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Nuove restrizioni anti Covid, il governo attende i dati epidemiologici per decidere

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Il governo prende tempo e rinvia le decisione sulle nuove restrizioni anti Covid a venerdì, con in mano i nuovi dati epidemiologici. Ieri, la riunione a Palazzo Chigi della cabina di regia tra esecutivo e Comitato tecnico scientifico, non ha sciolto i dubbi del presidente del Consiglio Mario Draghi. Si deciderà venerdì in Consiglio dei ministri che dovrebbe approvare un decreto legge con le nuove restrizioni. E mentre sindaci e governatori si portano avanti con divieti a livello locale, nel pomeriggio ci sarà l’ennesimo incontro fra governo e Regioni sulla nuova stretta anti Covid e sul piano vaccini. Il ministero alla Salute presenterà alle Regioni la nuova versione del piano strategico vaccinale, con le nuove categorie che saranno sottoposte alle vaccinazioni, completando in parallelo quelle in corso e avviando quelle per età a partire dai 79anni in giù. Prevista anche la possibilità di vaccinare all’interno dei posti di lavoro e priorità anche per i caregiver dei disabili gravi.


Le misure al vaglio del governo

Il governo dovrà decidere a stretto giro sulle restrizioni proposte dal Comitato tecnico-scientifico (Cts) per poter, già dal prossimo fine settimana, adottare le nuove misure. Gli esperti chiedono di valutare delle chiusure nei weekend, festivi e prefestivi come a Natale, delle misure di contenimento rafforzate anche nelle regioni in fascia di rischio gialla, e zone rosse mirate come avvenuto durante la prima fase della pandemia nella città di Codogno. Su queste indicazioni il governo si appresta a rimodulare le misure di contenimento della pandemia, intervenendo con delle modifiche nell’ultimo Dpcm, in questa fase in cui tutti gli indicatori ne mostrano una ripresa. Sembra però escluso al momento un lockdown nazionale, ipotesi che aveva già creato qualche divisione nella maggioranza. “Io credo siano probabili nuove restrizioni e credo siano opportune in tempi stretti”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, alla trasmissione “Accordi e Disaccordi” sul canale Nove. E sui vaccini ha spiegato: “Aspettiamo qualcosa che è intorno a 50 milioni di dosi per il secondo trimestre e si può arrivare fino a 80 milioni di dosi nel terzo trimestre”.

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