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Nord Stream 2: Amos Hochstein potrebbe essere l’inviato speciale Usa

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Potrebbe essere Amos Hochstein l’inviato speciale degli Stati Uniti per il gasdotto Nord Stream 2, in fase di completamento tra Russia e Germania attraverso il Mar Baltico. A fornire l’anticipazione è “Politico”, secondo cui sarebbero in corso colloqui tra l’amministrazione Biden e Hochsteir per la nomina. Fino alla fine del 2020, Hochstein è stato consigliere di amministrazione del gruppo per l’energia ucraino Naftogaz, nonché vicepresidente di Tellurian, società del Texas attiva nell’esportazione di gas naturale liquefatto (Gnl). Dal 2014 al 2017, Hochstein ha ricoperto l’incarico di inviato speciale degli Stati Uniti per gli Affari internazionali in materia di energia. Gli Usa sono contrari al completamento del Nord Stream 2, contro cui hanno già attuato sanzioni. Per Washington, infatti, il gasdotto rappresenta uno strumento del Cremlino con cui la Russia intende accrescere la propria influenza in Europa, sfruttando la dipendenza dell’Ue dalle importazioni di energia. Le indiscrezioni che circolano da alcuni giorni sulla nomina di un inviato speciale degli Stati Uniti per il Nord Stream 2 hanno riscosso il parere negativo di Mosca, tanto che il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, nei giorni scorsi ha dichiarato che sarà una persona incaricata di “inviare delle minacce”.


Da Berlino, intanto, giungono le parole del portavoce dell’ambasciata degli Usa a Berlino, Joseph Giordono-Scholz, che, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano “Der Tagesspiegel”, afferma che gli Stati Uniti sono determinati a “utilizzare tutte le leve disponibili per impedire il completamento del Nord Stream 2. Il funzionario ha aggiunto che, per gli Stati Uniti, qualsiasi impresa coinvolta nel progetto del Nord Stream 2 “rischia” di essere sottoposta a sanzioni Secondo Giordono-Scholz, il gasdotto nel Baltico è “un progetto geopolitico della Russia, che minaccia la sicurezza energetica dell’Europa tanto quanto quella dell’Ucraina e dei partner orientali della Nato”. Questo giudizio, ha evidenziato il portavoce dell’ambasciata degli Stati Uniti a Berlino, è “condiviso da alcuni dei nostri partner europei e anche da alcune autorevoli voci in Germania”.

La Germania, parte interessata nella realizzazione dell’infrastruttura energetica, sta valutando delle soluzioni alternative per impedire che gli Stati Uniti attuino ulteriori sanzioni contro il gasdotto Nord Stream 2. Il governo tedesco avrebbe offerto all’amministrazione degli Usa di investire notevolmente nello sviluppo dell’idrogeno in Ucraina. L’obiettivo è facilitare l’ingresso del Paese nell’era delle energie pulite, così da disancorarlo dal transito del gas russo sul proprio territorio, importante fonte di entrate per Kiev. Tuttavia, come riferisce il quotidiano “Der Tagesspiegel”, i movimenti di truppe della Russia al confine con l’Ucraina ostacolano la proposta che la Germania avrebbe presentato agli Usa.

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