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Patto di stabilità: la presidenza spagnola dell’Ue accelera per un accordo sulla riforma entro domani

Sul tavolo una proposta di compromesso che prevede una riduzione annuale del debito dell'1 per cento del Pil per i Paesi con un debito superiore al 90 per cento

Bruxelles
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

La presidenza spagnola lavora per raggiungere l’accordo sulla riforma del Patto di stabilità entro la fine dell’Ecofin di domani, la riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze europei. È questo il nodo chiave che si cercherà di sbrogliare a Bruxelles nel corso delle prossime ore. Dopo la fine dell’Eurogruppo di oggi, i ministri dell’Economia degli Stati membri sono chiamati a discutere, nel corso di una cena informale dell’Ecofin, per raggiungere l’accordo sulla riforma delle regole della governance economica dell’Unione. Sul tavolo, la proposta di compromesso della presidenza spagnola, che la ministra dell’Economia Nadia Calvino ha definito “equilibrata e nella giusta direzione”. Secondo il testo, all’articolo 6 viene prevista una riduzione annuale del debito dell’1 per cento del Pil per i Paesi con un debito superiore al 90 per cento, mentre si chiede un aggiustamento dello 0,5 per cento del Pil all’anno per gli Stati membri con un debito compreso tra il 60 e il 90 per cento del Pil. La proposta, inoltre, come ha spiegato la ministra spagnola, prevede un “cuscinetto fiscale” per i Paesi con un deficit basso ma un debito elevato, ai quali verrà chiesto di ridurre il proprio deficit per avere un margine dell’1,5 per cento del Pil al di sotto del limite previsto del 3 per cento, in modo da avere spazio fiscale e poter rispondere a eventuali shock economici. Difficile, però, capire quale sarà il punto di caduta del possibile accordo fra i 27 Stati membri e quanto si discosterà dalla proposta della presidenza spagnola o della Commissione europea.


“Credo che raggiungere un accordo sia un segnale di responsabilità, non solo verso i mercati, ma anche nei confronti dell’opinione pubblica”, ha detto il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, al suo arrivo alla riunione dell’Eurogruppo. “Abbiamo bisogno di regole che promuovano sia la stabilità che la crescita. Non abbiamo bisogno di regole di austerità, ma di regole che consentano una graduale riduzione del debito e lascino contemporaneamente spazio per gli investimenti che sono indispensabili per la crescita. Lavoreremo per avere questa soluzione, che è l’equilibrio che era alla base della proposta della Commissione europea”, ha poi aggiunto parlando alla stampa. A presentarsi già avanti nella discussione sono Francia e Germania, con i rispettivi ministri, Christian Lindner e Bruno Le Maire, che negli ultimi due mesi si sono incontrati più volte in un negoziato a due verso una possibile proposta franco-tedesca. La Germania, solitamente più a favore di norme che favoriscono l’austerità, chiede più rigore, mentre la Francia propone una procedura di riduzione del deficit strutturale, per i Paesi sopra alla soglia del 3 per cento del Pil, che dallo 0,5 per cento per quattro anni scenda allo 0,3 per cento, con una flessibilità dello 0,2 per cento garantita da investimenti nei settori green, difesa e digitale. I progressi verso un accordo fra Francia e Germania, ha dichiarato Le Maire sono al 90 per cento, con il 10 per cento di discrepanza che riguarda proprio l’accordo sui piani di rientro dal deficit.

“Abbiamo bisogno di percorsi affidabili per ridurre il rapporto debito/Pil e il deficit. Francia e Germania hanno lavorato intensamente insieme per circa due mesi e abbiamo fatto dei passi avanti, ma ci sono ancora alcune questioni da discutere, soprattutto quella relativa alle procedure per i deficit eccessivi (Edp)”, ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Lindner al suo arrivo a Bruxelles. “Abbiamo bisogno di maggiore ambizione per combattere i deficit eccessivi. Abbiamo fatto passi avanti che ci permettono di pensare a un accordo oggi, ma non sono convinto che sia necessario un cambiamento delle procedure per il deficit eccessivo”, ha poi concluso il ministro tedesco. La distanza di vedute, quindi, si è ridotta, ma potrebbe ancora non essere sufficiente per raggiungere un accordo politico nel corso della notte. “Sappiamo che ci sono ancora differenze tra gli Stati membri sulle regole fiscali. Ma se tutti i Paesi affrontano questo processo in modo costruttivo, credo che queste differenze siano superabili. Quindi penso che sia possibile concludere queste discussioni oggi e domani”, ha dichiarato al suo arrivo a Bruxelles il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis. “Mi auguro che la riunione sia fruttuosa. Abbiamo già avvertito i ministri che sarà una lunga notte. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere un accordo politico in questa riunione dell’Ecofin”, ha invece avvertito Nadia Calvino, ministra dell’Economia della Spagna, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue.

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