Nagorno-Karabakh: continuano i combattimenti, Erevan chiede rafforzamento contingente russo

Secondo una nota del ministero della Difesa russo, le Forze armate dell'Azerbaigian sono entrate in un'area di responsabilità del contingente di peacekeeping russo

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Le autorità di Stepanakert, capoluogo dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, hanno accusato le Forze armate azerbaigiane di aver effettuato degli attacchi per provare ad occupare ulteriori territori nella regione contesa. Le Forze armate azerbaigiana avrebbero in particolare sferrato degli attacchi in un’area dove il controllo della sicurezza è affidato ai peacekeeper russi nei pressi della località di Karaglukh. Secondo quanto riferisce una nota dell’esercito dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, i soldati “stanno prendendo le misure necessarie per fermare l’avanzata del nemico” e stanno lavorando con i peacekeeper russi di stanza nella regione per far cessare le ostilità. Il ministro di stato dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, Artak Beglaryan, ha parlato di un attacco “senza successo” da parte azerbaigiana. Il ministero della Difesa di Baku ha intanto parlato di un tentativo di attacco da parte armena su una delle postazioni lungo la linea del fronte che sarebbe stato respinto. Le tensioni nel Nagorno-Karabakh sono riprese da giovedì dopo che le Forze armate azerbaigiane avrebbero riconquistato il villaggio di Askeran cercando di avanzare ulteriormente verso ovest. Tre soldati armeni sono rimasti uccisi ieri, mentre diversi altri sono stati feriti. Il ministero degli Esteri di Erevan ha invitato oggi la comunità internazionale a compiere passi “concreti e mirati” per prevenire i tentativi di destabilizzazione nel Caucaso meridionale. Erevan ha aggiunto di aspettarsi un rafforzamento del contingente russo nel Nagorno-Karabakh al fine di far tornare la situazione alla normalità.

Ministero Difesa Mosca: “L’Azerbaigian ha violato gli accordi sul cessate il fuoco”

Le Forze armate dell’Azerbaigian sono entrate in un’area di responsabilità del contingente di peacekeeping russo nel Nagorno-Karabakh, conducendo quattro attacchi con droni Bayraktar TB-2 nei pressi del villaggio di Parukh. È quanto riferisce una nota del ministero della Difesa russo, secondo cui la missione di peacekeeping sta prendendo misure per impedire l’aggravarsi della situazione. “Un appello è stato inviato alla parte azerbaigiana per il ritiro delle truppe”, si legge nella nota del ministero della Difesa russo. Secondo il dicastero russo, anche nei giorni scorsi le Forze armate azerbaigiane hanno condotto degli attacchi “in violazione” dell’accordo tripartito (Russia, Azerbaigian e Armenia) del 9 novembre 2020. Le autorità di Stepanakert, capoluogo dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, hanno accusato le Forze armate azerbaigiane di aver effettuato degli attacchi per provare ad occupare ulteriori territori nella regione contesa. Le Forze armate azerbaigiana avrebbero in particolare sferrato degli attacchi in un’area dove il controllo della sicurezza è affidato ai peacekeeper russi nei pressi della località di Karaglukh. Secondo quanto riferisce una nota dell’esercito dell’autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh, i soldati “stanno prendendo le misure necessarie per fermare l’avanzata del nemico” e stanno lavorando con i peacekeeper russi di stanza nella regione per far cessare le ostilità.

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