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Netanyahu: “Previsto un incontro con le famiglie degli ostaggi, non ignoriamo le loro richieste”

Il premier israeliano ha affermato che gli sforzi del Paese per liberare altri ostaggi da Gaza vengono compiuti attraverso la campagna militare

Gerusalemme
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Un incontro tra il gabinetto di guerra di Israele e le famiglie degli ostaggi detenuti dal movimento islamista palestinese Hamas nella Striscia di Gaza è stato fissato per mercoledì, 6 dicembre. Lo si apprende da un comunicato di oggi dell’ufficio del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, che ha negato le accuse delle famiglie degli ostaggi, secondo cui il gabinetto di guerra ne starebbe ignorando le richieste. “A causa dell’appello delle famiglie, si sta valutando la possibilità di anticipare” l’incontro, ha aggiunto l’ufficio del premier. In precedenza, questa mattina, le famiglie delle persone trattenute da Hamas a Gaza hanno rilasciato una dichiarazione, spiegando di aver chiesto di incontrare i membri del gabinetto di guerra, ma di aver ricevuto risposte poco chiare dalla coalizione.


Sabato scorso, 2 dicembre, il Forum delle famiglie degli ostaggi e dei dispersi di Israele aveva richiesto un incontro con il gabinetto di guerra per ricevere un aggiornamento dopo la fine della tregua e la ripresa dei combattimenti nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dal quotidiano “Times of Israel”, l’organizzazione intendeva chiedere informazioni sulla situazione e su come il governo volesse operare per ottenere la restituzione degli ostaggi. Ieri, inoltre, Netanyahu aveva affermato che gli sforzi del Paese per liberare altri ostaggi da Gaza vengono compiuti attraverso la campagna militare. La dichiarazione era arrivata al termine della riunione del partito del premier Likud. “Stiamo continuando a parlare con il nostro nemico per continuare a liberare ostaggi, e parliamo con il fuoco”, aveva affermato Netanyahu, aggiungendo che il gabinetto di guerra sta agendo “rapidamente ma non in modo avventato” nelle sue decisioni sui combattimenti, e che l’attenzione rimane concentrata sia sul fronte meridionale che su quello settentrionale.

Delle circa 240 persone rapite il 7 ottobre scorso, giorno dell’inizio della guerra tra Hamas e Israele, almeno 105 sono state liberate dal gruppo islamista nel corso della tregua di sette giorni interrotta la mattina di venerdì, 1 dicembre. La liberazione degli ostaggi da parte di Hamas è avvenuta in cambio del rilascio di Israele di oltre 200 detenuti palestinesi e dell’aumento delle spedizioni di aiuti umanitari a Gaza. Dopo la tregua, le autorità israeliane hanno dichiarato che 137 ostaggi sono ancora nelle mani di Hamas nell’exclave palestinese, informazione non confermata dal gruppo islamista. Da parte sua, Israele ha rilasciato 240 prigionieri e detenuti palestinesi durante i sette giorni di cessate il fuoco, Israele ha rilasciato 240 prigionieri e detenuti palestinesi.

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