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Niger: la giunta intende mettere fine agli accordi di difesa e sicurezza con l’Unione europea

La giunta ha inoltre dichiarato di ritirare il "consenso concesso per il dispiegamento di una missione di partenariato militare dell’Ue” in Niger nota come “Eumpm”

Niamey
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Il Niger metterà fine all’accordo di partenariato militare concluso con l’Unione europea e alla missione civile europea Eucap Sahel Niger, attiva dal 2012. Lo hanno dichiarato i militari della giunta che hanno preso il potere a Niamey con il colpo di Stato del 26 luglio scorso. In un comunicato stampa del ministero degli Esteri, i militari affermano di voler revocare l’accordo stipulato dallo Stato del Niger con l’Unione europea relativo alla missione civile europea “Eucap Sahel Niger”, per cui lavorano 120 dipendenti a sostegno delle forze di sicurezza e delle autorità nigerine. La giunta ha inoltre dichiarato di ritirare il “consenso concesso per il dispiegamento di una missione di partenariato militare dell’Ue” in Niger nota come “Eumpm”. Questa missione è stata lanciata a febbraio scorso “su richiesta delle autorità nigerine” per “sostenere il Paese nella lotta contro i gruppi terroristici armati”, si legge sul sito del Consiglio dell’Unione europea. La giunta annuncia inoltre che “decide di ritirare i privilegi e le immunità concesse” nel quadro di questa missione, senza fornire ulteriori dettagli. Dopo la deposizione del presidente Mohamed Bazoum l’esercito ha tagliato le relazioni con i partner occidentali del Paese, in primis la Francia, ed è entrata nell’orbita russa. Proprio oggi, in occasione della visita a Niamey del viceministro della Difesa russo Junus-bek Yevkurov, i militari hanno concluso con Mosca un accordo che prevede il rafforzamento della cooperazione militare fra i due Paesi. A Niamey Yevkurov è stato ricevuto dal ministro della Difesa nigerino Salifou Modi e dal leader della giunta Omar Tchiani, in una visita che segue la tappa in Mali e in Libia ed è la prima visita di un membro del governo di Mosca in Niger dallo scorso luglio, quando si è consumato il colpo di Stato.


Dopo il golpe di luglio e la successiva espulsione delle unità militari e diplomatiche francesi dal Niger, la giunta di Niamey ha concluso con i governi golpisti di Mali e Burkina Faso una coalizione militare, nota come Alleanza degli Stati del Sahel (Aes). Creata ufficialmente lo scorso 16 settembre, l’intesa ha visto la scorsa settimana incontrarsi i ministri degli Esteri dei tre Paesi – il nigerino Bakary Yaou Sangaré, il maliano Abdoulaye Diop, la burkinabé Olivia Raggnaghnèwendé Rouamba – per dare a questa alleanza una dimensione politica e diplomatica. Le parti, si legge in un comunicato del ministero degli Esteri maliano, stanno lavorando all’adozione di protocolli aggiuntivi, all’istituzione di organi istituzionali e giuridici dell’Alleanza e alla “definizione delle misure politiche e del coordinamento diplomatico”. Inizialmente l’Aes è nata come un patto di difesa tra Mali, Niger e Burkina Faso, che hanno deciso di unire le loro risorse militari per combattere gruppi ribelli o jihadisti. Tuttavia, riferisce l’emittente “Rfi”, i tre Paesi vogliono andare oltre e fondare una vera unione economica e politica.

I governi dei tre Paesi saheliani hanno annunciato l’intenzione di rafforzare i loro scambi commerciali, di realizzare insieme progetti energetici e industriali, di creare una banca di investimenti e persino una compagnia aerea comune. Finora, però, non è stata fissata alcuna scadenza per gli ambiziosi progetti. Tutti e tre i Paesi saheliani sono stati sospesi dagli organismi della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (Cedeao) dopo i rispettivi colpi di Stato militari che hanno portato al potere giunte militari ostili alla Francia e alle potenze occidentali e vicine alla Russia. Il Niger è inoltre ancora sottoposto alle sanzioni economiche della Cedeao contro le quali Niamey ha avviato un procedimento legale, la cui decisione è stata rinviata. In questo contesto, la formalizzazione dell’Alleanza degli Stati del Sahel assomiglia molto alla creazione di un’alternativa alla Cedeao, e sul piano militare ad un’embrionale “Nato” africana.

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