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Patto di stabilità, Giorgetti: Meglio il ritorno alle regole precedenti piuttosto che un cattivo accordo

"Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa"

Bruxelles
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Piuttosto che un cattivo accordo è meglio tornare alle regole precedenti del Patto di stabilità. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in un punto stampa a margine della riunione dell’Ecofin di Bruxelles.


Il ministro ha sottolineato che la posizione dell’Italia sulla revisione del Patto di stabilità è rimasta la stessa. “Riteniamo che viviamo circostanze eccezionali e che serva un periodo transitorio per tenere conto di queste circostanze eccezionali, che speriamo non si replichino ancora per molto, e che debbano essere tenute in conto quelle che sono le finalità strategiche che l’Europa si è data in termini di sicurezza, di transizione digitale, energetica e ambientale”, ha detto il ministro.

“Queste grandi finalità politiche richiedono delle regole fiscali coerenti per poterle finanziare, altrimenti rimangono dei nobili principi e auspici, ma senza possibilità concreta di traduzione. Ripeto, le regole fiscali sono un mezzo per realizzare questi fini, non un fine a se stesso”, ha aggiunto. Dal punto di vista italiano, ha poi ribadito, “se nell’accordo trovato la fase transitoria diventasse definitiva, sarebbe logico e coerente con le aspirazioni europee”. L’Italia, ha proseguito, accetterà un pacchetto complessivo, “non si può prendere solo un dettaglio e isolarlo dagli altri, ma considerare l’approccio complessivo”.

L’Italia, ha concluso Giorgetti, “non si lamenta rispetto al fatto che dobbiamo garantire sostenibilità fiscale, lo abbiamo sempre accettato e abbiamo accettato anche delle salvaguardie proposte dalla Germania. Quello che ribadisco è che se giovedì prossimo (al vertice europeo di Bruxelles) i capi di Stato e di governo continuano a mantenere alti gli standard delle ambizioni europee, le regole fiscali europee devono essere adeguate a questo standard di ambizioni”.

 

I progressi fatti nelle discussioni sulla revisione del Patto di stabilità “testimoniano che c’è un riconoscimento del fatto che non siamo in una situazione normale, c’è una guerra in Europa”, ha aggiunto Giorgetti.

“Riteniamo che le nuove regole fiscali devono essere coerenti con gli obiettivi definiti a livello europeo, in particolare con le sfide sul cambiamento climatico e con riferimento particolare alla difesa”, ha concluso Giorgetti.

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