Proteste in Perù contro il neo nominato premier Bellido, “è un terrorista”

guido bellido

Centinaia di peruviani sono scesi in strada per protestare contro il nuovo governo e la nomina del primo ministro Guido Bellido, accolto con dure critiche da opposizione e osservatori internazionali per il suo eccessivo posizionamento ideologico a sinistra. Nella serata di ieri, riferisce il quotidiano “Expreso”, il corteo di manifestanti ha attraversato la capitale Lima con diversi cartelli in cui si definiva il premier come “terrorista” e simpatizzante dello Shining Path, un gruppo ribelle maoista che ha ucciso decine di migliaia di peruviani negli anni ’80 e ’90 nel tentativo di prendere il potere. Fra i partecipanti c’erano molti sostenitori del partito Forza popolare di Keiko Fujimori, che a più riprese si si è scontrato con Castillo.

Ieri il presidente del Perù, Pedro Castillo, ha nominato Pedro Francke e Anibal Torres come ministri dell’Economia e della Giustizia, completando così la prima squadra di governo dal giorno del suo insediamento, il 28 luglio. La loro nomina aiuta a definire il profilo di un Consiglio dei ministri il cui presidente, Guido Bellido, è stato accolto con dure critiche da partiti di opposizione e osservatori internazionali. Francke, docente alla Pontificia università cattolica del Perù, era stato indicato più volte come possibile titolare del ministero dell’Economia, incarico cruciale per le ricorrenti voci su progetti di nazionalizzazione di cui si farebbe artefice Castillo. Il ritardo nella sua nomina, causa di un allarme dei mercati riflesso nel deprezzamento ricordo del sol sul dollaro, sarebbe però stata conseguenza di una serrata trattativa per convincerlo ad aderire al progetto di Castillo. Forte di una esperienza amministrativa e di consulenze presso organismi internazionali, Francke ha accompagnato il presidente nel corso della campagna elettorale e a lui vengono ricondotte le spinte a un programma macroeconomico in continuità con i governi precedenti. Il nuovo ministro della Giustizia e dei diritti umani, l’avvocato Torres, è stato invece parte della squadra legale che ha contestato i ricorsi sui presunti brogli al voto presentati dalla candidata conservatrice, Keiko Fujimori.

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