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Milei annuncia: “Voglio liberare i cittadini dai vizi della politica”

Il presidente argentino aggiunge: "Lo Stato è il ladrone più grande del mondo"

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“Il Giornale” pubblica ampi stralci dell’intervista al presidente argentino Javier Milei trasmessa ieri sera a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4. “Io – ha subito chiarito Milei – sono il primo liberale libertario a essere Presidente e questo è un dato di fatto. Io filosoficamente sono anarco capitalista e quindi sento un profondo disprezzo per lo Stato. Io ritengo che lo Stato sia il nemico, penso che lo Stato sia un’associazione criminale”. “Lo Stato – spiega – è un’associazione criminale in cui un insieme di politici si mettono d’accordo e decidono di utilizzare il monopolio per rubare le risorse del settore privato. Come diceva Oppenheimer, il metodo da usare nel mercato è l’investimento, il commercio, ma il metodo dello Stato è l’opposto: rubare. Lo Stato è il ladrone sistematico più grande del mondo. Il ladro volgare infatti è aleatorio. Lo Stato è un disastro, ti ruba tutti i giorni”.


Il presidente intende “ribaltare lo status quo, cioè i politici corrotti che si sono impossessati dello Stato: quando noi abbiamo iniziato il nostro programma c’erano diciannove ministeri, adesso ne abbiamo soltanto otto”. Infatti a detto ‘afuera’: “Esatto. Abbiamo buttato fuori più di 50.000 impiegati pubblici, più di 10.000 contratti non sono stati rinnovati, 200.000 programmi sociali che erano portati avanti in modo irregolare sono stati chiusi e abbiamo abbassato del 98 per cento i trasferimenti discrezionali alle province. Noi riteniamo che le opere pubbliche siano un macchinario volto solo a creare corruzione che è endemica nell’esistenza dello Stato. Lo Stato ha il monopolio della violenza e delle imposte, quindi gli imprenditori sono costretti a comprare favori dai politici”. Quanto all’Europa: “Ha tantissimi Stati che sono troppo keynesiani. Bisogna capire che il keynesianismo è una teoria creata da politici messianici che poi si rivelano corrotti”.

La sua storia come quella di Giorgia Meloni – che ha incontrato – è quella di un under-dog, di un sottovalutato che poi diventa Premier: “È ammirevole veramente il coraggio che ha. La cosa importante è che le riforme vadano verso l’obiettivo più giusto. Mi ha ispirato molto il modo di fare del presidente Meloni. Pensate che quando ho iniziato la mia carriera politica una delle cose che si diceva era che non potevo fondare un partito e non potevo partecipare alle elezioni: si sono sbagliati. Poi – aggiunge – hanno detto che non potevamo crescere: si sono sbagliati. Poi hanno detto che avremmo perso contro i nostri avversari e hanno detto che saremmo stati sconfitti dalla sinistra e così non è stato”. Come il Governo italiano in questo momento, la grande opposizione in Argentina arriva da una sinistra che è un po’ diversa da quella marxista.

“Il marxismo inizialmente si basava sulla lotta di classe e di fronte all’insuccesso incredibile che ha avuto nei fatti e con la Caduta del Muro di Berlino, sostanzialmente che cosa hanno fatto i socialisti? Praticamente hanno trasferito la lotta di classe ad altri aspetti della vita, di conseguenza ad esempio il femminismo che era una causa liberale. Poi l’altro aspetto dell’agenda è la lotta dell’uomo contro la natura”. “Questa – osserva infine il presidente- è un’agenda che ha una base malthusiana secondo la quale il problema della popolazione di Malthus era contenuto nella tecnica che usavano gli Egiziani per uccidere gli ebrei. Si parla nel libro dell’Esodo di tutto ciò. La versione più moderna era il club di Roma”. “Secondo il club di Roma – conclude Milei – , visto che noi viviamo con combustibili fossili che sarebbero terminati nel 2000, ci sarebbe stato un blackout totale e c’era posto soltanto per un determinato numero di persone, per un miliardo”.

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