Parlamentarie del M5s: le reazioni alla “lista ristretta” di Conte

“Uomini e donne che contribuiranno alle nostre battaglie e saranno in prima linea per realizzare la nostra agenda politica e proteggere efficacemente l’interesse dei cittadini”, ha dichiarato il presidente pentastellato

conte

Gli iscritti al Movimento 5 stelle hanno a disposizione ancora una manciata di ore per votare i nominativi che andranno a comporre le liste elettorali del Movimento in vista delle elezioni del 25 settembre. È iniziata infatti questa mattina alle ore 10 e si concluderà questa sera alle 22 la consultazione on line sulle autocandidature, attraverso la quale – ha sottolineato il presidente Giuseppe Conte – verranno individuati “uomini e donne che contribuiranno alle nostre battaglie e saranno in prima linea per realizzare la nostra agenda politica e proteggere efficacemente l’interesse dei cittadini”. “Una grandissima prova di democrazia”, ha scritto su Facebook la vice presidente del Senato e senatrice del Movimento 5 stelle, Paola Taverna, a cui ha fatto eco il presidente della Camera, Roberto Fico, che ha rivolto un “in bocca al lupo” a tutti i candidati. Non mancano, però, le polemiche. A far discutere è infatti la presenza, accanto alle autocandidature pervenute, di una “lista ristretta” di 15 nominativi selezionati direttamente dal presidente pentastellato, che gli iscritti avranno la possibilità di votare. “Non è questione di fedelissimi, sono persone che possono contribuire a realizzare le nostre battaglie”, ha sottolineato Conte. Persone che – ha spiegato – “in ragione dell’esperienza maturata e dei ruoli che hanno ricoperto o ricoprono, assicureranno quella continuità di azione e di esperienza necessaria per affrontare la nuova legislatura.

Tra i nomi presenti nella lista il ministro per le Politiche agricole, Stefano Patuanelli, la ex sindaca di Torino, Chiara Appendino, i capigruppo a Montecitorio e palazzo Madama, Francesco Silvestri e Maria Domenica Castellone, e gli ex Procuratori Antimafia Federico Cafiero de Raho e Roberto Scarpinato. Nella contiana “lista ristretta” anche i quattro vicepresidenti in carica Michele Gubitosa, Riccardo Ricciardi, Alessandra Todde e Mario Turco, l’ex capogruppo Ettore Licheri, l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa, e la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia. Provengono invece dalla società civile il notaio del Movimento Alfonso Colucci, che aveva certificato il voto dello scorso anno poi contestato dal tribunale di Napoli, e il professore universitario Livio De Santoli, che alla Sapienza di Roma insegna “Energy Managment”. La scelta di proporre agli iscritti un “listino” ad opera del presidente è stato visto da vari parlamentari pentastellati come un tentativo, contrario allo spirito della “democrazia diretta”, di assicurare la presenza di alcuni “fedelissimi” anche in uno scenario che vedrà una notevole riduzione del numero dei parlamentari. “I listini bloccati lasciamoli alla Meloni o a Letta”, scrive su Facebook il senatore pentastellato Danilo Toninelli. “Votiamo i nostri portavoce del Movimento 5 stelle, cerchiamoli nei listini liberi e aperti, dove tutti partono dalla stessa linea di partenza”, prosegue Toninelli, sottolineando che “una candidata come Chiara Appendino merita di essere eletta perché ha preso più voti dagli iscritti grazie al suo eccellente lavoro da sindaca, non perché è blindata da una scelta che non ha nulla a che vedere con la democrazia diretta”.

A contestare la lista ristretta di Conte anche la deputata M5s Azzurra Cancelleri, che parla di “regola calata dall’alto” e di “scelta indigesta”. “Io condivido che ci possano essere candidati più o meno validi e con maggiori o minori probabilità di successo. È normale che sia così, come però è normale garantire la democrazia interna mettendo al voto le candidature. Le parlamentarie servono a questo, altrimenti perché farle?”, sottolinea. “Atteggiamenti così ambigui e quasi, mi verrebbe da dire, funambolici – evidenzia – non sono per nulla condivisibili. Se fino a qualche giorno fa la parità tra candidati veniva indicata come lo spirito delle parlamentarie, la regola aurea, d’un tratto diventa sacrificabile in un comma, inserito all’ultimo minuto, lasciando il sapore di una totale indifferenza verso il valore delle singole autocandidature”. “Una regola incomprensibile e, prima ancora, pericolosa – afferma -, che si sostanzia in un atteggiamento elitario che rischia di innescare l’ennesima spaccatura”. Critiche su questo fronte sono arrivate anche dall’ex sindaca di Roma, Virginia Raggi, che qualche giorno fa ha criticato Conte definendo la modalità di composizione delle liste “totalmente avulsa da un procedimento partecipato e trasparente”. Conte ha replicato che non c’è alcuna frizione con Raggi che, secondo il presidente M5s, avrebbe dato “un’interpretazione errata delle regole”. Sui candidati scelti direttamente dal presidente Conte è intervenuto anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: “conosco molti di essi e so che sono persone di valore, che rappresentano i valori del Movimento e della società civile”. “Purtroppo però – ha proseguito Sileri – la riduzione dei consensi per il Movimento che si riscontra nei sondaggi, unita alla diminuzione del numero complessivo dei seggi in Parlamento, faranno sì che per questi candidati sarà molto più difficile entrare in Parlamento”. “Da semplice cittadino quale tornerò ad essere alla fine di questa mia esperienza politica – ha detto ancora – ritengo che al termine della prossima legislatura dovrà esser fatto un bilancio per capire se, a parte il risparmio economico, la riduzione del numero dei parlamentari porterà altri benefici in termini di maggiore efficienza e velocità nel funzionamento del Parlamento”.

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