Presidenziali in Colombia: Ingrid Betancourt si propone come opzione centrista

Íngrid Betancourt

A vent’anni dalla campagna elettorale brutalmente interrotta con il suo sequestro a opera delle ex Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc), Ingrid Betancourt rilancia la sua candidatura alle elezioni presidenziali, in programma il prossimo maggio. In un breve discorso pronunciato ieri, la candidata dalla Coalizione centro speranza (Cce), che riunisce le istanze centriste, ha ufficializzato la sua candidatura, che dovrà essere avallata nelle primarie previste il 13 marzo. “Oggi sono qui per terminare quello che ho iniziato”, ha detto Betancourt nel suo discorso. “Abbiamo avuto solo cattive opzioni, estrema destra ed estrema sinistra, ora è arrivato il momento di avere una buona opzione, l’opzione del centro”.

La pre-candidata del Cce non ha mancato di fare riferimento al suo sequestro. “Porto la Colombia nel mio cuore in un modo diverso, perché la mia vita è stata diversa. È un percorso di dolore, ma anche di speranza e di fede, che è stato vissuto anche da milioni di colombiani che, come me, non si sono arresi”, ha dichiarato. Betancourt fu rapita dalle Farc il 23 febbraio 2002 a San Vicente del Caguán mentre stava facendo campagna elettorale come candidata dei Verdi alle elezioni presidenziali. Fu liberata dalle forze di sicurezza colombiane sei anni e mezzo dopo, il 2 luglio 2008.

In più di un’occasione Betancourt ha accusato gli ex guerriglieri delle Farc, che nel 2016 hanno firmato un accordo di pace con il governo di Bogotà e si sono convertite in un partito politico, di minimizzare i loro crimini nelle dichiarazioni rilasciate alla Giurisdizione speciale per la pace (Jep), il tribunale speciale istituito ad hoc per giudicare i responsabili di crimini commessi durante la guerra. Lo scorso giugno, incontrando i suoi carcerieri, la cittadina franco-colombiana ha accusato gli ex combattenti di avere posto scarsa enfasi sui crimini commessi, pur ribandendo il suo fermo sostegno all’accordo di pace. “Avrei voluto sentirvi parlare col cuore e non con la politica”, ha detto Betancourt parlando dinanzi alla Commissione verità, sottolineando il fatto che durante l’evento, mentre lei e altre vittime stavano piangendo, gli ex guerriglieri avessero “gli occhi asciutti”. “Come colombiani non vogliamo tornare mai più al passato e siamo pronti a ricucire e costruire spalla a spalla un nuovo futuro per tutti”, ha dichiarato.

Secondo un recente sondaggio realizzato dalla società di indagini di mercato colombiana Invamer Gustavo Petro, ex guerrigliero e leader del partito di sinistra Colombia Humana, è in testa nelle intenzioni di voto in vista delle elezioni presidenziali del 29 maggio. Una tendenza che si inserisce in un quadro di crescente polarizzazione del voto in America Latina in favore degli esponenti più radicali dello spettro politico e di una generale difficoltà per i governi in carica a farsi riconfermare. Già sindaco di Bogotà, Gustavo Petro è stato negli anni ’80 membro del gruppo guerrigliero M-19, poi confluito nel partito politico Alianza Democrática M-19. Il leder di sinistra è già stato candidato a due elezioni presidenziali, nel 2010 e nel 2018, quando perse al ballottaggio con il presidente in carica Ivan Duque.

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