Parlamento: ecco come si costituiscono le commissioni permanenti

L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio, a Montecitorio, per la costituzione degli uffici di presidenza delle 14 commissioni permanenti della diciannovesima legislatura

L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio, a Montecitorio, per la costituzione degli uffici di presidenza delle 14 commissioni permanenti della diciannovesima legislatura. Le commissioni permanenti sono collegi endorganici, composti da un numero di parlamentari incaricati di esaminare una determinata materia o una singola questione, attribuita alla loro competenza dal Regolamento, da una delibera o, in alcuni casi, dalla legge. In base alle decisioni della conferenza dei capigruppo della Camera, l’elezione si terrà oggi in due turni, dalle 14 per quanto riguarda le commissioni dalla prima alla settima (Affari costituzionali, della presidenza del Consiglio e Interni; Giustizia; Affari esteri e comunitari; Difesa; Bilancio, tesoro e programmazione; Finanze; Cultura, scienze e istruzione) e dalle 15:15 per quanto concerne le commissioni dall’ottava alla quattordicesima (Ambiente, territorio e lavori pubblici; Trasporti, poste e telecomunicazioni; Attività produttive, commercio e turismo; Lavoro pubblico e privato; Affari sociali; Agricoltura; Politiche dell’Unione europea).

Contrariamente a quanto avvenuto al Senato, alla Camera non c’è stata alcuna riforma del Regolamento tale da adeguare la composizione delle commissioni all’avvenuta riduzione del numero dei deputati, passati ormai da 630 a 400. I gruppi parlamentari hanno avuto tempo fino alle 17 di oggi per comunicare alla presidenza le designazioni di competenza per ogni commissione. Secondo il Regolamento, ogni deputato fa parte di una sola commissione permanente, salvo il caso in cui sostituisca, per la durata in carica del governo, un altro deputato nominato ministro o sottosegretario. Inoltre, ogni gruppo può, per l’esame di un determinato progetto di legge, sostituire un commissario con altro di diversa commissione, previa comunicazione al presidente della commissione. Le commissioni si costituiscono eleggendo il presidente ed un Ufficio di presidenza che è formato, oltre che dal presidente, da due vicepresidenti e da due segretari. Ufficio di presidenza che, integrato con i rappresentanti dei gruppi parlamentari, predispone il programma ed il calendario dei lavori della commissione, in modo da assicurare l’esame in via prioritaria dei progetti di legge compresi nel programma e nel calendario dei lavori dell’Assemblea. Dalla data della loro costituzione, le commissioni permanenti sono rinnovate ogni biennio e i loro componenti possono essere riconfermati. Nella propria materia di competenza, ciascuna commissione svolge funzioni legislative, conoscitive, di indirizzo e di controllo.

La costituzione degli uffici di presidenza delle commissioni permanenti del Senato, prevista originariamente sempre per oggi, slitta invece a giovedì 10 novembre, secondo due turni, fissati dalla conferenza dei capigruppo rispettivamente alle 10:30 per le prime cinque commissioni ed alle 12 per le restanti cinque. Venerdì scorso 4 novembre, intanto, i gruppi parlamentari di palazzo Madama hanno fatto pervenire alla presidenza le designazioni dei propri rappresentanti appunto nelle commissioni permanenti, nella Giunta delle elezioni e nel Comitato per la legislazione. L’articolo 72 della Costituzione italiana stabilisce che le commissioni siano composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari, ricalcando così in piccolo gli equilibri dell’Aula. Le commissioni permanenti hanno il potere di apportare modifiche a tutti gli atti loro assegnati prima di licenziarli per l’Aula, dove verranno definitivamente approvati o respinti. Ma se l’Assemblea lo decide a maggioranza assoluta, la commissione referente può acquisire anche la funzione redigente, caso in cui all’Aula spetterà solamente la votazione finale sul provvedimento nel suo complesso. Ogni commissione, analogamente a quanto accade a Montecitorio, elegge un presidente ed un Ufficio di presidenza composto, oltre che dal presidente, da due vicepresidenti e da altrettanti segretari, che ricevono anche un’indennità di ruolo per svolgere questa funzione. Di solito il ruolo di relatore viene affidato a chi già ricopre incarichi chiave, che possono essere di tue tipi: istituzionali e politici. Nella prima categoria rientrano i presidenti e vicepresidenti di commissione, nella seconda i capigruppo di Aula e commissione.

In questa diciannovesima legislatura entra in vigore il nuovo Regolamento del Senato, approvato in ragione della riduzione del numero dei senatori, da 315 a 200, che produce conseguenze anche sulle commissioni permanenti di palazzo Madama. Le novità più consistenti riguardano innanzitutto il numero delle commissioni, che scende da 14 a dieci. Alcune sono state accorpate, altre hanno assunto nuove e ulteriori competenze. La prima, la commissione Affari costituzionali, si occuperà delle materie concernenti gli affari della presidenza del Consiglio e dell’Interno, dell’ordinamento generale dello Stato e della Pubblica amministrazione, ma anche dei temi dell’editoria e della digitalizzazione. Nessun cambiamento, invece, sulle materie di cui si occupa la commissione Giustizia, mentre Esteri e Difesa si uniscono in un’unica commissione. Ed ancora, in tema di novità, alle sedute della commissione Politiche dell’Unione europea (la quarta) potranno essere invitati, senza diritto di voto, anche i membri del Parlamento europeo che “potranno formulare osservazioni e proposte con riguardo ai lavori della commissione”. Le commissioni Bilancio e Finanze (quinta e sesta) restano invariate, diversamente dalla settima che cambia denominazione in “Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport”. Ulteriori accorpamenti riguardano le commissioni Ambiente e Lavori pubblici, le commissioni Industria e Agricoltura, nonché le commissioni Lavoro e Sanità.

Altri importanti collegi delle Camere sono le commissioni bicamerali, dove appunto sono rappresentati senatori e deputati. Queste sono istituite per legge e hanno funzioni di inchiesta, vigilanza, controllo, consultive. Tra le bicamerali si ricorda, una su tutte, quella per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi (cosiddetta Vigilanza Rai), che per prassi viene assegnata all’opposizione. Un capitolo a parte è il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Si tratta di un organo bicamerale il cui compito è verificare che le attività del nostro apparato di intelligence si svolgano nel pieno rispetto della Costituzione e delle leggi, oltre che nell’esclusivo interesse del Paese. La legge attribuisce al Copasir ampi poteri di controllo e funzioni consultive. L’organo svolge infatti frequenti audizioni del presidente del Consiglio dei ministri, dell’autorità delegata (se presente), dei ministri, oltre che dei vertici di tutte le Agenzie che compongono il sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Il Copasir può, inoltre, richiedere al presidente del Consiglio l’apertura di inchieste interne e può acquisire documenti sia dal sistema di intelligence che dall’autorità giudiziaria. Sempre la legge stabilisce che la presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica spetta ad un rappresentante dell’opposizione.

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