Presentato alla Casa del Cinema di Roma “Hotel Sarajevo”, docufilm sull’assedio nel cuore dei Balcani

Diego Zandel, uno degli autori, scrittore e giornalista istriano, ha detto a "Nova" che quando è nato il progetto del documentario nessuno poteva immaginare che la storia avrebbe riproposto a qualche centinaio di chilometri di distanza una tragedia che, sia pure con protagonisti e motivi diversi, ha inquietanti punti di contatto con quanto avvenne nel 1992

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È stato presentato in anteprima a Roma, alla Casa del Cinema, il docufilm “Hotel Sarajevo” che andrà in onda domenica 29 in Speciale Tg1 in seconda serata sulla Rai. A trent’anni da quella che – fino all’invasione russa dell’Ucraina – era considerata l’ultima guerra combattuta in Europa, “Hotel Sarajevo” ripercorre alcune delle vicende cruciali del conflitto nella ex-Jugoslavia, soffermandosi in particolare sull’assedio di Sarajevo e sulla guerra in Bosnia-Erzegovina per raccontare le ferite di uno scontro armato tra comunità che avevano fino ad allora convissuto e che si ritrovarono coinvolte, alternativamente vittime e carnefici, in crimini spietati. Il docufilm, con la regia di Barbara Cupisti, è una produzione Clipper Media e Luce Cinecittà con Rai Cinema. Diego Zandel, uno degli autori di “Hotel Sarajevo”, scrittore e giornalista istriano, ha detto ad Agenzia Nova che quando è nato il progetto del documentario nessuno poteva immaginare che la storia avrebbe riproposto a qualche centinaio di chilometri di distanza una tragedia che, sia pure con protagonisti e motivi diversi, ha inquietanti punti di contatto con quanto avvenne nel 1992.

“Oggi abbiamo visto che non abbiamo imparato assolutamente niente dalla guerra della ex Jugoslavia e di nuovo abbiamo un conflitto nel cuore dell’Europa. Non era una cosa che ci si aspettava, sapendo anche quello che è costato allora. Speravamo che fosse una lezione capace di insegnarci qualcosa per il futuro”, ha osservato Zandel anche se, come ha precisato, i due conflitti sono nati per motivi diversi. “Oggi assistiamo all’aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina, mentre allora c’era un tentativo da parte della Serbia di ‘trattenere’ e mantenere una Jugoslavia che poi si era trasformata nell’idea di una Grande Serbia, tentando di aggiungere tutte le parti di territorio dove c’era della popolazione serba”, ha detto Zandel. Il docufilm parte dall’hotel dove alloggiavano tutte le testate internazionali che documentavano il conflitto in Bosnia. “Siamo partiti da lì per raccontare innanzitutto quello che ha implicato l’assedio di Sarajevo, ma anche fare dell’hotel un protagonista che diventa simbolo della Jugoslavia, quasi come un personaggio a se stante”, ha detto Zandel a proposito dell’opera di cui è co-autore.

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