makhlouf ha detto di non conoscere personalmente e di non aver mai visto prima, era stata fermata ai controlli perché inclusa in quella che è conosciuta come la “lista S17”, un elenco di circa 30 mila persone che dal 2013 sono poste sotto controllo per sospetti legami con il terrorismo.


Secondo i video in diretta diffusi sui social network, Makhlouf ha dapprima attaccato verbalmente la polizia, che è intervenuta energicamente per impedire alla donna di passare i controlli. A quel punto il parlamentare ha iniziato a sfidare la sicurezza, minacciando di far chiudere l’intero aeroporto. Un parente della donna che stava cercando di partire per la Turchia ha poi messo le mani addosso a uno degli agenti delle forze dell’ordine, scatenando un parapiglia. Secondo il sito web d’informazione “Kapitalis”, durante quegli attimi concitati la donna avrebbe discretamente fatto scivolare un telefono cellulare nella tasca del parlamentare Makhlouf. Il segretario generale del sindacato agenti aeroportuali Tunisi-Cartagine, Anis Ouertani, ha detto che l’atto è stato ripreso dalle videocamere di sorveglianza: “Questo telefono può contenere informazioni importanti e pericolose”, ha detto Ouertani, ipotizzando che il caos in aeroporto sia stato “intenzionalmente causato dai deputati del blocco islamista per consentire alla donna di consegnare il telefono a Seifeddine Makhlouf”.

Il partito Tahya Tounes dell’ex premier Youssef Chahed ha definito “violento e aggressivo” il comportamento del deputato del blocco Al Karama contro gli agenti di polizia dell’aeroporto. La formazione politica parla di “intervento illegale” e di una una “grave violazione della legge e della sicurezza dello Stato”, invitando la magistratura ad agire immediatamente e con forza per imporre la legge. Il blocco parlamentare del partito Qalb Tounes si dice “scioccato per le azioni dei deputati della coalizione Al Karama all’aeroporto di Tunisi Cartagine”, non solo per l’aggressione contro gli agenti di sicurezza dell’aeroporto, ma anche per le minacce che vanno “oltre le istituzioni dello Stato”. Il partito ha condannato fermamente questi “comportamenti scandalosi”, sottolineando che “questo incidente ha danneggiato l’immagine dello Stato e delle sue istituzioni” in un momento di grave crisi economica e sociale.

L’Unione generale tunisina del lavoro (Ugtt, il principale sindacato del Paese nordafricano) ha chiesto la revoca dell’immunità dei deputati di Al Karama, data la gravità degli atti di cui si sarebbero macchiati. Esprimendo il proprio sostegno agli agenti di sicurezza attaccati all’aeroporto, l’Ugtt ha esortato le autorità ad assumersi le proprie responsabilità e a “porre fine ai tentativi di demolizione dello Stato da parte dei difensori del terrorismo”. Il sindacato generale tunisino ha, infine, invitato tutte le parti (incluso il movimento islamico Ennahda, prima forza parlamentare) a esprimere una posizione chiara nei confronti degli atti commessi dai deputati di Al Karama, condannando chiunque protegga questi funzionari eletti.

Il capo del governo della Tunisia, Hichem Mechichi, da parte sua, ha espresso solidarietà agli agenti di sicurezza dopo il caos scatenato ieri. Il primo ministro ha voluto recarsi di persona presso lo scalo aereo, deplorando “lo spettacolo messo in scena dai deputati che hanno preso di mira un’istituzione sovrana”. Il premier ha detto che la legge deve essere rispettata e che “gli agenti che lavorano per applicare la legge non devono esseri toccati”. Il pubblico ministero del Tribunale di primo grado di Tunisi, intanto, ha disposto l’apertura di un’indagine giudiziaria sui fatti avvenuti ieri all’aeroporto.

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