Quirinale, Letta: “Venerdì voteremo presidente non di destra, questa è una nostra vittoria”

quirinale camera

“Domani sarà una giornata di dibattiti”. Lo ha affermato il segretario del Partito democratico, Enrico Letta, parlando nel corso dell’assemblea dei grandi elettori del Partito democratico. “Abbiamo dato la dimostrazione di cosa vuol dire essere un partito moderno e solido in questa partita. Lo confermano i sondaggi di queste ore. Ora – ha chiarito -viene il passaggio più complesso, in cui ognuno di noi ha una idea e dobbiamo trovare una sintesi”, ha aggiunto. “Questo Parlamento non può che eleggere un presidente non di parte, autorevole e istituzionale. E questo era il nostro primo punto cardinale”, ha continuato Letta, sottolineando che “qualunque presidente voteremo venerdì – qualcuno di noi sarà contento, qualcuno altro meno – l’obiettivo più grande lo avremo raggiunto: tramontata la candidatura di parte, si negozierà infatti un nome non di parte e autorevole. E questa è una nostra vittoria: non ci sarà un presidente di destra”. “A differenza degli altri noi siamo partiti con i quattro punti cardinali della nostra bussola e stiamo arrivando con gli stessi punti cardinali. Questo lo rivendico: grazie alla nostra fermezza il centrodestra ha fatto i conti con la realtà”, ha aggiunto. “Se non ci sono novità, domani voteremo scheda bianca, come è giusto che sia. Se, invece, arriveremo a delle novità prima del voto delle 11, allora ci incontreremo e ne discuteremo”, ha chiarito Letta. Per l’elezione del Presidente della Repubblica “dobbiamo stare nel perimetro della maggioranza che sostiene l’esecutivo. Anche su questo, sulla coerenza della maggioranza, abbiamo dimostrato serietà. L’accordo per il Colle deve tenere insieme tutta la maggioranza”, ha aggiunto il segretario del Partito democratico.  “In questo passaggio, fino ad ora, c’è stato un lavoro positivo ed efficace di tutta la coalizione del centrosinistra allargato. Un lavoro positivo con Italia viva, ad esempio, che ha consentito di stoppare l’operazione Casellati. E coi 5 stelle che ci ha consentito di essere uniti e arginare i tentativi del centrodestra di sfondare”, ha concluso Letta.

Noi non siamo una forza politica che fa inciuci o caminetti, nessuno scambi la necessità di riservatezza col fatto che seguiamo percorsi poco trasparenti”. Lo ha affermato il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando ai grandi elettori del Movimento. “A noi – ha aggiunto – interessano i risultati. Non abbiamo detto no a nessuno, abbiamo detto sì, lavoriamo per il Paese, siamo disponibili a rilanciare l’esecutivo con un patto di cittadini e non di legislatura”. “Non siamo il centrosinistra, siamo il fronte progressista”, ha aggiunto. “Il centrodestra non ci ha risposto, prende tempo. Stiamo incalzando nell’interesse del Paese”, ha dichiarato il presidente del M5s, sottolineando che “stiamo sollecitando le forze politiche. il dialogo non si è interrotto. In questo momento – ha aggiunto – dobbiamo dire che nel centrodestra c’è una dialettica e stanno cercando di affinare il confronto interno che al momento non ha offerto una sintesi unitaria. Il mio telefono è pronto a continuare nelle prossime ore il confronto”. “Ora non siamo in condizione di avere un nome da votare, ci saranno evoluzioni, anche notturne”, ha continuato Conte, aggiungendo che “abbiamo invitato il centrodestra a un confronto, hanno tutta la notte. Non possiamo escludere svolta domani nella trattativa”, ha concluso.

Intanto il vertice del centrodestra sul Quirinale è fissato per domani mattina. Appuntamento alla Camera, prima della quarta votazione. E’ quanto fanno sapere fonti del centrodestra. A quanto si apprende, nel corso dell’incontro, si valuterà tra gli altri il profilo dell’ex presidente della Camera dei deputati, Pier Ferdinando Casini.

I risultati della terza votazione per il presidente della Repubblica

Nella terza votazione, diminuiscono le schede bianche e crescono i voti per i singoli candidati alla presidenza della Repubblica, sebbene si sia ancora distanti da una soluzione condivisa tra i vari partiti. Se le schede bianche di oggi sono state 412, contro le 527 di ieri e le 672 della prima votazione di lunedì, si registra che il perimetro dei “quirinabili” va delineandosi più chiaramente, al netto delle carte vincenti che restano ancora coperte. È così che il capo dello Stato uscente, Sergio Mattarella, raccoglie il numero maggiore di consensi (125 voti), seguito da Guido Crosetto (114), sul quale oggi Fratelli d’Italia, e non solo, ha fatto convergere i suoi voti. Resta in campo Paolo Maddalena con 61 voti, sostenuto dagli ex M5s di Alternativa e si affaccia in maniera più significativa Pier Ferdinando Casini (52 voti), sostenuto in maniera dichiarata dal gruppo delle Autonomie. Avanzano anche Giancarlo Giorgetti (19 voti) e Marta Cartabia (8 voti), la ministra della Giustizia, candidata di Azione e +Europa. A pari merito si aggiudicano 7 voti rispettivamente Umberto Bossi e Pier Luigi Bersani. Marco Cappato e Giuseppe Moles ne ottengono 6, mentre si ferma a 5 voti l’attuale presidente del Consiglio, Mario Draghi. In una seduta dall’incedere spedito e senza intoppi, le schede nulle sono state 22 e i voti dispersi 40. L’appuntamento dei grandi elettori è fissato per domani alle 11, quando con il quarto scrutinio si procederà a votare con la maggioranza assoluta dei componenti l’Assemblea, pari a 505 voti.

Prosegue la trattativa tra partiti

Una giornata, quella odierna, che era cominciata con l’indicazione di Movimento cinque stelle, Partito democratico e Liberi e uguali di votare scheda bianca al terzo scrutinio. Sulla stessa lunghezza d’onda Lega e Forza Italia, mentre Fd’I aveva optato per una soluzione diversa, mostrando compattezza. “Il risultato della candidatura di bandiera di Guido Crosetto – che raccoglie in Aula il doppio dei voti di Fratelli d’Italia che lo proponeva – dimostra la potenziale attrattività che avrebbe un candidato unitario del centrodestra nell’attuale Parlamento”. E’ quanto si legge in una nota di Fd’I. “Ragione per la quale ancora una volta, pienamente soddisfatti dell’unità con cui il centrodestra si sta muovendo in questa fase – continua la nota – Fratelli d’Italia continua a ritenere imprescindibile una votazione compatta del centrodestra su un candidato della coalizione, come concordemente valutato nell’ultimo vertice. A Matteo Salvini il mandato di individuare, attraverso le sue molteplici interlocuzioni, il candidato più attrattivo tra quelli presentati ieri”. “Lo stallo al quale si sta assistendo in questi giorni è un insulto agli italiani. Il presidente della Repubblica dovrebbe essere eletto direttamente dal popolo, non con giochi di palazzo”, le parole consegnate ai social da Giorgia Meloni che ha inviato agli alleati di centrodestra un messaggio eloquente, come testimoniato dai 114 consensi ottenuti da Crosetto, ben oltre la quota di grandi elettori di Fd’I. “Stiamo lavorando, continuiamo a lavorare per offrire al Paese ed al Parlamento una scelta che la maggioranza di centrodestra ha il diritto di offrire”. Lo ha affermato il leader della Lega, Matteo Salvini, sottolineando che, “non possiamo permette che il Paese rimanga per giorni ostaggio dei no e dei veti della sinistra”. “Abbiamo fatto nomi di altissimo profilo ed altri ne faremo. E poi…”, ha continuato il leader della Lega, “ciò che è mancato da Pd e 5 stelle sono delle proposte”, ha aggiunto. “Non mi piace escludere ma continuo a ritenere che Draghi sia prezioso nel suo ruolo di regista, coordinatore e collante di una coalizione di governo amplissima che senza di lui avrebbe problemi di navigazione”, ha concluso Salvini. Tutto questo in attesa dell’eventuale “conclave”, come è stato chiamato, lanciato dal segretario del Partito democratico, Enrico Letta. “Dobbiamo incontrarci” con il centrodestra “e buttare via la chiave finché non si trova una soluzione” per il Quirinale, aveva affermato ieri sera l’ex premier. Intanto, Giuseppe Conte ha precisato la posizione pentastellata: “Il Movimento 5 stelle “non pone veti a nessuno ma stiamo cercando di convincere il centrodestra ad evitare esibizioni muscolari. Se domani dovesse arrivare una prova di forza ritarderebbe la soluzione” quando invece “abbiamo creato le condizioni di un dialogo”.

Gli scenari sul tavolo

Sul tavolo gli scenari restano, per il momento, i soliti. Con sullo sfondo la possibile rielezione di Sergio Mattarella, che non a caso oggi al terzo scrutinio ha incassato la bellezza di 125 voti, ieri il centrodestra aveva presentato una rosa di tre nomi – Letizia Moratti, Marcello Pera, Carlo Nordio – ma c’è qualcosa di più. La carta, finora tenuta coperta, e coltivata dal segretario leghista, Matteo Salvini, di proporre per il Colle, alla quarta votazione in programma domani mattina, l’attuale presidente del Senato, Elisabetta Casellati, non convince lo stesso Conte e neppure i democratici, preoccupati che un possibile blitz in tal senso nell’Aula di Montecitorio possa mettere a repentaglio le sorti della stessa maggioranza e, di conseguenza, dell’esecutivo. Fonti del Nazareno hanno riferito di un lungo incontro tra Letta ed il fondatore di Italia viva, Matteo Renzi, alla Camera. “Un colloquio – hanno aggiunto le medesime fonti in merito all’ipotesi Casellati – per concordare i prossimi passi, con il segretario democratico a confermare che il Pd è contrario ad una candidatura di parte che spacchi la maggioranza. E che farà il possibile per bloccarla”. Dello stesso avviso fonti di Iv, che hanno ribadito il “no a candidature che dividono la maggioranza: Renzi concorda con Letta sulla necessità di evitare nomi che mettano a rischio la coalizione che sostiene il governo”. Leader del Pd che è, infine, tornato alla carica sull’argomento su Twitter: “Proporre la candidatura della seconda carica dello Stato – ha scritto -, insieme all’opposizione, contro i propri alleati di governo, sarebbe un’operazione mai vista nella storia del Quirinale. Assurda e incomprensibile. Rappresenterebbe in sintesi il modo più diretto per far saltare tutto”.

La Lega: “Nessun incontro tra Salvini e Cassese”

Fonti della Lega segnalano che non c’è stato “alcun incontro tra il senatore Matteo Salvini e il giurista Sabino Cassese”. Il riferimento è a quanto scritto da “Il Foglio”, secondo cui Salvini avrebbe visto Cassese nell’abitazione del giudice emerito della Corte costituzionale ed ex ministro del governo Ciampi, in vista dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram