Nigeria: maxi evasione da un carcere, ricercati quasi 2 mila detenuti

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Oltre 1.800 detenuti sono evasi nella notte da un carcere di Owerri, nello Stato sud-orientale della Nigeria di Imo, dopo un attacco armato che è stato attribuito dalle autorità dai combattenti del Gruppo indigeno dei Biafra (Ipob). Lo riferiscono i media locali.

L’attacco, non rivendicato, è stato confermato dal capo della polizia della Nigeria in un comunicato, secondo il quale è avvenuto intorno alle 2 della scorsa notte: gli aggressori sono “giunti in gran numero, con armi sofisticate” e sarebbero secondo la polizia “membri dell’Ipob”, il gruppo indipendentista che chiede la secessione della regione nigeriana sud-orientale. In precedenza il presidente Muhammadu Buhari aveva denunciato “un atto di terrorismo” e attribuito questo attacco ad “anarchici” e “criminali”, senza fornire ulteriori dettagli.

I funzionari della prigione hanno poi confermato la fuga di oltre 1.800 detenuti dal carcere e hanno dettagliato l’attacco: intorno alle 2 del mattino, uomini armati sono arrivati ​​in gran numero a bordo di pick-up e hanno usato esplosivi per entrare nella prigione, dove hanno attaccato il personale di sicurezza presente. Secondo il comunicato si sono verificati violenti scontri a fuoco, mentre gli aggressori hanno anche attaccato il quartier generale della polizia di Owerri, dove sono stati respinti prima che potessero raggiungere l’armeria. Nella serata di ieri, il portavoce del movimento Ipob ha negato di essere dietro gli attacchi. Il gruppo indipendentista ha recentemente pubblicato dei video di addestramento per una nuova milizia chiamata “Rete di sicurezza orientale”. I suoi membri sono nel mirino delle autoritĂ .

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