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Regno Unito: firmato un nuovo trattato con il Ruanda nel tentativo di rilanciare il piano di gestione dei migranti

Il mese scorso la Corte suprema del Regno Unito ha stabilito all'unanimità che i richiedenti asilo deportati nel Paese dell'Africa orientale correrebbero il rischio reale di essere rimandati nei loro Paesi d'origine senza un'adeguata valutazione delle loro richieste

Kigali
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Il Regno Unito ha firmato un trattato con il Ruanda nel tentativo di rilanciare il piano del governo conservatore per fermare l’arrivo di migranti irregolari in territorio britannico e superare al contempo la “bocciatura” determinata dalla Corte suprema di Londra. La sigla dell’accordo è avvenuta durante una conferenza stampa a Kigali in cui erano presenti il ministro dell’Interno britannico, James Cleverly, e il suo omologo ruandese, Vincent Biruta. “Il Ruanda ha ormai una solida reputazione per l’amministrazione umana e professionale dei rifugiati e dei migranti. Questo è qualcosa che il Regno Unito e la comunità internazionale hanno capito. Il trattato che abbiamo firmato oggi si basa su questo lavoro congiunto” ha detto Cleverly, mentre Biruta ha aggiunto che l’accordo ribadisce “l’impegno del Ruanda” a proteggere le persone vulnerabili.


Il mese scorso la Corte suprema del Regno Unito ha stabilito all’unanimità che i richiedenti asilo deportati nel Paese dell’Africa orientale correrebbero il rischio reale di essere rimandati nei loro Paesi d’origine senza un’adeguata valutazione delle loro richieste. Il tribunale ha anche espresso preoccupazione per la mancanza di un adeguato processo di appello in Ruanda. Questo nuovo trattato intende affrontare le conseguenze della sentenza della Corte suprema britannica, secondo cui la politica lanciata da Londra sarebbe illegale, e va a sostituire un precedente memorandum d’intesa tra i due Paesi che non era vincolante per il diritto internazionale.

Il governo del Regno Unito ha diffuso un comunicato stampa con ulteriori dettagli sul trattato, spiegando come esso garantisca che gli immigrati trasferiti in Ruanda non corrano il rischio di essere inviati in un Paese terzo che metterebbe a rischio la loro vita o la loro libertà. “Per rafforzare ulteriormente le garanzie che le persone ricollocate non verranno rimpatriate, il sistema di asilo del Ruanda sarà rafforzato attraverso un nuovo organo di appello”, si legge nel comunicato. Il governo del Regno Unito ha inoltre affermato che il trattato ha rafforzato le funzioni di un “comitato di monitoraggio” indipendente già esistente, “per garantire il rispetto degli obblighi previsti dal trattato quali le condizioni di accoglienza, il trattamento delle richieste di asilo, il trattamento e il sostegno alle persone anche fino a cinque anni dopo aver ricevuto la decisione finale”. Secondo la stampa britannica, Cleverly introdurrà tale legislazione firmata con il Ruanda alla Camera dei Comuni già questa settimana. Questo, secondo lui, consentirà al parlamento britannico di dichiarare per legge che il Ruanda è un Paese “sicuro”.

Il governo britannico ritiene che questo trattato formale con il Ruanda fornisca garanzie più forti rispetto al precedente accordo bilaterale. Tuttavia, la firma di tale legislazione non riattiva automaticamente il problematico piano del governo di deportare i migranti clandestini nel Paese africano. È anzi probabile che ciò segni l’inizio di nuove dispute politiche e legali: si prevede infatti che l’accordo firmato oggi sarà contestato nuovamente a livello politico e potenzialmente potrebbe venire respinto dalla magistratura.

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