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Regno Unito: il cancelliere Hunt presenta i programmi governo per il rilancio dell’economia

"Le decisioni difficili per rimettere in carreggiata la nostra economia hanno funzionato, ma il lavoro non è ancora finito"

Londra
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Il governo del Regno Unito vuole dare una svolta all’economia nazionale, per superare le difficoltà degli ultimi anni, puntando in particolare su una diminuzione delle tasse. La “dichiarazione autunnale” del cancelliere dello Scacchiere britannico, Jeremy Hunt, prevede infatti radicali tagli fiscali per imprese e lavoratori, con l’obiettivo di rilanciare l’economia nazionale. Presentando l’agenda del governo per la crescita, Hunt ha detto che “le decisioni difficili per rimettere in carreggiata la nostra economia” hanno funzionato, ma che “il lavoro non è ancora finito”. Hunt ha sostenuto che il governo si sta muovendo alla fase successiva del suo piano economico dopo aver elogiato il primo ministro Rishi Sunak per aver mantenuto le promesse di dimezzare l’inflazione e ridurre il debito pubblico. “Parte di questo miglioramento deriva dalle maggiori entrate fiscali provenienti da un’economia più forte” ha spiegato Hunt.


Cercando di dipingere al meglio il lavoro del governo conservatore, all’inizio del suo discorso Hunt ha fatto riferimento alle previsioni dell’Ufficio per la responsabilità di bilancio (Obr), secondo cui le 110 misure annunciate nella dichiarazione odierna aumenteranno gli investimenti delle imprese, creeranno posti di lavoro, ridurranno l’inflazione e aumenteranno il Pil. Tra gli annunci fatti sono emerse nuove misure che sosterrebbero la crescita della spesa delle imprese nell’economia di 20 miliardi di sterline (22,9 miliardi di euro) all’anno – comprese iniziative per aumentare il numero di tirocinanti nei settori chiavi dell’economia, sussidi per la produzione, nuove zone di investimento e finanziamenti per il settore dell’intelligenza artificiale. Hunt ha inoltre confermato un aumento del salario minimo che raggiungerà le 11,44 sterline (13,02 euro) l’ora a partire dall’aprile del prossimo anno, e un aumento della pensione statale dell’8,5 per cento sempre a partire dall’aprile 2024.

Proseguendo con il suo discorso, Hunt ha annunciato quello che ha definito “il più grande taglio delle tasse sulle imprese nella storia britannica moderna”. Da settimane ormai Hunt era sottoposto a forti pressioni da parte dei parlamentari conservatori affinché annunciasse tagli fiscali che dimostrassero che i Tory intendono rispondere alle difficoltà finanziarie degli elettori. E sebbene oggi le aliquote dell’imposta sul reddito siano rimaste invariate, Hunt ha annunciato il taglio dell’assicurazione nazionale. “Se vogliamo un’economia in cui le persone fanno il possibile e lavorano sodo, allora dobbiamo riconoscere che il loro duro lavoro avvantaggia tutti noi” ha detto Hunt, spiegando che l’aliquota principale dell’assicurazione nazionale sarà ridotta del 2 per cento, cioè dal 12 al 10 per cento, a partire dal 6 gennaio. “Se tagliassi l’assicurazione nazionale di un punto percentuale all’11 per cento, ci sarebbero 225 sterline in più nelle tasche del lavoratore medio ogni anno. Invece andrò oltre e taglierò l’aliquota principale dell’assicurazione nazionale dei dipendenti di 2 punti percentuali, dal 12 al 10 per cento. Questo cambiamento aiuterà 27 milioni di persone”, ha detto il cancelliere dello Scacchiere.

Tuttavia, nonostante questo annuncio, secondo l’Ufficio per la responsabilità di bilancio, il carico fiscale nel Regno Unito – la percentuale del reddito nazionale che va al fisco – è ancora destinato a raggiungere il livello massimo dal secondo dopoguerra. In effetti, come viene riportato dall’emittente televisiva “Sky News”, il giudizio dell’Obr sullo stato dell’economia e sulle prospettive economiche del Paese è nettamente meno ottimista di quello presentato dal cancelliere. “Poiché le soglie delle imposte sul reddito rimangono congelate, l’inflazione aumenterà le entrate fiscali trascinando più persone verso fasce più alte, e al contempo il costo delle prestazioni sociali e del servizio del debito pubblico aumenterà, quest’ultimo spinto più in alto dall’aumento dei tassi di interesse” spiega l’emittente. E mentre Hunt vuole che quella odierna venga ricordata come una dichiarazione autunnale improntata alla riduzione delle tasse, l’Obr sottolinea che queste in realtà aumenteranno a un nuovo massimo storico nell’arco delle sue previsioni quinquennali. Nel frattempo, si prevede inoltre che il reddito disponibile delle famiglie sarà inferiore del 3,5 per cento nel 2025 rispetto al livello pre-pandemia; un calo non così marcato come nelle previsioni di marzo, ma comunque una misura dell’impatto nel mondo reale del malessere economico e del calo più grande nel tenore di vita da quando sono iniziate le registrazioni.

La dichiarazione autunnale arriva in un momento critico per il Partito conservatore al governo. “Questa è una, se non forse l’ultima possibilità per i Tory di risolvere alcuni dei problemi che affliggono l’economia e cercare di attirare quanti più elettori possibili” scrive il quotidiano “The Telegraph”. Chiaramente, il primo ministro e il cancelliere vogliono tracciare una via d’uscita dalla crisi del costo della vita e verso la prospettiva di crescita economica e prosperità. Inoltre, con l’inflazione in calo, cercano di convincere gli elettori che la situazione sta migliorando, grazie alla loro gestione. In risposta, però, i laboristi hanno commentato che “non ci si può fidare dei conservatori per quanto riguarda le finanze della nazione”, e che è necessario un cambiamento per rimediare ai loro errori. Nella sua risposta alla dichiarazione autunnale, la cancelliera ombra dello Scacchiere, Rachel Reeves, non si è concentrata su nessuno dei singoli annunci di politica economica del cancelliere Hunt. Al contrario, Reeves ha fatto una serie di argomentazioni politiche respingendo il tono ottimista del suo opponente, sostenendo che le dichiarazioni di oggi non fanno altro che rafforzare “l’intera portata del danno all’economia” causato dai conservatori negli ultimi 13 anni. Reeves è apparsa più fiduciosa riguardo alla prospettiva di un’imminente sconfitta del governo, sostenendo che “il sole sta cominciando a tramontare” sull’attuale amministrazione conservatrice.

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