Rincari e lotta al cibo sintetico al centro del 20mo Forum Coldiretti

Secondo un’analisi della Coldiretti, il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 580 miliardi di euro nel 2022 nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina

A causa del caro prezzi più di un italiano su due (52 per cento) ha tagliato il cibo a tavola in quantità o in qualità. È quanto emerge dal primo rapporto Coldiretti/Censis “Gli italiani e il cibo nelle crisi e oltre” presentato in occasione dell’apertura del 20mo Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Villa Miani a Roma. Con l’inflazione che ha colpito duramente i prezzi dei beni alimentari al consumo, il 47 per cento degli italiani è stato costretto a tagliare le quantità di cibo acquistato – spiegano Coldiretti/Censis – ma se si considera la fascia di popolazione a basso reddito, la percentuale sale addirittura al 60 per cento, mentre per i redditi alti si scende al 24 per cento. Accanto a chi è stato costretto a mettere meno cibo nel carrello per far quadrare i bilanci familiari, c’è poi un 37 per cento di italiani che ha preferito risparmiare sulla qualità (il 46 per cento nel caso dei bassi redditi, ma appena il 22 per cento per quelli alti).

“Le difficoltà delle famiglie si trasferiscono direttamente sulle imprese dove l’aumento dei costi di produzione colpisce duramente l’intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne, dove il 13 per cento delle aziende agricole è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma il 34 per cento del totale nazionale si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, nel sottolineare che “bisogna intervenire subito per contenere i costi di produzione con misure immediate per salvare le aziende agricole e la spesa degli italiani”. Secondo un’analisi della Coldiretti, il cibo è diventato la prima ricchezza dell’Italia per un valore di 580 miliardi di euro nel 2022 nonostante le difficoltà legate alla pandemia e alla crisi energetica scatenata dalla guerra in Ucraina. Il made in Italy a tavola vale oggi quasi un quarto del Pil nazionale e, dal campo alla tavola, vede impegnati 4 milioni di lavoratori in 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e 230 mila punti vendita al dettaglio. Per Prandini è fondamentale “rendere il cibo e l’agricoltura italiana la più sostenibile e la più distintiva sul mercato nazionale e internazionale”. Con il fondo per la sovranità alimentare nella legge di Bilancio c’è “finalmente la giusta attenzione per uno dei primi settori in termini di Pil”, ha aggiunto il presidente di Coldiretti.

Sulla legge di Bilancio si è soffermato anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, secondo cui il fondo per la sovranità alimentare e il fondo per la ricerca “sono i due elementi che dobbiamo proteggere. Le filiere produttive italiane sono in difficoltà perché nel tempo non si è progettata una strategia che ci permettesse di avere prodotti di qualità a costi meno elevati. L’Italia – ha precisato – deve seminare il suo futuro, riuscire a investire sulla ricerca per garantire la capacità di affrontare la tutela dei nostri prodotti”. Sulla manovra finanziaria “ci aspettiamo un giudizio da parte dell’Europa che sia rispettoso della volontà espressa dagli italiani, ovvero di avere un proprio modello di sviluppo compatibile con l’Unione europea nel quale l’Italia torna ad essere protagonista”, ha rimarcato il ministro, che sul Nutriscore ha evidenziato come “ci sia il tentativo di condizionare il consumatore finale e non di informarlo. Ci battiamo per contrastare questo tipo di modello”. Infine, Lollobrigida ha segnalato che ieri il Consiglio di amministrazione del Crea “ha approvato una delibera che investe sulla ricerca per capire quali sarebbero gli effetti dei prodotti realizzati in laboratorio che tengano conto sì di quello che dicono gli studi scientifici statunitensi, ma anche per verificare se questi prodotti, come dice qualcuno, non fanno male oppure danneggiano i nostri concittadini dal punto di vista della salute”. Sul cibo sintetico ha incentrato il proprio intervento anche il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans: “Non so da dove venga questa fake news, ma non ci sono progetti della Commissione europea in questo ambito”. La qualità, secondo Timmermans, “deve essere sinonimo di sostenibilità. Dobbiamo ricompensare gli agricoltori quando ci danno la possibilità di proteggere l’ambiente”.

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha risposto alle critiche sulla legge di Bilancio, facendo presente che nella ristrettezza delle risorse finanziarie “abbiamo fatto tutto quello che era possibile, con la priorità al caro bollette”. Con la manovra, ha ricordato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, “accontentiamo lavoratori, partite iva, pensionati, famiglie, giovani, imprese. C’è il taglio del cuneo fiscale, stiamo lavorando come matti per fare quello che non si fa da anni, ovvero il nuovo codice degli appalti, che servirà a tutte le imprese. Rispetto il parere di tutti, ma essendo al ministero da 32 giorni, sono passati produttivamente. Abbiamo scelto in questa manovra economica di aiutare chi ha di meno”. Salvini ha poi evidenziato che ci sono “troppi cantieri fermi, miliardi a rischio. Conto di salvarne il più possibile. Ci sono progetti finanziati sulla carta ma che non hanno un progetto e non rispetteranno i tempi previsti. Le opere pubbliche del Pnrr dovrebbero essere concluse nel 2026, siamo fine 2022 e la maggioranza di questi cantieri non è neanche partita”. Nei prossimi 15 giorni, ha annunciato il ministro, “avrò l’onere e l’onore di portare all’approvazione del Consiglio dei ministri il nuovo codice degli appalti, che ho dato indicazioni sia il più semplificato, sburocratizzato, veloce e snello possibile”. Su Ita, Salvini conta che “entro la fine dell’anno Ita abbia la soluzione migliore per il futuro del Paese”. Non è mancato un ringraziamento alla Coldiretti “per la battaglia di civiltà che sta facendo in tutta Italia” sul cibo sintetico.

Sempre nell’ambito del Forum, è stato firmato il primo accordo di collaborazione in ambito logistico per il comparto agroalimentare tra Autostrade per l’Italia e la Coldiretti per la sostenibilità dei trasporti e lo sviluppo di comunità energetiche. “L’autostrada è e rimarrà nel futuro, l’infrastruttura protagonista dello sviluppo economico del nostro paese”, ha affermato Roberto Tomasi, Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia. “Soluzione imprescindibile per la mobilità e il trasporto delle merci, è da qui che bisogna partire. Stiamo investendo per lo sviluppo di un’autostrada sempre più green, digitale e sostenibile. Questo accordo costituisce un altro importante passo in avanti nel percorso avviato da Aspi nell’ottica della sostenibilità: un progetto ambizioso ma inderogabile, che porteremo a termine attivando sinergie con le eccellenze del nostro Paese”. I prodotti made in Italy di nuova generazione, secondo il presidente e Amministratore delegato di Philip Morris Italia, Marco Hannappel, “possono portare una catena di valore e di posti di lavoro che generano benessere per il Paese”. Sul marchio italiano ha insistito il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, sottolineando la necessità di “rafforzare l’immaginario italiano nel mondo. Nella nozione di beni culturali dobbiamo includere anche tutte le creazioni dell’agire umano, anche la nostra filiera enogastronomica”.

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