Pnrr: per Roma e per la Città metropolitana in arrivo oltre 2,6 miliardi

Se il 90 per cento delle richieste avanzate dal Campidoglio e da Città metropolitana è andato a buon fine, un dieci per cento è stato respinto

Per Roma e per la Città metropolitana, considerando gli investimenti provenienti anche da altri enti, arriveranno in tutto 2 miliardi e 619 milioni di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Si tratta di fondi che, declinati nei confini della Capitale, ammontano a un miliardo e 431 milioni per 245 progetti. E se il 90 per cento delle richieste avanzate dal Campidoglio e da Città metropolitana è andato a buon fine, un dieci per cento è stato respinto. A penalizzare Roma, ancora una volta, sono stati i criteri di riferimento che spesso non tengono conto della maggiore densità di popolazione delle città. Il sindaco Roberto Gualtieri oggi, nel corso della commissione speciale Pnrr del Campidoglio, presieduta dal consigliere di Roma futura, Giovanni Caudo, ha fatto un punto della situazione e ha annunciato il rafforzamento della Centrale unica acquisti per velocizzare lo svolgimento delle gare e l’avvio dei cantieri.

“A partire dal novembre 2021 Roma Capitale ha partecipato alla quasi totalità dei bandi a cui eravamo ammissibili, sia come Roma Capitale che come Città metropolitana. Il tasso di successo di Roma Capitale è vicino al 90 per cento. In totale ci sono 245 progetti, per una somma totale di 1 miliardo e 431 milioni gestiti da Roma Capitale. La cifra sale a 2 miliardi e 619 milioni se si aggiungono i bandi di Città metropolitana e altri enti collegati”, ha spiegato Gualtieri. “In alcuni bandi abbiamo riscontrato difficoltà con i criteri di valutazione che erano penalizzanti per le grandi città, in alcuni casi queste criticità sono state superate con un lavoro negoziale, in altri casi sono rimaste – ha aggiunto il sindaco -. Ad esempio nei bandi su asili nido e scuole dell’infanzia, Roma Capitale non ha ottenuto il finanziamento di progetti per circa 15 milioni, in base a un criterio che penalizzava la Capitale e relativo all’incremento dei nuovi posti creati. Un’altra criticità riguarda il bando su parchi e ville storiche, dove dobbiamo constatare l’esclusione di Villa Glori e Villa Celimontana per un importo di 4 milioni, c’erano criteri penalizzanti sugli importi massimi”.

Ma i grandi esclusi, e per cui il sindaco è pronto a dar battaglia, sono quattro impianti per i rifiuti: i due biodigestori che dovranno trattare 120 mila tonnellate annue di scarti organici, a Casal Selce e a Cesano, e due impianti per la selezione di carta e plastica. Progetti per cui Ama, azienda capitolina che gestisce il ciclo dei rifiuti a Roma, aveva richiesto circa 130 milioni di euro. Tuttavia, per esaurimento delle risorse sul capitolo dedicato del Pnrr, Roma si è vista esclusa dal ministero dell’Ambiente. E ora “agiremo in tutte le sedi istituzionali a partire dalla discussione sulla legge di bilancio”, ha detto Gualtieri. “Una incomprensibile e sbagliatissima esclusione, i progetti nella prima fase avevano ricevuto un’ottima valutazione e si erano classificati al 20esimo posto sui 453 progetti totali presentati – ha aggiunto -. Roma ha il 5 per cento della popolazione italiana e il massimo gap impiantistico. I fondi per gli impianti sono andati in misura eccessiva al nord dove ci sono più impianti e sono stati destinati a comuni piccoli al sud. Così non si colma quel gap per cui” c’è una corrispondenza “tra numero di impianti e popolazione. E quindi penso sia giusto battersi per correggere questo errore”.

Infine, per velocizzare la gestione dei fondi, il sindaco ha annunciato oltre 300 assunzioni e il rafforzamento della Centrale unica acquisti del Campidoglio. Saranno assunti 42 funzionari e istruttori amministrativi per il monitoraggio e la rendicontazione; 154 nuovi funzionari tecnici a tempo indeterminato e 115 a tempo determinato; 27 laureati per la gestione dei cantieri. L’amministrazione continuerà ad avvalersi di Invitalia come centrale di committenza per progetti particolarmente complessi e rafforzerà la Centrale unica acquisti del Campidoglio per aggregare e razionalizzare le procedure di affidamento non delegate a Invitalia.