Salta il superbonus per gli alberghi, al 50 per cento la soglia per i subappalti

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Via libera da parte del Consiglio dei ministri al decreto Semplificazioni ed alla governance del Pnrr. L’accordo con la Commissione europea è di approvare in Cdm i due decreti entro la fine di maggio e il rispetto dei tempi è fondamentale per poter accedere al più presto alla prima tranche dei fondi del Recovery.

Salta il superbonus

Secondo quanto prevede l’ultima bozza del decreto semplificazioni, al vaglio del Consiglio dei ministri, scompare il superbonus al 110 per cento per gli alberghi. Nel dettaglio, sono esclusi dall’incentivo gli immobili appartenenti alla categoria catastale D/2, ovvero alberghi e pensioni (con fine di lucro). Al contrario, l’incentivo viene esteso per le categorie B/1 (Collegi e convitti, educandati; ricoveri; orfanotrofi; ospizi; conventi; seminari; caserme); B/2, ovvero case di cura ed ospedali (senza fine di lucro); e D/4, case di cura ed ospedali (con fine di lucro).

Il subappalto non può superare il 50 per cento dei lavori

La soglia del sub-appalto non può superare il 50 per cento del totale del contratto per i lavori, servizi o forniture. In precedenza si era parlato di una soglia del 40 per cento. Questa disposizione, e la conseguente soglia al 50 per cento, secondo quando prevede la bozza, sarebbe in vigore fino al 31 ottobre 2021. Fra l’altro, secondo quanto prevede il testo all’esame del Consiglio dei ministri “il contratto non può essere ceduto” ed il subappaltatore “deve garantire gli stessi standard qualitativi e prestazionali previsti nel contratto di appalto e riconoscere ai lavoratori un trattamento economico e normativo non inferiore” a quello che avrebbe garantito il contraente principale.

“La prima milestone del Piano nazionale di ripresa e resilienza è raggiunta. Nel pieno rispetto del cronoprogramma, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per far marciare veloci i progetti del Recovery Plan” ha scritto su Facebook il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta. “Innoviamo, abbandonando le logiche di sempre e intervenendo sui principali colli di bottiglia che frenano le transizioni digitale ed ecologica: dimezziamo – aggiunge il ministro – i tempi delle valutazioni ambientali, riduciamo di più della metà le attese per le autorizzazioni per la banda ultra larga per portare la fibra a tutte le famiglie, sblocchiamo il superbonus 110 per cento, acceleriamo gli appalti e la realizzazione di importanti opere strategiche. Non solo. Rafforziamo il silenzio assenso e i poteri sostitutivi per garantire a tutti i cittadini meno burocrazia e certezza dei diritti. Con una drastica semplificazione dei vincoli e dei lacci, la Pubblica amministrazione da freno alla crescita diventa motore di sviluppo”.

Per il ministro il decreto “rappresenta la cornice indispensabile di accompagnamento del Piano di ripresa, insieme alle norme che introducono nuove procedure rapide e trasparenti per il reclutamento del personale pubblico e che arriveranno con un provvedimento ad hoc la prossima settimana. Perché – sottolinea – per garantire che le semplificazioni non restino sulla carta, occorre investire sul capitale umano pubblico, che va ringiovanito e riqualificato. Con questo pacchetto unitario di governance, semplificazioni e assunzioni, tutti tasselli dello stesso mosaico, disegniamo una nuova Pubblica amministrazione in grado di sostenere il rilancio. È la prima pietra miliare del Pnrr. Un Paese forte non ha paura di semplificazioni e trasparenza. Il governo ha dimostrato unità e determinazione. C’è un’Italia da ricostruire, ognuno deve fare la propria parte”, conclude Brunetta.

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