Nato: Ucraina, Cina e Balcani al centro dei lavori della ministeriale di Bucarest

Il segretario generale Stoltenberg ha dichiarato che “il continuo sostegno militare all'Ucraina è essenziale, in particolare nella fornitura di ulteriori difese aeree”

Il sostegno all’Ucraina, anche con l’invio di armi, la stabilità dei Balcani occidentali e i rapporti con la Cina sono alcuni dei temi affrontati nella seconda giornata che a Bucarest ha visto riuniti i ministri degli Esteri dei Paesi membri della Nato. I lavori hanno previsto anche la partecipazione dei capi delle diplomazie di Finlandia e Svezia, Paesi invitati ad aderire all’organizzazione, e un incontro con i capi delle diplomazie di Moldova, Georgia e Bosnia Erzegovina, invitati in veste di Paesi partner. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso della conferenza stampa conclusiva ha dichiarato che “il continuo sostegno militare all’Ucraina è essenziale, in particolare nella fornitura di in ulteriori difese aeree”. Stoltenberg ha detto di accogliere con favore “i nuovi impegni assunti dagli alleati” e ha annunciato ulteriori contributi al Pacchetto di assistenza globale a Kiev, che comprendono carburante e generatori. In apertura dei lavori il segretario generale ha invece promesso “più sostegno” a Bosnia Erzegovina, Georgia e Moldova, partner “colpiti dalle pressioni russe” secondo le parole di Stoltenberg.

“La Nato e gli alleati hanno fornito sostegno a questi tre partner per molti anni, anche attraverso il rafforzamento delle loro capacità e la formazione per le loro istituzioni di difesa e sicurezza”, ha detto il segretario generale dell’Alleanza. “Oggi, questi partner sono colpiti dalla pressione russa. Gli alleati della Nato sono impegnati ad aumentare il loro sostegno. Questo incontro è un’opportunità per discutere alcune delle nostre preoccupazioni comuni, in particolare nella regione strategicamente importante del Mar Nero e dei Balcani occidentali”, ha affermato il capo della Nato. Il sostegno all’Ucraina è stato evidenziato anche dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, secondo il quale dalla ministeriale Nato è emerso un sostegno “forte, risoluto e determinato” all’Ucraina. “Il presidente (russo Vladimir) Putin non sta riuscendo a sconfiggere l’Ucraina sul piano militare e, dunque, sta proseguendo la sua guerra contro i civili, cercando di distruggere l’infrastruttura energetica dell’Ucraina, di mettere fuori uso elettricità, riscaldamento e forniture idriche”, ha detto Blinken al termine di un incontro con il ministro ucraino degli Esteri, Dmytro Kuleba.

Un altro dossier affrontato dai capi delle diplomazie dell’Alleanza è stato quello della Cina, che per Stoltenberg non viene vista come un avversario. “Continueremo a impegnarci con loro quando sarà nel nostro interesse. Anche per comunicare la nostra posizione unitaria sulla guerra illegale della Russia in Ucraina”, ha detto Stoltenberg. I ministri degli Esteri della Nato “hanno preso in considerazione gli ambiziosi sviluppi militari della Cina, i suoi progressi tecnologici e le sue crescenti attività cibernetiche e ibride”, ha proseguito il segretario generale dell’Alleanza. “La guerra in Ucraina ha dimostrato la nostra pericolosa dipendenza dal gas russo. Ciò dovrebbe indurci a valutare anche le nostre dipendenze da altri regimi autoritari, non ultima la Cina”, ha aggiunto. “Continueremo a commerciare e a impegnarci economicamente con la Cina. Ma dobbiamo essere consapevoli delle nostre dipendenze, ridurre le nostre vulnerabilità e gestire i rischi”, ha concluso. Non poteva infine mancare il dossier dedicato ai Balcani occidentali e alla loro stabilità. Un tema, questo, che vede l’Italia impegnata in prima linea come ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Per quanto riguarda i Balcani vogliamo essere sempre più presenti, vogliamo far sì che i Balcani siano stabili”, ha detto il titolare della Farnesina in un punto stampa a margine dei lavori. “Ho raccontato (al vertice odierno a Bucarest) della missione che ho avuto anche con il ministro (della Difesa) Crosetto in Serbia e in Kosovo e la visita alla missione della Nato, che è guidata da un ufficiale italiano”, ha spiegato Tajani. Il ministro ha infine annunciato l’organizzazione di un vertice a Roma sui Balcani, con la partecipazione dei ministri degli Esteri della regione. Più in generale, secondo Tajani, la Nato deve essere uno strumento per vigilare attentamente sulla pace e la stabilità. Il titolare della Farnesina ha spiegato che immigrazione e lotta al terrorismo sono stati altri temi affrontati nella riunione, come pure quello della sicurezza cibernetica. “Ci sono azioni a volte ostili, a volte di intelligence nei confronti della Nato, dell’Europa. Noi vogliamo rafforzare la nostra sicurezza, lo facciamo anche in Italia e lo faremo in maniera determinata anche alla Farnesina”, ha detto Tajani.

La due giorni di Bucarest ha visto già ieri la firma di una Dichiarazione congiunta dei ministri dell’Alleanza. Il documento sottolinea che la Russia è l’unica responsabile della guerra in Ucraina e che l’aggressione militare “ha danneggiato l’approvvigionamento alimentare di tutto il mondo e messo in pericolo i Paesi e i popoli più vulnerabili”. I ministri degli Esteri parlano anche dell’atteggiamento “crudele” della Russia in Ucraina, con deportazioni forzate, torture e “comportamenti barbari” nei confronti di donne e bambini. I ministri degli Affari esteri hanno accolto con favore, nella Dichiarazione congiunta, la partecipazione alla riunione del capo della diplomazia ucraina, Dmytro Kuleba, impegnandosi a non riconoscere i territori annessi dalla Federazione Russa. Allo stesso modo, i ministri degli Esteri dei Paesi Nato hanno ribadito gli impegni presi al vertice della Nato svoltosi 14 anni fa sempre nella capitale della Romania, tra cui la “politica della porta aperta”.

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