Mosca: “Circa 10 mila volontari pronti a combattere in Ucraina senza attendere la convocazione”

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato ieri il primo decreto di mobilitazione parziale del Paese dalla Seconda guerra mondiale

Russia -

Circa 10 mila cittadini russi si sono offerti volontari per prendere parte alla “operazione militare speciale” in Ucraina senza aspettare di ricevere le loro convocazioni nell’ambito della mobilitazione parziale annunciata. Lo riferisce lo Stato maggiore della Difesa russa, secondo quanto riportato dai media di Mosca. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha firmato ieri il primo decreto di mobilitazione parziale del Paese dalla Seconda guerra mondiale. Il ministro della Difesa, Sergej Shoigu, ha detto che Mosca punta a reclutare 300 mila riservisti con esperienza militare.

Fuga da Mosca e proteste in 38 cittĂ 

Le forze dell’ordine russe hanno fermato 1.311 persone ieri sera durante le proteste proclamate in seguito all’annuncio della mobilitazione parziale del presidente, Vladimir Putin. Secondo quanto riferisce l’organizzazione non governativa Ovd, le proteste si sono svolte in 38 città russe e sono durate sino a tarda notte.

Allo stato attuale sono esauriti i biglietti aerei da Mosca a Erevan, Istanbul e Baku, almeno fino a venerdì. Lo riferisce l’agenzia di stampa “Rbc“, secondo cui le tre tratte, le piĂą rapide per uscire dal Paese e sfuggire alla coscrizione nell’esercito russo, offrono dei posti disponibili solo da venerdì, ma a un costo di circa mille dollari. La carenza di voli riguarda anche altri Paesi vicini alla Russia. Le autoritĂ  della Finlandia registrano un intensificarsi del traffico alla frontiera orientale del Paese nel corso delle ultime ore. Come ha reso noto il direttore per gli affari internazionali della Guardia di frontiera finlandese, Matti Pitkanniitty, la situazione al confine con la Russia resta “sotto controllo”. “Nella giornata di ieri sono arrivati in Finlandia 4.824 cittadini russi dal confine orientale, mentre il mercoledì prima erano 3.133. I numeri di ieri sono comunque piĂą bassi di quelli di un normale fine settimana”, ha scritto Pitkanniitty su Twitter.

La decisione di dichiarare la mobilitazione parziale in Russia è dovuta al fatto che ora Mosca si sta confrontando con l’intero blocco della Nato, ha affermato Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino, in un briefing con la stampa. “Nel suo discorso di ieri, il presidente (Vladimir Putin) ha fornito una descrizione chiara e spiegato i motivi di tale decisione. Il fatto è che l’operazione speciale è iniziata (…) per raggiungere gli obiettivi in ​​Ucraina. Ora, di fatto, ci troviamo di fronte a tutto il blocco della Nato con tutte le sue capacitĂ  logistiche. Ciò ha portato a tale necessitĂ ”, ha detto Peskov.


E’ necessario garantire la difesa del popolo e della nostra sovranità territoriale della Russia e quindi dobbiamo introdurre una mobilitazione parziale, ha detto ieri Putin. “La leva riguarderà solo i riservisti e innanzitutto coloro che hanno già svolto servizio nelle forze armate e che hanno quindi preparazione ed esperienza. Prima di essere inviati al fronte i militari svolgeranno ulteriore addestramento”, ha detto Putin.

mosca russia proteste

Nella sua politica aggressiva l’Occidente ha superato ogni limite: a chi minaccia con armi nucleari è bene ricordare che anche la Russia è dotata di tali armamenti, ha proseguito. “I politici occidentali nella loro politica irresponsabile non parlano solo di forniture di armi occidentali e ci sono attacchi terroristici che sono già in corso”, ha detto Putin. “Alcuni eminenti figure della Nato hanno parlato della possibilità di utilizzare contro la Russia armi di distruzione di massa. A loro ricordo quanto segue: anche il nostro Paese possiede queste armi. Il vento può girare anche nella loro direzione”, ha affermato il presidente russo.


Gazzarra davanti ad un centro di reclutamento dei riservisti in Daghestan, repubblica autonoma russa nel Caucaso settentrionale. La donna grida a uno degli uomini, il quale si rifiuta di partire per la guerra: “Senti, mio figlio combatte dall’inizio, da febbraio” – “Non doveva!” – “Doveva, e se sarĂ  necessario partirò anch’io, è il mio dovere”. “Vacci tu, ii non ci vado!” – “Ci vado! Tuo nonno ha combattuto per farti mangiare le polpette e tu adesso?” – “Mio nonno ha combattuto per difendere la mia patria!” – Interviene un altro: “Questa è solo politica!”


L’ultimo saluto delle madri russe ai richiamati

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