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Libia: nuovi scontri a Tripoli tra gruppi armati rivali per il controllo del vecchio aeroporto

Il conflitto armato sarebbe scoppiato dopo che i membri del Battaglione 111 si sarebbero rifiutati di cedere la gestione dell'aeroporto per poter effettuare lavori di manutenzione

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È tornata la calma nei pressi dell’aeroporto internazionale a Tripoli, dopo i violenti scontri con armi pesanti e medie scoppiati nella capitale libica ieri sera tra milizie armate. Gli scontri si sono verificati nell’area di Qasr bin Ghashir tra le Forze speciali di deterrenza (Rada), guidate da Abd al Raouf Kara,– tecnicamente affiliata al Consiglio di presidenza – e un gruppo affiliato alla Brigata 111 (ex 301esimo battaglione, una delle brigate di Misurata), guidato da Abd al Salam al Zoubi, che si è recentemente riposizionata nei pressi dell’aeroporto. Il conflitto armato sarebbe scoppiato dopo che i membri del Battaglione 111 si sarebbero rifiutati di cedere la gestione dell’aeroporto per poter effettuare lavori di manutenzione. Una fonte della sicurezza ha riferito ad “Asharq” che un drone è partito dall’aeroporto di Mitiga – controllato da Rada – verso l’area di Qasr Bin Ghashir, mentre una fonte militare ha affermato che un convoglio appartenente alla Brigata 444 si sarebbe diretto verso il luogo degli scontri con l’obiettivo di fermare i disordini.


L’aeroporto internazionale di Tripoli è fuori servizio dal 2014, quando le milizie nella regione occidentale hanno lanciato la loro operazione denominata “L’alba della Libia”, che ha portato alla completa distruzione delle sue strutture. Il nuovo episodio di violenza nella capitale libica ha posto davanti “vecchi contendenti” e ha mostrato l’ennesima posizione di forza dei vari contendenti. La Brigata 111 “guidata da Zoubi ha svolto un grande ruolo contro gli sforzi dei gruppi legati a Bashagha – il premier del Governo di stabilità nazionale (Gsn) – per prendere d’assalto di Tripoli il 27 agosto 2022”, ha dichiarato ad “Agenzia Nova” Jalel Harchaoui, Associate fellow at the Royal United Services Institute, ricordando l’affiliazione tra Zoubi e il primo ministro del Governo di unità nazionale (Gun), Abdulhamid Dabaiba, che mal sopporta la forza Rada, sostenuta dai turchi. Lo scontro, secondo l’esperto, è scaturito dal momento che “Zoubi ha avviato il processo per controllare l’aeroporto, ma Rada lo trova inaccettabile, perché comprende il valore strategico di controllare un aeroporto”, ha puntualizzato Harchaoui. La nuova frizione giunge mentre si sono svolte le riunioni del comitato militare 5+5 a inizio settimana e i vari attori internazionali, tra cui anche l’Italia, si stanno adoperando per assicurare la stabilità della Libia, attraverso le elezioni.

L’inviato delle Nazioni Uniti in Libia, Abdoulaye Bathily, ha esortato il Comitato militare congiunto 5+5 a “continuare a lavorare per l’attuazione di tutte le disposizioni dell’accordo di cessate il fuoco”, sottolineando l’importanza del percorso di sicurezza al fine di “creare un ambiente politico favorevole”. Secondo un comunicato pubblicato dalla Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil) a inizio settimana, al termine del primo giorno della riunione a Sirte, nella Libia centro-settentrionale, tra Bathily, e i membri del Comitato militare 5+5, organismo composto da cinque alti ufficiali del governo di Tripoli e altrettanti dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar, Bathily ha ritenuto che la partecipazione di osservatori libici e delle Nazioni Unite “aumenterà la fiducia tra le due parti e ci darà l’opportunità di andare avanti a livello di addestramento e attivare il meccanismo libico per monitorare il cessate il fuoco”. L’inviato Onu ha elogiato i piani del Comitato militare congiunto 5+5 per “coinvolgere i leader delle formazioni armate negli sforzi per favorire una pace e una stabilità sostenibili”. Secondo la missione, durante il primo giorno della riunione del Comitato militare, sono state affrontate una serie di questioni, tra cui l’avanzamento nell’attivazione del meccanismo libico per monitorare il cessate il fuoco e il ritiro di mercenari e combattenti stranieri. Il Comitato militare ha inoltre tenuto un’ampia discussione sui modi per coinvolgere le formazioni armate con l’obiettivo di creare un ambiente favorevole alla pace e alla sicurezza sostenibili in Libia.

Uno spiraglio verso un passo in avanti è arrivato durante un’intervista all’emittente televisiva “Cairo News” del presidente del parlamento con sede a Tobruk, in Cirenaica, Aguila Saleh. È possibile tenere le prossime elezioni in Libia entro il prossimo novembre, ha affermato. Secondo Saleh, l’attuale disaccordo sul documento costituzionale riguarda la candidatura dei militari e la doppia nazionalità, due punti sui quali la commissione incaricata farà convergenza di opinioni. Saleh ha fatto sapere che c’è una convergenza sul disegno di legge elettorale, ad eccezione di due articoli. Il progetto verrà deferito alla Camera dei deputati e all’Alto consiglio di Stato per intraprendere le azioni necessarie secondo il loro sistema. Per Saleh la base giuridica della costituzione in Libia è la dichiarazione costituzionale sulla base della quale si sono svolte le elezioni della Conferenza nazionale, della Commissione costituzionale e della Camera dei rappresentanti. Secondo il presidente del parlamento di Tobruk, ciò che ostacola le elezioni in Libia sono le ingerenze esterne ma ora c’è un grande riavvicinamento tra i libici e nel prossimo periodo si sarebbe raggiunto un accordo sul corretto percorso costituzionale. Il presidente del parlamento ha anche chiesto che l’inviato delle Nazioni Unite non propenda per nessuna parte o proponga nuove idee, ma piuttosto rispetti la dichiarazione costituzionale.

Il riavvicinamento tra la Camera dei rappresentanti libica di Tobruk e l’Alto consiglio di Stato – il “Senato” libico – è al momento “solo verbale”, ha dichiarato il presidente della Camera dei rappresentanti libica di Tobruk, Aguila Saleh, durante una seduta del parlamento nel capoluogo della Cirenaica, Bengasi. Nel suo discorso, Saleh ha negato che il suo accordo con il presidente dell’Alto consiglio di Stato, Khaled al Mishri, abbia prodotto qualche risultato. Per Saleh il parlamento è ad oggi l’unico organo legislativo della Libia, osservando che l’Alto consiglio di Stato ha competenze “consultive”. Durante il suo discorso, Saleh ha affermato che il parlamento dovrà prendere alcune decisioni coraggiose, senza attendere il benestare del cosiddetto “Senato”.

Lo scorso 17 gennaio, poi, il capo dell’agenzia d’intelligence turca, Hakan Fidan, ha incontrato il primo ministro del Gun Dabaiba dopo aver incontrato in Sudan i leader della giunta militare, con cui ha discusso della condivisione di informazioni e altre questioni di mutuo interesse. Secondo quanto riferito dall’emittente statale sudanese “Sudan Tv”, Fidan ha incontrato separatamente il capo del Consiglio sovrano, Abdel Fattah al Burhan, e il suo vice Mohammed Hamdan Dagalo (Hemeti), manifestando il sostegno della Turchia all’accordo quadro che i vertici militari hanno firmato lo scorso 5 dicembre con alcuni gruppi di opposizione per garantire una transizione ordinata verso un governo a guida civile. L’incontro tra Fidan e Dabaiba, invece, si è tenuto dopo che la Corte d’appello di Tripoli, la scorsa settimana, ha sospeso l’attuazione del memorandum d’intesa libico-turco su petrolio e gas firmato il 3 ottobre 2022. Secondo l’emittente televisiva panaraba “Al Arabiya”, di proprietà saudita e con sede negli Emirati Arabi Uniti, cinque avvocati avevano presentato ricorso presso la Corte d’Appello contro l’intesa firmata dal Governo di unità nazionale con la Turchia in materia di esplorazione petrolifera. Secondo l’accusa, il governo del premier Dabaiba non avrebbe il potere di concludere accordi internazionali, osservando che il documento firmato con la Turchia “è stato chiamato memorandum d’intesa, ma è un accordo petrolifero completo e ampio”. Per i ricorrenti “l’accordo viola diverse disposizioni della legge sul petrolio, in particolare la mancanza di esperienza delle compagnie turche in questo campo”. Inoltre, gli avvocati contestano anche la clausola di riservatezza della conseguente collaborazione inserita nell’accordo, che costituirebbe una violazione della legge dell’Audit Bureau.

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