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Montenegro, fonti stampa: il vicepremier Abazovic è autore di un accordo con la Chiesa ortodossa

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Il vice primo ministro montenegrino Dritan Abazovic sarebbe l’autore della nuova versione dell’accordo del governo di Podgorica con la Chiesa serba ortodossa. Lo riferisce oggi il quotidiano “Pobjeda”, citando fonti riservate. Secondo una fonte all’interno della maggioranza parlamentare, Abazovic e il suo team legale hanno apportato modifiche significative al documento redatto inizialmente. Il nuovo testo è stato inviato dal primo ministro Zdravko Krivokapic al Patriarcato a Belgrado. Secondo la fonte, Abazovic e la sua squadra avrebbero definito illegale e incostituzionale la proposta secondo cui nessun edificio religioso ortodosso può essere costruito in Montenegro senza il consenso dell’arcivescovo competente della Chiesa ortodossa serba, nonché la disposizione sulla Chiesa ortodossa come comunità religiosa tradizionale con continuità storica.


Il premier montenegrino Zdravko Krivokapic avrebbe dovuto firmare l’Accordo di principio con la Chiesa ortodossa serba a Belgrado lo scorso maggio, ma all’ultimo momento ha deciso di rinviare la firma. Nella giornata di ieri Abazovic ha ammesso di aver visto il documento, confermando che tutti i punti controversi della prima versione erano stati corretti. Nella serata del 26 maggio il patriarca della Chiesa serba ortodossa Porfirije ha ricevuto a Belgrado il premier di Podgorica, Zdravko Krivokapic. All’incontro hanno partecipato anche alcuni membri del Santo sinodo fra cui il vescovo Joakinije di Budva-Niksic (Montenegro). I rappresentanti del sinodo e del governo del Montenegro, secondo una nota diramata allora dalla Chiesa serba ortodossa, avevano “pienamente concordato” la mattina precedente il testo dell’accordo di principio, e i rappresentanti del governo di Podgorica avevano confermato l’arrivo a Belgrado di Krivokapic per firmare il documento. La nota sottolinea che Krivokapic, dopo diverse ore di ritardo, è arrivato alla riunione concordata intorno alle 21 e ha presentato “nuove ragioni per cui crede che la firma dell’accordo debba essere posticipata”.

“Il patriarca ha ascoltato quelle ragioni con attenzione, grande pazienza, ma anche sorpresa”, si legge nel comunicato delle autorità ecclesiastiche. Il patriarca e i vescovi hanno espresso “grande rammarico e preoccupazione per l’ulteriore posizione della Chiesa ortodossa serba e del suo popolo di fedeli, considerando che solo con essa, sebbene ad essa appartenga la maggioranza assoluta dei fedeli in Montenegro, non è stato firmato un accordo che garantisca la sua posizione giuridica, e quindi i diritti religiosi e civili del popolo di San Sava, il che rappresenta un atto di aperta discriminazione”. Krivokapic ha scritto allora su Twitter di essere giunto a Belgrado per trasmettere la volontà del popolo montenegrino, ovvero che il vescovo Joanikije di Budva-Niksic sia eletto metropolita della diocesi Montenegro-Primorje. Il premier ha aggiunto che l’accordo di principio con la Chiesa sarà firmato il 30 ottobre, giorno della morte del metropolita Amfilohije scomparso dopo un ricovero per Covid-19.

La Chiesa serba ortodossa ha inviato alla fine di aprile al governo del Montenegro una bozza per un accordo di principio fra Stato e Chiesa, secondo quanto confermato allora dall’ufficio del premier di Podgorica, Zdravko Krivokapic. Il primo ministro, si leggeva in una nota del 29 aprile, “è in costante comunicazione” con il patriarca ella Chiesa serba ortodossa Porfirije e con il vescovo di Budva-Niksic (in Montenegro), Joanikije. “La bozza di accordo approvata dal Santo sinodo dei vescovi è stata presentata al governo del Montenegro e il governo risponderà presto in modo ufficiale, dopo aver stabilito se tutte le disposizioni della bozza sono conformi alla Costituzione e alle leggi del Montenegro”, precisava allora il comunicato aggiungendo che l’accordo sarebbe stato firmato dal patriarca serbo e dallo stesso premier di Podgorica. La Chiesa serba ortodossa e il governo del Montenegro, ha detto il patriarca Porfirije ai media serbi il 22 aprile, hanno raggiunto un accordo di principio per i rapporti fra Stato e Chiesa. Il patriarca si è allora detto “profondamente convinto” che la firma dell’accordo metterà “fine alle incomprensioni”. “Grazie a Dio abbiamo raggiunto un accordo con il primo ministro del Montenegro sull’accordo di base che la Chiesa dovrebbe firmare con lo Stato, e sono assolutamente sicuro che l’accordo verrà firmato presto”, ha affermato il patriarca. Porfirije ha aggiunto che i dettagli “non sono stati ancora concordati”. “Sono profondamente convinto che la firma di un accordo di principio tra la Chiesa ortodossa serba e lo Stato del Montenegro metterà fine alle incomprensioni che incontriamo sia in pubblico che nei contesti politici, e credo che non ci sia bisogno di tensioni e incomprensioni”, ha osservato il patriarca.

Alla domanda sulle affermazioni del presidente montenegrino Milo Djukanovic, secondo cui il processo dell’accordo “non è abbastanza trasparente”, il patriarca ha detto di non conoscere tali dichiarazioni. “Per quanto riguarda l’accordo, nulla è nascosto o segreto, e questi negoziati vanno avanti da anni. Alla fine il contenuto di quell’accordo sarà a disposizione di tutti. Sulla base di quell’accordo, il rapporto dello Stato con la Chiesa ortodossa serba in Montenegro sarà finalmente regolamentato”, ha concluso allora il patriarca. Lo scorso anno sono cresciute le tensioni fra la Chiesa serba ortodossa e le autorità del Montenegro a causa dell’approvazione, nel dicembre 2019, della nuova legge sulle libertà religiose da parte di Podgorica che prevede la possibilità per lo Stato di trasferire a sé alcune proprietà della Chiesa. Le tensioni si sono successivamente trasferite nel terreno politico fra le istituzioni di Podgorica e quelle di Belgrado. Il nuovo governo del Montenegro ha apportato alcune modifiche alla legge eliminando così i punti contesi. Il presidente della Repubblica Milo Djukanovic ha rigettato il nuovo testo il 2 gennaio, ovvero la prima volta che gli è stato presentato per la promulgazione, mentre successivamente lo ha firmato secondo quanto impone la legge. In base al vecchio testo, approvato dal precedente governo guidato dalla forza politica di Djukanovic, le comunità religiose del Montenegro erano tenute a produrre documenti attestanti il loro diritto alla proprietà dei beni immobiliari che detengono affinché non questi non venissero confiscati dallo Stato. La coalizione Per il futuro del Montenegro, vincitrice delle ultime elezioni del 30 agosto 2020, ha promesso fin da subito una modifica della legge voluta dal governo precedente.

Il governo del Montenegro “dovrebbe rendere noti” i contenuti dell’accordo che intende firmare con la Chiesa serba ortodossa, ha detto il presidente della Repubblica del Montenegro, Milo Djukanovic, secondo quanto riportava l’11 maggio il sito “Cdm”. Secondo Djukanovic i contenuti avrebbero dovuto essere illustrati ai deputati del Parlamento nazionale per sgomberare il campo dai timori che tale documento possa andare contro gli interessi dello Stato. Djukanovic ha infine ricordato che sono apparse sui media “informazioni non smentite” circa una nuova versione che sarebbe stata preparata nel Patriarcato di Belgrado e che presenterebbe delle “deviazioni” dal testo accettato dal metropolita montenegrino Amfilohije, testo con il quale anche il governo di Podgorica era d’accordo. “Resta il dilemma se il Parlamento debba ratificare l’accordo. Si è anche affermato che l’accordo di base con la Santa Sede non è stato pubblicato fino alla sua entrata in vigore, il che non può essere vero, perché è stato consegnato ai deputati prima che esprimessero la loro ratifica. Inoltre, la posizione della Chiesa ortodossa serba e della Chiesa cattolica romana nel nostro Paese sono diverse”, ha sottolineato Djukanovic.

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